In molti mi avete chiesto come è andata sabato a Verona, beh, è stata una giornata magnifica, tanta gente a dire No! alla Nato, No! ad una narrazione dei media mainstream che continuano a raccontarci fandonie.

Oltre al corteo per le vie della città, due interventi davvero pregevoli, hanno impreziosito la giornata.

Parto dal primo, quello di Liliya, ostetrica di Lugansk.

Ebbene io ribadisco quanto avevo detto anche in riferimento all’intervento di Olga, ragazza scampata all’eccidio di Odessa, intervento al quale avevo assistito due settimane prima sempre a Verona.

Ecco cari ascoltatori quelle sono testimonianze che hanno un valore immane e che naturalmente sui media mainstream non saranno mai trasmesse.

È da rabbrividire nell’ascoltare Liliya quando racconta degli eccidi perpetrati in quelle terre da unità militari ucraine la cui crudeltà non si può descrivere. 

Ed allora è difficile da contenere la rabbia che mi assale pensando che il mio Paese stia sostenendo quei crimini con soldi ed armi.

È assolutamente necessario dare voce a queste testimonianze, le testimonianze di persone che hanno vissuto in quei luoghi martoriati, gli italiani devono venire a conoscenza della verità dei fatti.

Io davvero non mi capacito di come il nostro Governo possa schierarsi a favore di quelle unità militari ucraine che da anni agisce con efferatezza nei confronti di una popolazione inerme.

La popolazione del Donbass che da otto anni è vittima di eccidi e lotta strenuamente per la propria indipendenza.

Non vado oltre, ma appunto ribadisco che dobbiamo fare di tutto affinché gli italiani vengano a conoscenza della verità dei fatti e possano ascoltare le testimonianze di coloro che hanno vissuto quelle barbarie.

Ma non meno importante è risultato il secondo intervento, sapevo dalla locandina che avrebbe parlato Pietro, esponenti degli Studenti contro il Green Pass di Padova.

Ebbene io mi sarei aspettato uno studente universitario, invece, e la cosa mi ha fatto un piacere ancora maggiore, Pietro non ha ancora compiuto i 16 anni, ma parla come un oratore navigato.

Che gioia, che soddisfazione vedere un ragazzo così giovane esporsi. Finalmente! mi dico. 

Sapete che ho sempre detto che i giovani sono i colpevoli assenti in questi ultimi due anni.

Avendo io frequentato l’Università di Padova negli anni dal ‘76 all’80, anni che possiamo eufemisticamente descrivere come anni caldi, ma sarebbe più corretto dire roventi, ebbene, vedere oggi i giovani del tutto inermi davanti allo scempio dei più elementari diritti, delle più elementari libertà … insomma, a mio avviso era un segnale del tutto sconfortante per la mia generazione.

Colpevolizzo la mia generazione in quanto forse ha forgiato l’attuale gioventù, commettendo errori imperdonabili.

Forse non abbiamo fatto comprendere appieno ai nostri figli che occorre lottare costantemente, tutti gli obiettivi vengono raggiunti soltanto col sacrificio.

Chiarisco, io anche negli anni dell’Università ero un ragazzo tranquillo e lontano mille miglia da qualsiasi tipo di violenza, tuttavia trovo che sia normale che la gioventù porti con sé una sempre maggior richiesta di “libertà” e di indipendenza.

Di conseguenza vedere gli attuali giovani del tutto amorfi, non lo ritengo un bel segnale per la nostra società. Anzi lo trovo un segnale estremamente preoccupante.

Insomma conoscere Pietro per me è stato un piacere che mi ha dato fiducia, certo il timore che Pietro possa essere una mosca bianca è un timore reale, la speranza, però, è che ci sia un risveglio generazionale ed i vari Pietro in tutta Italia, possano moltiplicarsi.

Quindi grandissima Liliya e grandissimo Pietro. Da parte mia ad entrambi un grazie di cuore.

Per quanto mi riguarda lo sapete che io amo stare in mezzo alle persone, a quelle che io definisco “persone per bene” (copyright Marcotti), mi raccomando quando da altri sentite dire “persone per bene” sappiate che quello è un mio copyright.

Torno serio, ma è proprio la verità, io trascorrerei tutto il giorno, tutti i giorni a discutere con le persone, sono un chiacchierone, un logorroico, ma che volete, sono fatto così.

Magari qualcuno di voi potrebbe ritenere che il mio sia narcisismo. Non lo escludo, la cosa sempre più difficile è giudicare se stessi, io posso solo dirvi che davvero ogni volta che stringo la mano a qualcuno, che abbraccio qualcuno, che faccio un selfie sento adrenalina scorrere nel mio corpo.

Perché, ripeto, ogni stretta di mano, ogni abbraccio ogni selfie mi porta ad avere una maggior fiducia, sì, la fiducia che possiamo farcela, che possiamo tornare a vivere in un Paese normale, anzi di più, in un Paese nel quale è bello vivere.

In effetti capire che non siamo soli, comprendere che ci sono persone con le quali abbiamo molto in comune, ciò che i latini definivano un “idem sentire de republica” ossia un identico concetto dello Stato, basato su principi universali condivisi, è per me fondamentale.

Ed il principio forse più importante sul quale dobbiamo insistere è quello del far emergere sempre la verità, ossia ciò che è vero in senso assoluto.

Vivere nella menzogna, nella falsità, ossia in quel che ci propinano giornalmente i mezzi di comunicazione di massa mi provoca un dolore, un dolore che non è solo morale, ma è quasi a livello fisico.

Mi stupisco quindi di come gli italiani possano accettare di vivere nelle attuali condizioni, che non sentano il malessere di un’esistenza nella quale le più elementari libertà sono soppresse. In primis la libertà di decidere del proprio corpo.

Quindi, insomma, voglio ringraziare Verona, i veronesi e tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione di sabato scorso.

Non dobbiamo fermarci, continuiamo così!