La manovra è legge

Come sempre all’ultimo momento, ma la cosiddetta manovra è stata approvata quindi è diventata legge e alla fine c’è stata anche qualche sorpresa.

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Come sempre all’ultimo momento, ma la cosiddetta manovra è stata approvata quindi è diventata legge e alla fine c’è stata anche qualche piccola sorpresa.

Vediamone così gli aspetti più importanti.

Certamente l’aspetto fiscale è stato quello che ha interessato le maggiori risorse. Ovviamente partiamo dal taglio del Cuneo fiscale, era stato introdotto lo scorso anno, ma era stato finanziato per un solo anno, e così è stato ribadito anche quest’anno.

Ormai è un’abitudine finanziare un solo anno, tra dodici mesi se rimarrà lo stesso Governo deciderà il da farsi, qualora invece dovesse esserci un altro esecutivo si troverà un problema da risolvere.

Allora stiamo parlando di un taglio del cuneo fiscale pari al 7% per i redditi fino a 25.000 euro l’anno, e del 6% per i redditi fino a 35.000 euro l’anno. Forse è anche doveroso precisare che il taglio non riguarderà la tredicesima.

La novità assoluta, invece è l’accorpamento di due aliquote Irpef, per la precisione i primi due scaglioni. Verrà così applicata l’aliquota minima del 23% per i redditi fino a 28.000 euro annui.

Naturalmente ogni lavoratore potrà avere un beneficio da questi tagli, il Tesoro ha calcolato tuttavia che al massimo si tratterà di 1.298 euro l’anno, insomma tanto per capirci, 100 euro al mese.

Chiaramente, dobbiamo sempre essere contenti se le tasse vengono tagliate, tuttavia per la maggior parte dei lavoratori si tratta solo di circa 50/60 euro netti al mese.

L’altro aspetto molto atteso dagli italiani riguardava le pensioni e qui, come nelle attese, non ci sono state buone notizie.

Scongiurata quota 104, rimane in vigore quota 103 (ricordo che 103 è la somma di 62 anni e 41 di contributi), tuttavia l’assegno pensionistico sarà interamente calcolato con il metodo contributivo, quindi penalizzante per i lavoratori ed è stato anche inserito un tetto massimo di 2.250 euro.

Stessa storia per l’Ape Sociale ed Opzione donna, ufficialmente rimangono entrambe queste agevolazioni, ma vengono inaspriti i requisiti per poterne godere.

Insomma saranno pochi che potranno andare in pensione in maniera anticipata, si parla al massimo di 17.000 lavoratori nell’intero 2024.

E qui devo dire che anche se naturalmente le condizioni sono peggiorative, ormai è inutile illudersi, dovremmo un po’ tutti rassegnarci, le pensioni saranno sempre più magre e col passare del tempo le cose andranno a peggiorare.

Ecco fisco e pensioni come ho detto hanno catalizzato l’attenzione degli italiani, ma la manovra tocca anche altri aspetti, eccone i principali.

Vengono stanziati 8 miliardi in due anni per i rinnovi dei contratti della Pubblica amministrazione un importo decisamente consistente.

Una particolare attenzione è stata riservata al settore della sanità, è nota infatti la carenza del personale dovuta anche alla fuga verso altri Paesi da parte di molti nostri medici ed operatori sanitari.

Viene poi inasprita l’aliquota fiscale sugli affitti brevi che passa al 26% con esclusione del primo immobile.

Come avete potuto notare al momento mancano misure riguardanti il lavoro e il mondo imprenditoriale.

Effettivamente c’è ben poca cosa, la misura più importante è quella che vengono agevolate fiscalmente attraverso una maxi deduzione le assunzioni a tempo indeterminato in particolare per mamme o donne disoccupate e per percettori di Reddito di Cittadinanza.

Vengono poi detassati i premi di produttività, ma questa era una misura già in essere, quindi è stata solo confermata.

Si cerca poi di far tornare nel nostro Paese, attraverso una riduzione del 50% sulle tasse, imprese che attualmente sono de-localizzate.

E questo sarebbe un aspetto del quale si dovrebbe parlare a lungo, forse sarebbe stato meglio chiudere il recinto per non far scappare i buoi anziché cercare di recuperare i buoi con tanti sacrifici e parecchie spese.

Per una tassa che viene posticipata di sei mesi, la plastic e sugar tax, c’è però un’altra tassa in arrivo.

Certo lo so che non sarebbe corretto chiamarla Tassa, non lo è, ma è comunque un esborso per le aziende, mi riferisco all’obbligo di contrarre una assicurazione per gli eventi catastrofici.

Una assoluta novità per il nostro Paese, visto che gli eventi di questo tipo sono in continuo aumento, multe salate per chi non si adegua.

Erano attese, per la verità molto più dai giornalisti, novità riguardanti il ponte sullo stretto. Ed in effetti una novità c’è stata, si riduce di 2,3 miliardi di euro la quota a carico dello Stato, ma semplicemente perché quella quota passerà a carico delle regioni attraverso l’utilizzo del Fondo di sviluppo e coesione.

Naturalmente rimane lo stanziamento di 11,6 miliardi di euro per coprire il costo preventivato dell’opera.

Ed infine di scarso impatto dal punto di vista economico, ma di grande impatto dal punto di vista sociale, la riduzione del canone Rai di 20 euro.

La tassa, che passa così a 70 euro annui, però rimarrà prelevata attraverso gli attuali canali, ossia attraverso la bolletta della luce.

Insomma in conclusione che dire … pochi i fondi a disposizione il Governo ha fatto quel che ha potuto, mi spiace poi concludere ricordando un aspetto negativo, visto che dal primo di gennaio rientrerà in vigore il cosiddetto Patto di Stabilità e Crescita, possiamo già anticipare che nei prossimi anni l’Unione europea ci imporrà nuove restrizioni, quindi i fondi per le prossime manovre tenderanno a ridursi … anno dopo anno.

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Foto di Alessandra Todde

Giancarlo Marcotti

01 mar 2024