Mes, unione bancaria e patto di stabilità

Guardate, io lo sostengo da anni, il problema non è semplicemente di difficile soluzione, il problema non ha proprio una soluzione, a cosa mi sto riferendo?

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Guardate, io lo sostengo da anni, il problema non è semplicemente di difficile soluzione, il problema non ha proprio una soluzione, a cosa mi sto riferendo? Naturalmente all’Unione europea che, come tutti sappiamo, non funziona, ma soprattutto, io continuo a ripeterlo: non può funzionare.

Ciò che mi stupisce degli europeisti, naturalmente mi riferisco agli europeisti in buona fede, non a quelli che sull’Unione europea ci mangiano, ovvio, ciò che mi stupisce, dicevo, è come facciano a non rendersi conto che non può funzionare.

Gli europeisti in buona fede, anche loro si accorgono dei giganteschi problemi che ha l’Unione europea, ma si limitano a ritenerli problemi di difficile soluzione, che necessitano della buona volontà di tutti per essere risolti.

Sanno perfettamente, anzi, sono proprio loro ad evidenziare che ogni decisione che deve prendere l’Unione europea richiede un immane sforzo, un sacrificio dovuto al fatto che occorre mediare le disparate esigenze di 27 diversi Paesi.

Sappiamo poi che il miglior risultato per una conciliazione si raggiunge quando tutte le parti in causa si dichiarano deluse del risultato raggiunto, ma lo giustificano sostenendo che, vista la situazione, l’accordo raggiunto pur deludente, era anche l’unico risultato possibile.

Tuttavia a me sembra logico chiedersi innanzitutto se è davvero necessario dover ricorrere ogni volta ad una mediazione che, sappiamo già a priori, essere faticosissima e soprattutto alla fine lascerà tutti scontenti.

In altre parole dato che l’Unione europea non può funzionare, perché dobbiamo insistere nel cercare di portare a termine questo progetto irrealizzabile che quindi ci potrà procurare solo difficoltà o meglio solo calamità?

E’ questo il quesito che mi sorge spontaneo, e volendo utilizzare ancora una metafora direi:

Se siamo alla guida di un auto larga centottanta centimetri e sulla strada che stiamo percorrendo troviamo davanti a noi una strettoia di centosettantacinque centimetri, la miglior cosa da fare è rendersene subito conto, fermarsi, tornare indietro e prendere un’altra strada.

Se ci intestardiamo nel voler passare, la miglior cosa che ci potrà accadere è quella di rovinare la nostra automobile.

Ovviamente nella metafora la strettoia da 175 centimetri è l’Unione europea e l’automobile larga 180 centimetri è la nostra Italia.

Stiamo avendo l’ennesima riprova, ma è soltanto l’ultima in ordine cronologico, con la riforma del Patto di Stabilità.

Le proposte che vengono avanzate ovviamente non soddisfano nessuno, meno che mai il nostro Paese, ma forse poi andrà a finire che si raggiungerà un accordo che non sarà pienamente rispettato.

Certo questo non significa che alla nostra Italia non verranno imposti altri sacrifici, figuriamoci, ma ormai abbiamo capito come funziona, l’Unione europea prescrive degli obiettivi che per l’Italia sono irrealizzabili, tuttavia alcune restrizioni vengono comunque inflitte e già questo per loro è un risultato, per noi una sofferenza.

Per quanto riguarda il Patto di stabilità probabilmente il nostro Governo proporrà di rinviarlo di un altro anno (ricordo che doveva già essere ripristinato il primo gennaio di quest’anno e poi è stato posticipato di un anno), quindi è quasi certo che non riusciremo ad ottenere un altro rinvio.

Si cerca ora di trovare un accordo sulle voci che non debbono rientrare nel Patto di stabilità, l’Unione europea intende escludere solo quelle che ha già accordato come il PNRR e quelle che impone lei, le spese per la difesa (follia pura!).

Il nostro Governo propone invece che vengano escluse dal Patto di stabilità diverse altre spese, e naturalmente la nostra proposta incontrerà parecchi pareri contrari.

Ovviamente quando si parla di patto di stabilità non si può non tirare in ballo il Mes, visto che l’Italia, come noto, è l’unico Paese a non averne ratificato la riforma.

Chiaramente l’argomento Mes imbarazza e non poco il nostro Governo visto che sia Fratelli d’Italia che la Lega negli scorsi anni si sono dichiarati fermamente contrari alla ratifica.

Come andrà a finire?

Certamente ratificheremo il Mes e la Meloni dovrà inventarsi qualcosa per giustificare l’ennesimo voltafaccia, chiaramente ribadirà che firmerà col sangue l’impegno a non richiederlo mai, ma rimane il fatto che magari questo Governo prenderà questo impegno, ma un prossimo esecutivo?

Allora sembra sia stata avanzata la proposta di subordinare il ricorso al Mes solo attraverso una deliberazione di entrambe le Camere con un particolare quorum ed avanzare inoltre la richiesta alle istituzioni comunitarie di definire in tempi certi la revisione della disciplina della risoluzione delle banche nonché l'introduzione dell'assicurazione europea dei depositi.

Insomma sembra che Mes, Patto di Stabilità ed anche Unione bancaria siano problematiche interconnesse, e costituiscano l’ennesima prova della impossibilità del funzionamento di una macchina burocratica come si è dimostrata finora l’Unione europea.

Sono certo che torneremo prestissimo a parlare del Patto di Stabilità perché al momento le anticipazioni non ci possono far stare tranquilli, i celeberrimi due parametri 3% di deficit su Pil e 60% di debito su Pil potrebbero rimanere in vigore e se già risulterà difficile rispettare il parametro del deficit per quanto riguarda il rientro nel parametro del debito lo ritengo quasi un miraggio.

Quindi a presto con le novità dall’Unione europea.