Italia: situazione economica allarmante

Siamo noi a non voler più comprare gas e petrolio russo, non sono i russi a non volerci rifornire delle fonti energetiche tanto necessarie per le nostre industrie.

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La situazione di incertezza sul fronte economico e sociale che la guerra ha aperto, anche per i riflessi sul mercato energetico e sull'approvvigionamento di materie prime, potrebbe determinare un pesante impatto sulla produzione industriale, sulla crescita economica, sui livelli occupazionali e, quindi, sulla tenuta sociale del Paese.

Sono le parole pronunciate dal Ministro degli Interni Luciana Lamorgese intervenendo alla cerimonia per il 170esimo anniversario della polizia, cerimonia alla quale presenziava anche il Capo dello Stato.

Il Ministro (o la Ministra, fate voi) Lamorgese però a mio avviso commette un’imprecisione, ossia non è la guerra che sta provocando tutto ciò, bensì la risposta perlomeno dissennata del nostro Governo che ha imposto sanzioni alla Russia sempre più stringenti, arrivando addirittura ad imporre il blocco delle forniture di gas russo.

In parole povere siamo noi a non voler più comprare gas e petrolio russo, non sono i russi a non volerci rifornire delle fonti energetiche tanto necessarie per le nostre industrie.

La Lamorgese quindi fa bene a sottolineare come questo blocco di forniture avrà un pesante impatto sulla produzione industriale, ma evita di dire che questo pesante impatto è stato voluto da noi, non dai russi che sarebbero ben lieti di continuare a rifornirci di gas, petrolio e materie prime.

Ed è corretto anche sottolineare come questo “pesante impatto sulla produzione industriale” avrà una deleteria ricaduta sulla crescita economica e sui livelli occupazionali. 

Per il momento fermiamoci qui e non arriviamo alle ultime parole della Lamorgese.

Innanzitutto dobbiamo anche notare come questa sia la strategia di comunicazione dell’intero Governo, perché, ad Algeri sia Di Maio che Draghi, annunciando un “trionfale accordo” con l’Algeria (non con l’Argentina) per aumentare le forniture di gas dal Paese africano che risultava già il nostro secondo maggior fornitore dopo la Russia, Di Maio e Draghi, dicevo, si sono presentati come tutori del popolo, anzi di più queste le parole usate dal Premier:

Il governo vuole difendere i cittadini e le imprese dalle conseguenze del conflitto. 

Ma come? Prima mettete la popolazione in una situazione economica drammatica con scelte demenziali come quella di non acquistare il gas russo e poi vi ergete a salvatori della patria annunciando di voler “difendere i cittadini”? 

È come quello che prima ti dà una martellata sulla testa fracassandoti il cranio e poi pretende di essere considerato un benefattore prestandosi a disinfettarti la ferita, scusa sai ma se proprio mi volevi bene potevi evitare di darmi una martellata sulla testa.

Ma non solo, questa pantomima ad Algeri non sembra affatto una cosa seria, ci vuol tempo per riuscire ad inviare una maggiore quantità di gas dal Paese africano verso l’Italia, si parla del 2023/2024, ed inoltre Draghi e Di Maio, si sono dimenticati di dirci quanto ci verrà a costare quel gas, probabilmente molto, ma molto caro.

Vabbè che gliene frega a quei due, tanto lo paghiamo noi in bolletta.

E poi, altra considerazione da fare, facciamo tutto questo per non essere più dipendenti dalla Russia e cosa otteniamo? Di diventare dipendenti dall’Algeria? Bel risultato, mettersi nelle mani degli algerini.

Ma attenzione, qui dobbiamo assolutamente fare un’altra importante riflessione. 

Le parole della Lamorgese, sono chiarissime, dice che sarà pesante l’impatto sulla produzione industriale, sulla crescita economica ed oltretutto sui livelli occupazionali, insomma descrive chiaramente uno scenario recessivo per il nostro Paese.

Quindi oltre a sottolineare che la Lamorgese non ha colpevolmente specificato che lo scenario economico da lei descritto in maniera così allarmante è determinato dalle scelte scellerate del nostro Governo del quale lei fa parte, occorre sottolineare anche che la Lamorgese descrive un contesto economico nettamente in antitesi con quello descritto sempre dal nostro Governo soltanto pochi giorni fa, quando è stato approvato il Def, ossia il Documento di Economia e Finanza, che, nonostante una riduzione delle stime, ha previsto comunque una crescita economica sostenuta, è stato ipotizzato infatti un aumento del Pil per l’anno in corso, pari al 2,9%.

Ed eccoci così giunti all’aspetto più inquietante di tutta la vicenda, perché, come detto all’inizio del video, le parole della Lamorgese, ripeto, pronunciate al cospetto del Presidente della Repubblica, sono si sono fermate qui.

Cioè la Lamorgese non si è limitata a descrivere un futuro molto più cupo per l’economia del nostro Paese, si è spinta molto più in là parlando addirittura di un rischio per la “tenuta sociale del Paese”.

Attenzione perché qui il discorso si fa molto più serio, se la Ministro degli interni arriva ad ipotizzare difficoltà per la per la “tenuta sociale del Paese” non sta ipotizzando solo una crescita economica nulla o negativa, ossia una semplice ed auspicabilmente breve recessione, ma qualcosa di molto, di molto più grave.

Preconizzare la “tenuta sociale del Paese” significa di fatto preconizzare addirittura disordini e sommosse popolari, insomma una situazione di una gravità mai vista per il nostro Paese.

Cosa sta dicendo la Lamorgese? Sta mettendo le mani avanti per giustificare eventuali interventi pesanti delle nostre Forze dell’Ordine? 

Oppure sta semplicemente descrivendo uno scenario più cupo per … chiamiamoli … scopi elettorali.

Si sa infatti che incutendo paura al popolo lo si spinge di fatto ad affidare il loro voto ai partiti che, politicamente, sono considerati più moderati.

Certo è semplice a questo punto fare una banale considerazione, se sono i partiti moderati a creare una situazione di forte preoccupazione per non dire di angoscia nella popolazione, e lo fanno affinché sia poi la stessa popolazione, impaurita, ad affidare ancora il Governo del Paese agli stessi partiti moderati … allora siamo entrati in un loop dal quale non se ne esce se non con un fallimento totale, con la distruzione economica e sociale del Paese.

Insomma, cari ascoltatori, a me quelle parole della Lamorgese, ripeto non dette in una riunione ristretta con i suoi collaboratori o sfuggite in una intervista, ma pronunciate in un intervento pubblico ufficiale al quale presenziava il nostro Capo dello Stato, quindi parole molto ponderate, a me, dicevo, quelle parole sono suonate inquietanti.

Arrivare a parlare di tenuta sociale del Paese, quando si sa benissimo che gli italiani sono davvero una popolazione estremamente pacifica, incapace di ribellarsi anche quando subisce i maggiori soprusi, beh, i casi sono due, o la nostra Ministro degli Interni, non conosce bene e sopravaluta la capacità di reazione degli italiani, o si aspetta davvero che il nostro Paese sprofondi in una crisi senza precedenti.

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