Sergio Mattarella dice basta. Il presidente della Repubblica sceglie la visita ad una scuola primaria di Roma per specificare il suo no deciso ad un secondo mandato.

Sergio Mattarella è stato infatti eletto al Quirinale il 31 gennaio del 2015 e a febbraio dell'anno prossimo scade il suo settennato alla presidenza della Repubblica. Da più parti, anche nei giorni scorsi, sia in ambienti politici che in ambienti del mondo della cultura, si erano levate voci che chiedevano a Mattarella di rimanere e di dare la propria disponibilità alla rielezione.

Ora invece arriva il punto fermo dell'attuale presidente della Repubblica che ha spiegato ai ragazzi che tra otto mesi potrà riposarsi.

Quirinale, Sergio Mattarella: “Sono vecchio, tra otto mesi potrò riposarmi”

Visitando una scuola primaria di Roma, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha 79 anni ha detto agli studenti: “Sono vecchio, tra otto mesi potrò riposarmi”.

Questo è un esplicito intervento dell'attuale inquilino del Colle che senza giri di parola annuncia una sua non disponibilità ad un eventuale bis. Il riferimento temporale agli otto mesi fa pensare anche una non disponibilità ad una rielezione con dimissioni nel corso del nuovo settennato come avvenne con il suo precedessore Giorgio Napolitano. Mattarella in questo caso blocca ogni possibile voce che potesse avviare un movimento d'opinione volto a trattenerlo al Quirinale oltre la naturale data di scadenza del suo mandato.

Innnanzitutto vediamo come viene eletto in Italia il presidente della Repubblica.

Quirinale, il sistema di elezione del Presidente della Repubblica in Italia

Prima di analizzare lo scenario attuale giova ricordare come viene eletto il presidente della Repubblica in Italia.

In base all'articolo 83 della Costituzione il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

L'articolo 84 afferma che può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. Infine l'articolo 85 della Costituzione afferma che il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni. Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

Quirinale, il no di Mattarella ad un bis

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella quindi ha dato una risposta indiretta a tutti gli appelli che erano arrivati dal mondo della Politica e da quello della cultura con anche  Piero Angela - insignito dell'onorificenza del Cavaliere di Gran Croce al Quirinale - per dare la disponibilità di rimanere al Colle anche oltre la scadenza del mandato.

Non è la prima volta che Mattarella esprime questa posizione, l'aveva detto anche qualche settimana fa incontrando i vertici dell'Aeronautica militare: “Questo è l'ultimo anno del mio mandato”.

Chi aveva un disegno magari di una rielezione di Mattarella a tempo per consentire a Draghi di terminare la legislatura e preparare nel frattempo il suo passaggio al Quirinale al 2023 probabilmente dovrà cambiare programmi. La sua indisponibilità a ripetere l'esperienza Napolitano, rieletto nel 2013 e poi dimessosi nel 2015, appare netta.

Quirinale, le posizioni di Lega e Fratelli d'Italia

Matteo Salvini, nei giorni scorsi ha affermato che “il Quirinale non dovrebbe avere candidati di parte, mi limito semplicemente a ricordare che se il presidente Draghi ritenesse di proporsi ovviamente avrebbe il nostro convinto sostegno". Salvini naturalmente sulla base dei sondaggi elettorali che vedono sempre la Lega primo partito e il centrodestra saldamente in testa, non sarebbe troppo dispiaciuto di andare alle urne nella primaera 2022. Comprensibile il suo tentativo di fare terminare questa esperienza di governo il prima possibile e andare all'incasso elettorale.

A gennaio verrà convocato il Parlamento in seduta comune per eleggere il successore di Mattarella. E questo aspetto non sfugge di certo a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia unico dei principali partiti a non sostenere il Governo Draghi

Rispondendo a una domanda dei giorrnalisti sull’ipotesi di Mario Draghi come presidente della Repubblica, Giorgia Meloni spiega: "Io una scelta decisa non l’ho fatta. A favore di Draghi gioca il fatto che se viene eletto al Quirinale si va a votare. Ma non ho ancora gli elementi per dire se FdI lo possa sostenere per la corsa al Quirinale". 

Quirinale, le posizioni di Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle

Il tema dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica ovviamente crea riflessioni in tutti i partiti. Forza Italia, Movimento 5 Stelle Partito Democratico convergono sulla perplessità di votare Draghi per la presidenza della Repubblica per poi dovere andare subito alle urne.

Draghi è visto come la persona adatta a gestire il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le tre forze poitiche non vorrebbero scossoni da questo punto di vista e vorrebbero continuità del Governo Draghi almeno fino al 2023. E, da un punto di vista elettorale, potere cercare di recuperare quel consenso che al momento è maggiormente indirizzato verso Salvini e Meloni. 

Elezione al Quirinale, un rito particolare difficile da pronosticare

L'elezione del presidente della Repubblica in Italia è un rito particolare. Non ci sono in ballo candidati e candidature, non ci sono idee politiche esposte, non ci sono scadenze di rito tranne l’apertura a data certa di una sessione parlamentare riunita nella forma del seggio elettorale, e lì al buio si vota.

Difficile a priori dire chi potrà essere della partita. Ci sono da valutare in primis le ambizioni di Draghi, poi come reagirà Mattarella ad un ennesimo prevedibile forcing all'insegna del '”presidente resti ancora per favore” dalle forze politiche.

Di certo da più parti c'è l'auspicio di vedere al Colle, una donna. Chi potrebbe essere? Di sicuro qualche possibilità potrebbe averla l'attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Ma è inutile lanciarsi nel fare troppi nomi, ancora troppe matasse ci sono da sbrogliare da qui a gennaio.