Quest'inverno l'Europa rischia di restare senza riscaldamento. Sì, avete capito bene. Tutte le nazioni del mondo dipendono oggi più che mai dal gas naturale per riscaldare non solo le abitazioni, ma anche per dare energia alle aziende e alle industrie.

E nel bel mezzo di questo sforzo immane di abbandonare il carbone e aumentare l'uso di energia pulita, ci si rende conto che non c'è abbastanza gas per alimentare la ripresa economica dopo la pandemia e rimpinguare le scorte prima che arrivi l'inverno

Questo castello di carta molto labile, rischia di crollare appena le temperature scenderanno e il consumo di gas aumenterà a causa del riscaldamento.

La crisi energetica in Europa fa presagire problemi per il resto del pianeta, poiché la carenza di energia del vecchio continente potrebbe far rischiare il blackout o addirittura la chiusura di alcune fabbriche.

Le scorte europee di gas sono ai minimi storici

Le scorte presso gli impianti di stoccaggio europei si ritrovano ai livelli più bassi da anni. I flussi di gasdotti dalla Russia e dalla Norvegia sono stati limitati. Questo è preoccupante, perché il clima mite ha ridotto la produzione delle turbine eoliche mentre le centrali nucleari europee obsolete, man mano vengono chiuse.

Ecco spiegato l'aumento del prezzo del gas in Europa che ha raggiunto anche il 500% nell'ultimo anno.

Prezzo del Gas Naturale alle stelle, sono a rischio il riscaldamento e la produzione industriale

L'aumento spropositato del prezzo del gas ha costretto alcune aziende di fertilizzanti europee, per esempio, a ridurre la produzione, e si prevede che questo sia solo l'inizio.

Questo rischia di far aumentare  i costi per gli agricoltori e potenzialmente di far aumentare l'inflazione dei prodotti alimentari in tutta Europa. Nel Regno Unito, i prezzi elevati dell'energia hanno costretto diversi fornitori a chiudere l'attività.

Il rischio è proprio questo: molte attività e industrie potrebbero chiudere per la mancanza di gas naturale e dunque di energia.

L'utilizzo del riscaldamento potrebbe far aumentare ancora di più il prezzo del gas naturale

L'inverno dovrebbe far aumentare ulteriormente i prezzi del gas naturale.

"Se l'inverno è davvero freddo, la mia preoccupazione è che non avremo abbastanza gas per il riscaldamento in alcune parti d'Europa", ha detto a Bloomberg Television il 20 settembre Amos Hochstein, consigliere senior del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per la sicurezza energetica, che ha concluso dicendo: "Questo influenzerà la capacità di fornire effettivamente gas per il riscaldamento e toccherà la vita di tutti".

In Asia alcuni governi stanno già iniziato ad accaparrarsi alcuni tipi di combustibili più sporchi come carbone e olio da riscaldamento nel caso in cui non riescano ad ottenere abbastanza gas prima dell'inverno.

Ciò potrebbe minare gli sforzi dei governi di raggiungere obiettivi ecologici ambiziosi, visto che il gas emette circa la metà dell'anidride carbonica del carbone quando viene bruciato.

La Cina, il più grande acquirente mondiale di gas naturale, si ritrova pochissime scorte di gas al momento, ed è per questo che diverse province cinesi stanno già razionando l'elettricità alle industrie per raggiungere gli obiettivi che il presidente si è posto e che riguardano l'efficienza energetica e la riduzione dell'inquinamento

Se le fabbriche cinesi dovessero fare i conti con una diffusa carenza di energia, i prezzi globali dell'acciaio e dell'alluminio aumenterebbero di conseguenza. A peggiorare le cose, ci si metterebbe anche la carenza di carbone con la quale è alle prese da anni il gigante asiatico.

Riscaldamento a rischio: i paesi ricorrono all'importazione di Gas Naturale

Asia, Europa, Medio Oriente e Sud America hanno iniziato la corsa al GNL contattando esportatori come Qatar, Trinidad e Tobago e Stati Uniti. “Abbiamo una grande richiesta da tutti i nostri clienti e sfortunatamente, non possiamo soddisfare tutti”, ha avvertito Saad Al-Kaabi, ministro dell'Energia del Qatar, in una conferenza dell'industria questo mese.

Gli esportatori americani sono pronti a spedire più GNL che mai, ma, ovviamente,  più gas va all'estero, meno gas resterà in patria. Anche se i prezzi del gas negli Stati Uniti sono notevolmente inferiori rispetto a quelli europei e asiatici, sono comunque i più alti dal 2014. 

L'Industrial Energy Consumers of America, infatti, ha chiesto al Dipartimento dell'Energia di diminuire le esportazioni e attendere che lo stoccaggio di gas torni alla normalità. E questo potrebbe peggiorare la disponibilità di gas naturale anche in Europa. 

Quest'inverno tutto il mondo imparerà a proprie spese quanto è importante il gas naturale.

Quest'inverno tutta l'Europa potrebbe passarlo senza riscaldamento

Le case delle famiglie europee rischiano di restare al gelo questo inverno. Il gas è carente, le scorte scarseggiano e i prezzi delle importazioni aumentano sempre di più

Ma se negli Stati Uniti per un metro cubo di gas, una famiglia americana paga 5 dollari, in Europa si è arrivati a ben 15 dollari. Ed è solo l'inizio.

