Mi scuso per l’errore

Come sapete, dato che spero abbiate cominciato a conoscermi in maniera più approfondita, devo assolutamente fare questo video per correggere.

Come sapete, dato che spero abbiate cominciato a conoscermi in maniera più approfondita, devo assolutamente fare questo video per correggere un mio errore.

Odio fare errori, ma qualche volta capita ed io nel video nel video che ho pubblicato ieri, ho commesso un errore che alcuni di voi hanno notato e, giustamente, segnalato. Ovviamente li ringrazio per questo.

Allora io ho detto che la prossima emissione di BTP Valore sarà caratterizzata dall’avere due tassi diversi, uno per i primi tre anni di vita del titolo, e un secondo tasso che invece sarà applicato nei restanti tre anni di durata del titolo.

Con la condizione che il secondo tasso sia superiore al primo.

Ebbene questo è vero.

Ho poi aggiunto che il prossimo 23 febbraio verrà comunicato il tasso minimo garantito, mentre al termine del periodo di collocamento, ossia il primo giorno di marzo verrà comunicato il tasso effettivo che verrà applicato.

Ed anche questo è vero, ed allora dove sta l’errore?

Ecco arriviamo all’errore, io ho detto che il secondo tasso, quello che sarà applicato negli ultimi tre anni di vita del titolo sarà deciso al termine dei primi tre anni.

No, non è così!

Anche quel secondo tasso, così come il primo, sarà deciso al termine del periodo di collocamento, ossia il primo giorno di marzo.

Ricordo per l’ennesima volta che il secondo tasso dovrà essere superiore al primo.

A portarmi fuori strada, il fatto che i media, ma non solo, ho controllato anche il sito del Ministero del Tesoro, hanno riportato come vi avevo detto che i tassi cedolari erano crescenti ed hanno utilizzato la dicitura Step-up.

Ebbene in finanza normalmente con la dicitura step-up che sapete significa “un passo avanti” “un passo su” ci si riferisce a quei prodotti derivati, o meglio strutturati che prevedono solo tassi crescenti in base al verificarsi di certe condizioni.

Faccio un esempio così ci capiamo.

Ipotizziamo uno prodotto finanziario strutturato in questo modo, viene fissato un tasso minimo garantito solitamente molto basso.

Insomma soltanto per garantire che mantenendo il titolo fino alla scadenza non si potrà terminare in perdita.

Il tasso minimo garantito poi può aumentare in base al verificarsi di un certo evento, ad esempio aumenta della metà rispetto alla crescita percentuale della Borsa di Milano.

Quindi, ad esempio, se dopo un anno la Borsa è salita del 10% il rendimento del nostro investimento sale del 5%.

Ma attenzione l’anno successivo la Borsa scende del 6%, ebbene il nostro investimento non scende, rimane invariato, ecco lo step-up, ossia solo in salita.

Ma all’inizio dell’operazione l’unica cosa certa è il rendimento minimo garantito, le variazioni di tasso si decidono solo in successive scadenze.

Invece in questo caso, come normale per i BTP, prima dell’eventuale sottoscrizione si conosce solo il rendimento minimo garantito, e dopo il periodo di collocamento si conoscono tutti i tassi che saranno applicati e quindi si può calcolare il rendimento netto effettivo che si avrà mantenendo il titolo fino alla sua naturale scadenza.

Visto che siamo sull’argomento vorrei anche specificare quanto ho detto ieri in conclusione del video.

Io ho terminato il video con queste parole “Il debito pubblico italiano è bene che resti nelle mani degli italiani”.

Solitamente si dice questo perché così gli interessi pagati dal Tesoro rimangono nel nostro Paese, e certamente questo è un aspetto positivo, ma a tal proposito è bene che specifichi meglio.

Io mi riferivo alle famiglie italiane, ai risparmiatori italiani, non ad esempio alla nostra Banca Centrale, ma sappiamo che gli utili della Banca Centrale in larghissima parte sono riversati al Tesoro quindi dovrei apprezzare questo fatto.

Ebbene no! Personalmente non lo apprezzo.

Certo la Banca Centrale versa in larghissima parte i suoi utili allo Stato, ossia al Ministero del Tesoro, ma c’è una enorme differenza fra le famiglie e la Banca Centrale.

La moneta utilizzata dalle famiglie per acquistare titoli dello Stato è risparmio, quindi moneta già emessa, già in circolazione, mentre la Banca centrale acquista i titoli dello Stato emettendo nuova moneta.

Insomma io non mi voglio “giapponesizzare”, perché anche la Banca Centrale ha un bilancio e come tutti i bilanci è bene che sia in ordine.

Quindi è bene che siano le famiglie ed i risparmiatori italiani a detenere in percentuale sempre maggiore i titoli del nostro debito pubblico.

Non posso concludere il video senza scusarmi ancora per l’errore commesso nel corso del video precedente.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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