Meloni vs Gentiloni: questa è l'Unione Europea

Avete capito in cosa consiste la polemica, o se volete lo scontro fra la Premier Giorgia Meloni ed il Commissario europeo all’economia, l’italiano Paolo Gentiloni?

meloni-gentiloni-questa-unione-europea

Avete capito in cosa consiste la polemica, o se volete lo scontro fra la Premier Giorgia Meloni ed il Commissario europeo all’economia, l’italiano Paolo Gentiloni?

Presumo proprio di no, presumo che non abbiate compreso quale sia l’oggetto del contendere.

Avete capito che di mezzo c’è la cessione di Ita ex Alitalia la nostra ex Compagnia aerea di bandiera alla tedesca Lufthansa. Ma perché Meloni e Gentiloni stiano litigando non è chiaro.

A mio avviso, invece, il perché stiano litigando è chiaro, perché l’Europa, o meglio l’Unione europea è un carrozzone, peggio di Alitalia.

Peggio perché l’Unione europea è una gigantesca burocrazia proprio stile Unione Sovietica (e per questo è candidata a far la stessa fine). L’Ue è una pastoia e quindi anziché risolvere i problemi li sclerotizza.

Dunque il comparto aereo, dal punto di vista economico, è un problema, e non lo è solo in Italia, ma in tutto il mondo. Tuttavia per alcuni Stati è anche un comparto strategico, quindi tendono a sovvenzionare le Compagnie di bandiera.

Lo abbiamo fatto anche noi con Alitalia sovvenzionandola per decenni.

E sono state sovvenzioni davvero gravose, pensate che solo nel triennio dal 2017 al 2019 Alitalia ha avuto sussidi pubblici per 1 miliardo e trecento milioni di euro!

Insomma, avete capito, siamo arrivati al punto che Alitalia ci costava un occhio della testa, e ricordo sempre che le sovvenzioni sono sempre soldi dei contribuenti ossia tasse nostre, mie e vostre, per tenere in vita una Compagnia che, guardando i bilanci doveva essere fallita da tempo.

Anche l’Unione europea, ad un certo punto, ha insistito affinché trovassimo una soluzione. Ne è nata una nuova Compagnia privata, Ita che tuttavia aveva necessità di trovare subito un socio di peso che si sarebbe impegnato nel tempo ad acquisire l’intera nuova Compagnia.

Ebbene, salto tutte le varie vicissitudini che si sono succedute con i vari possibili acquirenti, inizialmente acquirenti di quote di minoranza.

I possibili soci, uno alla volta, si sono defilati, insomma le varie vicissitudini hanno portato ad un’unica soluzione, un accordo con la Compagnia di bandiera tedesca Lufthansa che si sarebbe impegnata ad acquisire subito il 41% di Ita con un aumento di capitale, e, pare, ma non è ancora dato a sapere, il 100% entro il 2033 (l’indiscrezione è apparsa sul Corriere della Sera).

Chiariamo, non è che Lufthansa navighi nell’oro, anzi è messa male, malissimo, ma i tedeschi continuano a sovvenzionarla.

L’operazione con Lufthansa, però, doveva essere sottoposta all’approvazione dell’Unione europea, e qui naturalmente si evidenzia tutta la pastoia europea.

La patata bollente l’aveva in mano il Ministro Giorgetti che non vedeva l’ora di sbolognare quella rogna, perché è chiaro che un’operazione del genere, operazione che coinvolge due aziende zombie come Ita-Lufthansa ha diverse implicazioni.

Ma entriamo in quella gigantesca burocrazia che è l’Unione europea.

Sembra che il Ministro Giorgetti abbia inviato il dossier al Commissario economico dell’Unione europea il nostro Paolo Gentiloni.

Gentiloni non risponde al punto che la Meloni si spazientisce, e, dal suo punto di vista ne ha tutte le ragioni, queste le sue precise parole**:  «sta accadendo qualcosa di obiettivamente curioso, cioè la stessa Commissione europea che per anni ci ha chiesto di trovare una soluzione al problema Ita, quando troviamo una soluzione al problema la blocca e quindi noi non stiamo più capendo. E vorremmo una risposta».**

Insomma non è citato espressamente il nome di Gentiloni, ma è chiaro il riferimento a lui.

