"Mancano 3 milioni di non vaccinati all'appello",  "Bisogna stanare i cinquantenni", "Con il green pass esteso in ogni dove convinceremo a vaccinarsi anche i più scettici" "e bla bla bla bla. Il chiodo fisso del nostro Governo pare essere solo questo: vaccino e green pass. Stop. 

Nel frattempo l'Italia sta sprofondando sempre di più in un'inflazione pericolosissima che, accompagnata da un basso potere d'acquisto, potrebbe essere un problema a dir poco esplosivo.

Mentre si fa un gran parlare solo ed esclusivamente di vaccini (francamente non se ne può più), l'Italia si avvia verso un aumento indiscriminato, illogico e pericolosissimo dei prezzi.

Non solo dei prezzi delle bollette di cui abbiamo già ampliamento parlato e che peseranno sulle tasche degli italiani questo inverno, perché il Governo oltre ad aver promesso, non ha mosso un dito affinché questo non accada.

Un enorme problema sta per abbattersi su Italia ed Europa: l'inflazione!

Ora il problema più grave è l'inflazione! I prezzi di prima necessità stanno raddoppiando. La gente non riesce a fare la spesa e inizia già a rinunciare ai beni più costosi, come la carne. 

Ci si chiede: Draghi oltre a pensare a come piazzare i vaccini prossimi alla scadenza, sta per caso anche pensando a come evitare un disastro civile derivante dall'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità? Non ci è dato sapere. 

In Italia ci attendiamo, ma sta già avvenendo, un aumento del 2,1 per cento dei prezzi: il più alto degli ultimi otto anni. Secondo il Governo il tasso di inflazione scenderà all'1,5 per cento nel 2023. Ok. Ma fino ad allora cosa accadrà?

La Banca Centrale tranquillizza: "Nessuna spirale di inflazione fuori controllo, come negli anni '70. E' un'inflazione ancorata". Mah. Perdonateci, ma noi qualche dubbio ce l'abbiamo.

Crisi energetica e  vertiginoso aumento dei prezzi di gas ed elettricità, peseranno inevitabilmente sul pover consumatore finale e in tutta onesta noi a questa "inflazione ben ancorata" a cui vogliono farci credere, non crediamo affatto. Perché chi va a fare la spesa al mercato ha già notato i prezzi raddoppiati dei beni di prima necessità. 

Secondo il capoeconomista della Banca d'Inghilterra gli alti livelli d'inflazione potrebbero, almeno oltre Manica, durare più a lungo del previsto.

Inflazione: cosa dichiarava Draghi nel 2016

Quando il caro Presidente Draghi, nel lontano 2016 era presidente della BCE, dichiarava che in presenza di inflazione le banche centrali avrebbero dovuto astenersi dall'intervenire, con la scusa di evitare effetti macroeconomici controproducenti. Controproducenti per chi? Controproducenti in che senso? Non ci è dato saperlo.

Lo stesso approccio lo sta avendo l'attuale Presidente BCE, Christine Lagarde, che dallo scorso settembre guarda inerme l'aumentare incessante dell'inflazione, considerandolo (su quali basi?) temporaneo. 

Due giorni fa, la pubblicazione del resoconto dell’ultima riunione del consiglio Bce fa comprendere bene che non tutti i paesi sono d'accordo con questo atteggiamento immobilista della BCE e dell'Europa. Molti governanti sono preoccupati che i rischi inflazionistici si stiano sottostimando. Se così fosse, i danni potrebbero essere irreparabili

L'approccio di Christine Lagarde è: attendere e far parlare i dati. Ma attendere cosa? E se fosse troppo tardi? Il governo europeo, così come quello italiano, sta usando discernimento?

L'inflazione: la risalita dei prezzi si è notata appena iniziata la ripresa economica

Con la ripartenza dell'economia post pandemia, la prima cosa che si è notata è la risalita dei prezzi. Troppo alti in certi casi e questo mette a rischio non solo il consumatore finale, ma anche il rivenditore e il produttore.

Bisogna tenere presente anche che le famiglie sono uscite da questa pandemia più povere di prima, molti sono senza lavoro, altri hanno intaccato i loro risparmi. Questo può farci comprendere, anche se solo marginalmente, quanto l'inflazione che si sta abbattendo anche sui beni di prima necessità, possa essere una bomba ad orologeria per le famiglie italiane.  

L'inflazione ha effetti pesanti sul potere d'acquisto delle famiglie: se i prezzi salgono del 3% il potere d'acquisto delle famiglie italiane è in grado di abbassarsi in soli cinque anni dell'11,2% e in 10 anni del 23,4%. 

L'inflazione è un aspetto economico grave, deleterio, con cui dovranno fare i conti tutti.

E mentre l'inflazione aumenta in tutti i paesi del vecchio continente l'Europa che fa?

Chi, in un momento di forte difficoltà economica in cui le famiglie non riescono ad acquistare i beni di prima necessità perché è aumentato tutto (zucchero, pane, latte, frutta e verdura)  non deciderebbe di puntare sulla transizione ecologica?

L'Europa in un momento così delicato come quello che stanno vivendo le famiglie, ha deciso di puntare tutto sulle strategie di transizione ecologica, politiche energetiche verdi e digitalizzazione. Per carità, tutti obbiettivi degni d'onore, ma non certo potranno avere un effetto immediato o produrre frutti nel breve periodo, né potranno aiutare le famiglie a fare la spesa con i prezzi che aumentano ogni giorno di più.

Quindi perché affannarsi per portare avanti questi progetti i cui frutti si vedranno chissà tra quanti anni, quando è in questo preciso periodo di tempo che le famiglie italiane stanno affrontando questi gravi problemi legati all'inflazione?