Sui mercati internazionali il gas naturale è aumentato del 275% arrivando 71,69 dollari. all'inizio del 2021 costava poco più di 19 dollari. 

Le riserve di gas sono di circa il 25% più basse rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre i consumi sono man mano aumentati dopo la fine della pandemia. 

Come risolvere la mancanza di gas naturale?

Il riscaldamento delle famiglie per questo inverno è seriamente a rischio. Ovviamente questo è un problema che riguarda soprattutto i paesi freddi: Scandinavia e Germania in testa. 

In Cina stanno optando per diminuire il gas a disposizione delle aziende, provocando un danno all'economia. Se anche qui si arrivasse a questa decisione, si rischierebbe una recessione economica. 

Qual è dunque la soluzione? Pare proprio che non ci sia un'alternativa a queste due soluzioni: o le famiglie europee soffriranno il freddo o l'economia dovrà pagarne il prezzo. 

Riscaldamento a rischio: quali le soluzioni?

Una possibile soluzione sarebbe tornare, solo per un breve periodo, a potenziare le estrazioni di carbone. Ma questo tipo di approvvigionamento inquinerebbe il doppio del gas  e i governi non sono pronti a dare un simile ok, a causa dell'emergenza climatica. 

Oppure l'Unione Europea potrebbe diventare più morbida sulle norme ambientali riguardanti il “fracking”, un modo di estrarre il gas che in America negli ultimi 15 anni ha fatto aumentare la produzione di greggio. Questa modalità consiste nell’uso intensivo di acqua per giungere alla rottura delle rocce nel sottosuolo. 

Anche questa tecnica di estrazione è molto inquinante e gli ambientalisti sono già sul piede di guerra, ma con l'inverno alle porte l'Europa dovrà trovare per forza un compromesso.

La Norvegia, intanto, ha concordato di aumentare le esportazioni di gas naturale verso il resto d'Europa, compresa la Gran Bretagna, dove si tema possa nascere una crisi nell'approvvigionamento alimentare.

Le energie rinnovabili sono la soluzione per risolvere una volta per tutte la questione energetica

I politici affermano che l'aumento del prezzo del gas naturale dipende dal post pandemia e dalla ripresa economica. Ma in realtà, la crisi dell'Europa riguarda il settore delle rinnovabili. L'Unione Europea ha investito molto nelle energie rinnovabili, come l'eolico e il solare, ma l'energia prodotta non è abbastanza per tutti. 

Dopo che le Nazioni Unite hanno pubblicato il loro rapporto sul clima avvertendo il mondo di fare tagli profondi e sostenuti alle emissioni di gas serra da qui a dieci anni, i leader politici hanno tentato di effettuare questa transizione dai combustibili fossili più rapidamente del previsto e questa fretta ha provocato i problemi che conosciamo.

Il gas è stato ampiamente considerato come il combustibile ponte "più pulito" da utilizzare durante la transizione dal carbone alle energie rinnovabili. Ma è davvero così?

Mentre il gas emette certamente meno carbonio del carbone e del petrolio, è composto principalmente da metano, un gas serra molto dannoso che fuoriesce da oleodotti e pozzi abbandonati.

Se si affrettasse l'utilizzo delle energie rinnovabili, al di là degli ovvi benefici climatici, ci sarebbe un innegabile vantaggio politico.

Un paese come la Russia potrebbe interrompere le forniture di gas verso l'Europa con un semplice tocco di un interruttore, ma se l'Europa si basasse solo sull'energia solare ed eolica, la Russia né alcun altro paese avrebbe questo potere, perché nessun paese può togliere il sole o il vento a un altro.

Una transizione più veloce verso le energie rinnovabili libererebbe l'Europa dall'interruzione dei mercati energetici volatili e ridurrebbe la sua dipendenza da altri fornitori di petrolio e gas, come la Russia. L'Europa eviterebbe così, una volta per sempre, che la sua sicurezza energetica dipenda dalle questioni geopolitiche.

Più di 40 legislatori dell'Unione Europea, per lo più degli Stati orientali e baltici, hanno lanciato un appello alla Commissione europea per avviare un'indagine sulla compagnia statale russa del gas Gazprom

Queste nazioni sospettano che l'azienda in questione abbia limitato la sua offerta per far salire i prezzi e fare pressione sulla Germania per accelerare il lancio del Nord Stream 2, un gasdotto che va dalla Russia e sotto il Mar Baltico alla Germania.

"Per quanto riguarda lo stato russo, ci sono prove evidenti che usa le sue esportazioni di gas per il proprio guadagno geopolitico, lo usa strategicamente, non è solo un'impresa commerciale", ha detto Matthew Paterson dell'Università di Manchester, un professore di politica internazionale che ricerca politica climatica.

"La Russia ha usato il gas per ottenere influenza sull'Ucraina in modo molto, molto aggressivo, e sembra usarlo anche in relazione ad altri stati dell'Europa centro-orientale", ha aggiunto.

Attendiamo quindi di vedere come l'Unione Europea risolverà questa patata bollente dell'approvvigionamento di gas naturale e come intende assicurare il riscaldamento delle famiglie, visto l'avvicinarsi dell'inverno.