A questo punto arriva una precisazione da parte di un portavoce della Commissione Ue che specifica: La Commissione Ue «non ha ancora ricevuto la notifica dell’accordo siglato tra Ita e Lufthansa e spetta alle parti coinvolte nell’intesa notificare l’operazione. Quindi per ora non c’è altro da aggiungere».

Insomma la risposta è alquanto piccata, sta dicendo che tocca a Ita e Lufthansa notificare l’operazione e finché non lo fanno la Commissione non può dare una risposta sentite infatti cosa ha aggiunto sempre il portavoce.

La transazione non è stata notificata formalmente alla Commissione. «Se una transazione costituisce una concentrazione» tra imprese, ed ha una dimensione Ue, sta sempre alle società coinvolte «notificarla alla Commissione, che solo una volta ricevuta la notifica può iniziare l’esame dell’operazione».

Ma attenzione, non finisce qui, perché si specifica pure che la risposta non deve arrivare dal Commissario all’economia, ma dal Commissario europeo per la concorrenza, quindi dalla danese Margarethe Vestager che tuttavia si è messa in aspettativa perché si è candidata alla guida della Banca europea per gli Investimenti.

Ed allora bisognerebbe rivolgersi ad un certo Didier Reynders al quale sono state attribuite temporaneamente le deleghe in capo alla Vestager.

Ma non è neppure così, perché prima che arrivi al Commissario per la concorrenza la pratica deve prima passare dalla Direzione Generale per la concorrenza perché, ricordiamo che la Commissione europea è organizzata in 53 Direzioni Generali, servizi ed agenzie esecutive.

E’ finita? Nossignore, troppo bello, perché allora il nostro Ministero dell’economia precisa che:

La notifica dell’accordo per la cessione di una quota di minoranza di Ita e Lufthansa alla Commissione europea per la concorrenza viene accettata, da prassi, «solo al termine di una istruttoria che la stessa commissione sta portando avanti molto minuziosamente nell’ambito di una fase di pre notifica già avviata.

Insomma Giorgetti precisa che la Commissione europea, o meglio la Direzione Generale per la concorrenza sta rallentando tutto perché la fase di pre-notifica già avviata non si è ancora conclusa, e specifica inoltre che lui è disponibilissimo ad incontrarsi al più presto con il Commissario supplente Didier Reynders.

Non siamo ancora alla fine dobbiamo sentire anche l’opinione di Gentiloni, innanzitutto il Commissario europeo all’economia tiene a precisare che, queste le sue parole:

«Non voglio partecipare a polemiche che penso danneggino l’Italia». Quella relativa a Ita è un’antica questione, che, attenzione attenzione, “Non fa parte delle mie competenze”

Quindi se ne lava le mani? Non proprio perché Gentiloni, nomen omen, ed allora promette, queste le sue parole: “di affrontare la questione che conosco bene e che quindi merita una soluzione. Penso che il Governo abbia lavorato molto per individuare questa soluzione e confido nel fatto che la Commissione europea riconosca l’importanza di questo lavoro”.

Insomma fa capire anche abbastanza chiaramente che non sarà alla fine solo lui a decidere, ma che si impegnerà nel convincere la Commissione a dare il proprio ok in maniera che si possa concludere in maniera positiva un’annosa questione che è venuta a costare carissima al nostro Paese.

Ma queste lungaggini sono dovute solo a questioni burocratiche?

C’è chi dice no! C’è di ci vede sotto anche dell’altro.

Evidentemente quell’accordo tra Ita e Lufthansa non piace a tutti, in particolare non piace ai francesi, Air France infatti verrebbe danneggiata perdendo quote di mercato in Italia.

Non piace a Ryanair e non piace nemmeno a British Airways.

Insomma tutte queste Compagnie aeree che non vedono di buon occhio l’accordo Ita-Lufthansa pare siano impegnate in operazioni di lobbing per rallentare tutte le varie autorizzazioni da parte dell’Unione europea.

Ebbene cari ascoltatori, questa è l’Unione europea.

Leggi Anche

strada in giappone con bandiere giapponesi

Giancarlo Marcotti

23 feb 2024
biden che parla al microfono

Giancarlo Marcotti

23 feb 2024