Si fa un gran parlare di inflazione, si è arrivati a rammentare e fare dei paralleli addirittura con gli anni settanta, anni in cui il termine inflazione è diventato di uso comune.

Questo fatto sarebbe molto preoccupante, ma in questo video non voglio parlare delle conseguenze che alcuni economisti stanno ipotizzando, dopo che negli Stati Uniti è stato rilevato un aumento generalizzato dei prezzi che non si riscontrava da diverso tempo.

E’ doveroso, invece, prima di tutto, aver chiaro il concetto di inflazione, perché questo, ve lo assicuro, non è assolutamente chiaro.

Ed allora chiediamoci:

Cos’è davvero l’inflazione?

Purtroppo anche gli economisti ci hanno messo del loro nel creare confusione, anche sui libri di economia infatti si leggeva una definizione di inflazione che non è corretta, si definiva infatti l’inflazione come “aumento generalizzato dei prezzi al consumo”.

Ebbene non è così, si è preso un possibile effetto per il tutto. Cioè, l’inflazione può manifestarsi come “aumento generalizzato dei prezzi al consumo”, ma anche in altri modi.

Possibile mi direte che si sia creata una tale confusione? Sì, possibile, si è confusa l’inflazione con l’aumento del costo della vita perché all’una consegue sempre l’altro, ma non è sempre vero il contrario.

Ribadiamo per essere precisi ed evitare confusione.

Se c’è inflazione c’è un aumento del costo della vita, ma non è detto che se c’è un aumento del costo della vita ci sia inflazione. Ed ecco allora che è giunto il momento di dare la definizione esatta di inflazione.

L’inflazione è una diminuzione del potere d’acquisto dell’unità monetaria.

Quindi l’inflazione è sempre un qualcosa di negativo.

Guardate usciamo dal linguaggio tecnico, la cosa è semplicissima. 

Se la popolazione di un certo Stato, in un periodo di tempo, diciamo un anno, guadagna quel che guadagnava prima, ossia se il reddito nazionale è rimasto invariato, ma i prezzi, in quell’anno, sono aumentati del 10%, c’è inflazione? 

Sì!!! 

I prezzi infatti si sono gonfiati artificialmente ed il potere d’acquisto dell’unità monetaria si è ridotto.

Ma se sempre la popolazione di un certo Stato, in un certo periodo di tempo, diciamo un anno, guadagna il 10% più di prima, ossia se il reddito nazionale è aumentato del 10%, ed i prezzi, sempre in quell’anno, sono aumentati del 10%, c’è inflazione? No!!! Perché i prezzi in questo caso non si sono gonfiati ed il potere d’acquisto dell’unità monetaria è rimasto invariato.

Nel secondo caso possiamo dire che il costo della vita è aumentato, che i prezzi sono aumentati, ma non si sono gonfiati artificialmente, quindi non c’è stata inflazione.

Adesso dovrebbe essere tutto più chiaro.

Tuttavia i media continuano invece a chiamare inflazione l’aumento generalizzato dei prezzi, quindi dobbiamo tener conto di questo, anche se, per quel che ho detto, non sarebbe corretto. 

In altri termini, dire che in una nazione l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 2, del 3 o del 4% non significa molto se non si sa di quanto è aumentato anche il reddito nazionale.  

Infatti qualora il reddito nazione in quel periodo fosse aumentato del 5%, tanto per fare un esempio, quella popolazione, sarebbe comunque diventata più ricca, più benestante, mentre se nello stesso periodo il reddito nazionale non fosse aumento o addirittura fosse diminuito, quella popolazione si sarebbe impoverita.

Ed allora chiediamoci ancora, normalmente quando si verifica l’inflazione? 

Ossia quando la moneta perde parte del suo potere d’acquisto? 

La risposta a questa domanda l’ha data addirittura David Ricardo il primo grande economista, siamo così a cavallo fra la fine del ‘700 e l’ottocento, capite bene quindi che l’inflazione non è proprio una problema nato di recente.

Ebbene Ricardo scrive nel suo libro più famoso “I Principi”:

“Possiamo dunque obiettivamente concludere che questa differenza nel valore relativo o, in altre parole, questo deprezzamento dell’attuale valore delle banconote, è dovuto alla quantità troppo abbondante di cartamoneta che la Banca ha messo in circolazione”.

Ecco quindi la principale causa di inflazione, e d’altronde se ci pensate, è un concetto perfino banale.

Se la Banca Centrale emette moneta in sovrabbondanza, ossia emette moneta alla quale non corrisponde produzione, c’è in giro più moneta, ma con questa si possono solo comprare le cose che esistevano prima, visto che è soltanto la moneta ad essere aumentata e non la produzione, è chiaro che se con maggior moneta si può comprare quel che si comprava prima la cosa che accadrà è che aumenteranno i prezzi.

Un aumento artificiale che è stato prodotto dall’emissione monetaria in sovrabbondanza.

Come avevo anticipato precedentemente chiediamoci ora: ci può essere inflazione senza che ci sia un aumento generalizzato dei prezzi?

La risposta è: Sì!

Questo accade perché il progresso tecnologico è un fattore deflattivo, ossia è un qualcosa che fa diminuire i prezzi. Anche questo capite che è evidente.

Se prima con una certa macchina riuscivo a produrre una certa quantità di merce, ora, con il progresso tecnologico, una macchina più evoluta riesce a produrre nello stesso tempo una maggior quantità di merce, riuscirò così a ridurre il prezzo del singolo prodotto.

Ma se nonostante ciò, invece, non si riscontra una riduzione dei prezzi, significa che una certa inflazione ha coperto questa deflazione dovuta al progresso tecnologico.

Ed in questi anni questo aspetto è stato estremamente rilevante e si è assolutamente verificato.

Quindi la sovrabbondante emissione monetaria fatta dalle Banche Centrali in tutti questi anni, ha prodotto solo un lieve aumento dei prezzi, del costo della vita, è perché una buona parte di quella moneta ha creato inflazione finanziaria, ossia ha fatto aumentare in maniera spropositata i prodotti finanziari, in particolare i titoli del debito pubblico, ma anche le Borse.

Ed un’altra parte di quella moneta creata, invece, ha aumentato i prezzi dei beni di consumo, aumento che però non si è visto nella sua interezza perché compensato dalla riduzione dei prezzi dovuta al progresso tecnologico.

E dobbiamo assolutamente tener conto che il progresso tecnologico non è mai stato così veloce come negli ultimi anni, o negli ultimi decenni.

Il fenomeno internet e la robotizzazione hanno infatti drasticamente ridotto i costi di produzione, riduzione che non abbiamo riscontrato invece nei prezzi al consumo.

Insomma spero di non esser stato molto noioso, e di aver chiarito alcuni concetti che possono generare confusione.

Naturalmente non ho concluso l’argomento con un video, ma non mancheranno occasioni per tornare a parlarne.