Un problema di organizzazione e di processo quindi: “volendo fare una stima attendibile, è ragionevole ritenere che una più attenta organizzazione e un rispetto più puntuale delle misure di prevenzione siano in grado di ridurre gli errori di almeno il 20/30%, comportando innanzitutto maggiore tutela dei pazienti, ma anche un risparmio di 5/6 miliardi di euro all’anno. Questo risponde anche a chi ritiene che certi interventi riorganizzativi siano resi impossibili dalla scarsità delle risorse disponibili. Ridurre gli errori medici non solo è possibile, ma giova alla spesa sanitaria” ha concluso Chiarini.