La prima notizia del video odierno è nella realtà un aggiornamento della notizia della quale ho parlato nel video di ieri, mi riferisco a quanto sta accadendo in Francia.

Ricordo, per chi non avesse visto il mio video di ieri, che in Francia venti Generali ed oltre un migliaio di militari di ogni ordine e grado avevano sottoscritto una lettera aperta al Presidente Macron, nella missiva si dichiaravano molto preoccupati per la situazione che si sta verificando nel Paese transalpino.

Nella lettera non venivano usate mezze parole, arrivando anche a paventare una possibile guerra civile nella quale le vittime si sarebbero contate a migliaia.

Ebbene per tutta risposta la Ministro della Difesa aveva chiesto che fosse:  vagliata l’ipotesi di “sanzioni” verso i militari che hanno firmato l’appello.

A questo punto occorre tuttavia specificare che i firmatari di questa lettera sono tutti militari in pensione poiché se fossero in attività finirebbero davanti al Tribunale militare. 

Ebbene per tutta risposta alle “minacce” da parte della Ministro della Difesa sapete cosa è accaduto? 

Che i firmatari di quella lettera si sono moltiplicati, pare che si sia arrivati addirittura a quota 16.000, un numero davvero impressionante.

Infine due aspetti, a mio avviso, devono ancora essere rimarcati, il primo è che con ogni probabilità anche gran parte dei militari in attività condividono lo spirito di quella lettera, il secondo aspetto è che non è stata sottolineata la “durezza” di quella lettera nella quale viene anche pesantemente criticato l’attuale Capo di Stato Maggiore.

Insomma situazione in ebollizione.

Cambiamo argomento e parliamo di economia.

E’ passato un mese dalla fine del trimestre, quindi arrivano le prime stime sul Pil dei vari Paesi europei. 

Come noto dalla Germania, che ha comunicato i dati ieri, non erano arrivate buone notizie, nel primo trimestre dell’anno il Pil ha subito una contrazione superiore alle attese, -1,7 percento rispetto al trimestre scorso e -3% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Quindi le buone (si fa per dire), le buone notizie che erano arrivate dalla Germania nell’ultimo trimestre dello scorso anno sono subito state raffreddate dal primo trimestre dell’anno in corso.

Il calo era atteso, ma è risultato peggiore delle previsioni. Il calo era atteso perché nel primo trimestre dell’anno le restrizioni imposte dal Governo sono risultate molto penalizzanti.

Come al solito se Berlino piange Roma non ride, sappiamo bene infatti che la nostra economia ha diversi punti di contatto con quella tedesca, tuttavia, una volta tanto, i nostri dati sono leggermente migliori di quelli dei panzer, o dei crucchi, scegliete voi.

-0,4% il calo del nostro Pil rispetto al trimestre precedente e -1,4% il calo tendenziale.

Occorre tuttavia ricordare che il nostro calo nell’ultimo trimestre dell’anno scorso era stato davvero pesante         (-6,6%), quindi non dobbiamo festeggiare molto l’ulteriore  (-0,4%) che abbiamo registrato nel trimestre scorso.

Il trimestre in corso, ovviamente, con ogni probabilità farà registrare il segno più rispetto all’analogo trimestre dello scorso anno, ma semplicemente perché il secondo trimestre dello scorso anno, come certamente tutti ricordate è stato letteralmente drammatico, per diverse settimane l’economia del nostro Paese si è completamente fermata.

Quindi le parole molto incoraggianti che ha diffuso l’ufficio stampa di Confindustria non vorremmo fossero eccessivamente ottimistiche, ripeto, che torneremo a vedere il segno più è chiaramente scontato, ma dobbiamo vedere l’entità del rimbalzo, prima di festeggiare.

Perché vedete, si continua a prorogare la data nella quale verrà tolto il divieto di licenziamento, ma prima o poi quella data arriverà, ed a proposito di licenziamenti, i dati sul mercato del lavoro non sono stati per nulla incoraggianti.

In questo primo trimestre dell’anno in corso, infatti si sono persi 254.000 posti di lavoro rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno, non è un dato da sottovalutare, anzi! È veramente molto preoccupante.

La disoccupazione giovanile è risalita così al 33% e sono in aumento sia le persone in cerca di occupazione che gli inattivi.

Il saldo degli occupati rispetto al pre-Covid, ossia rispetto al febbraio 2020 è -900.000 , insomma abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro, tenendo presente il blocco dei licenziamenti … fate voi!

E’ evidente che più si tolgono le folli restrizioni che ancora oggi soffocano il nostro Paese, e più il rimbalzo rispetto all’anno precedente sarà marcato.

Sembra un concetto semplice … è un concetto semplice, ma qualche partito che sostiene l’esecutivo non lo ha ancora capito.