Mercati finanziari: l'euforia non è giustificata

Non è famoso al grande pubblico, il suo nome è Mark Spitznagel ed è il fondatore oltre che chief investment officer di Universa Investments.

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Non è famoso al grande pubblico, il suo nome è Mark Spitznagel ed è il fondatore oltre che chief investment officer di Universa Investments.

Universa Investments è un piccolo fondo d’investimento, con sede a Miami in Florida, gestisce solo poco più di 19 miliardi di dollari, lo so che potrà suonarvi strano, ma tenete conto che per un fondo di investimento 19 miliardi di dollari di gestito sono pochi.

E’ un fondo che viene definito “Cigno Nero”, ossia ha come obiettivo principale quello di proteggere i risparmi dei propri clienti da eventuali forti ribassi del mercato.

Ed in effetti ha avuto una certa notorietà proprio perché nato nel momento migliore per i cosiddetti fondi Black Swan, il 2007, proprio alla vigilia della grande crisi finanziaria.

Ebbene Spitznagel in una recente intervista al New York Magazine non è stato proprio tenero con i Banchieri Centrali, ha infatti sostenuto che la Federal Reserve e le principali Banche Centrali di tutto il mondo hanno creato un colossale ordigno che … ecco qua non dà tempi brevi … dice che nei prossimi anni assisteremo al più imponente crollo dei mercati borsistici.

Cominciamo a citare proprio le sue parole: “Le bolle del credito finiscono. Scoppiettano. Non c’è modo di impedire che scoppino”, ed ha aggiunto che “la Fed ha portato l’economia a un punto dove non si può tornare indietro”.

Insomma secondo Spitznagel il dubbio rimane sul quando, non sul se, ormai abbiamo superato il punto di non ritorno.

Ebbene quando il giornalista gli ha fatto notare che i ribassi dei mercati oltre ad essere fisiologici possono essere ritenuti addirittura utili, sentite cosa ha risposto Spitznagel: "Le recessioni o i crolli dei mercati sono sempre stati una cosa sana, un turnover sano e naturale nel nostro ecosistema di mercato. "Ma ora, le cose sono andate così lontano che ho la sensazione che se la Fed rinunciasse a quello che sta facendo e cercasse di lasciare che le cose tornassero alla normalità, ci sarebbe il rischio reale che l’intero ecosistema di mercato venga distrutto”.

E qui permettetemi di dire che questa posizione io la sostengo da tempo. Perdonate, ma in questo caso l’esperienza conta.

Prima dell’introduzione dell’euro ovviamente le Banche Centrali esistevano, ogni tanto la nostra Banca d’Italia alzava i tassi, a volte li abbassava.

Certo si conosceva il Governatore della Banca d’Italia (oltretutto era una carica a vita come il Papa), ma rimaneva un personaggio chiuso nella sua casa dorata, un immobile principesco in Via Nazionale a Roma.

Ma i Governatori delle Banche Centrali straniere, non li conoscevamo neppure, la sensazione era che le Banche Centrali incidessero poco sull’economia di un Paese.

Le cose hanno cominciato a cambiare con l’avvento della Bce che chiaramente è la Banca Centrale di venti Stati economicamente importanti.

Ma la grande svolta si è avuta con la crisi del 2007/2008, da quel momento le Banche Centrali non sono diventate solamente le attrici principali in commedia, ma le mattatrici assolute.

Verrebbe da parafrasare il celebre detto in “non si muove foglia che la Banca Centrale non voglia”.

E questa assoluta supremazia che abbiamo attribuito alle Banche Centrali ha fatto ritenere che ogni problema di carattere economico potesse essere da loro risolto, purtroppo non è così, non è creando moneta che si risolvono i problemi, il quantitative easing non era neppure pensabile anni fa, per non parlare dei tassi negativi, una vera e propria aberrazione.

Quindi Spitznagel non ha tutti i torti quando dice che la politica monetaria degli Stati Uniti a partire dalla Grande Recessione includendo “tassi di interesse artificialmente bassi" e "liquidità artificiale nell'economia" ha così contribuito alla "più grande bolla della storia umana".

Naturalmente Spitznagel si riferisce alla Federal Reserve, ma la critica va estesa anche a tutti gli altri Governatori delle varie Banche Centrali mondiali.

I debiti pubblici poi, praticamente in tutto il pianeta, sono aumentati in maniera vertiginosa, un fatto di tali proporzioni non era mai accaduto nella Storia, ed allora ascoltiamo ancora le parole di Spitznagel: “I debiti devono essere pagati altrimenti finiscono in default. E, naturalmente, il peso del debito oggi è a un livello che non può essere ripagato. Puoi semplicemente considerare il debito totale come una funzione dell’economia; ma non è mai stato così grande."

Spitznagel prevede poi che le Banche Centrali saranno costrette, fra uno/due, anni a ridurre sensibilmente i tassi per contrastare una crisi economica di grandi proporzioni, una crisi che Spitznagel ritiene sia inevitabile.

Ebbene io vi ho detto un’infinità di volte che se la creazione monetaria da parte del sistema bancario e soprattutto da parte delle Banche Centrali, non viene associata alla produzione rimane senza valore e quindi si tramuta inevitabilmente in inflazione, ma attenzione perché è di estrema pericolosità anche quel che è accaduto, e tutt’ora sta accadendo, ossia che una gran parte della creazione monetaria finisca sui mercati finanziari.

In questo caso, infatti, si crea inevitabilmente una bolla finanziaria di estrema pericolosità.

Sotto questo punto di vista la Cina ci sta inviando segnali per nulla rassicuranti, sembra infatti che il sistema bancario cinese non goda di ottima salute, può essere solo un primissimo segnale, ma sarebbe pericoloso non coglierlo.