L'esimio professore Umberto Veronesi, in un'intervista al settimanale Oggi di qualche anno fa, dichiarava: «La grafologia è una scienza e ci dice anche quanto siamo sani. Per me è stato un modo per conoscere gli altri, perché è un segno rivelatore della personalità umana». 

Su queste basi e grazie ad un articolo di Libero a firma della dottoressa grafologa Evi Crotti, si nota che dalle firme dell'ex commissario dell'emergeza, Arcui, dell'attuale Ministro degli Esteri, Di Maio e del Ministro alla Sanità, Roberto Sperenza, emergono caratteristiche simili e, onestamente, non proprio positive. 

Tutti e tre questi personaggi soffrirebbero di una sorta di insoddisfazione a causa di un vissuto sociale poco gratificante e che dà loro questo senso di sconfitta che li porta ad attuare comportamenti di rivalsa. L'insoddisfazione profonda che provano, però, non permette loro di attuare concretamente e con serenità questi comportamenti di rivalsa nel loro campo di azione. Cioè mettono in campo comportamenti non appropriati.

Cosa viene fuori dalla grafia della firma di Roberto Speranza?

Sempre secondo la grafologa, dottoressa Evi Crotti, la firma, soprattutto, è un chiaro segno del vissuto della persona e da essa si può comprendere molto sulle sue potenzialità nella vita lavorativa e sociale. Attraverso, dunque, la scienza della grafologia e studiando la firma, si può capire se una persona è idonea per il posto che andrà ad occupare o che occupa già.

Tutti e tre i personaggi analizzati presentano una firma oscura, incomprensibile e illeggibile, con lettere che tendono ad andare in alto e con una povertà grafica che induce a credere che siano persone che vogliano emergere a tutti i costi, tentando di riscattare e di mettere a tacere i loro veri sentimenti, che sono sentimenti di inferiorità.

Soffermiamoci sul nostro Ministro della Salute: il lato oscuro di Speranza che viene fuori dal libro scritto durante la pandemia

Vi siete mai chiesti che diamine di fine ha fatto il libro scritto in piena pandemia dal "finto umile" Ministro della Salute, Roberto Speranza e che si intitolava “Perché guariremo”?

In Italia è introvabile, pare sia possibile procurarselo solo all'estero. Una delle cose che mi è rimasta scolpita nella memoria, del periodo tra prima e seconda ondata, di quando il Ministro Speranza andava in tv a presentare il suo libro, fu che diede addirittura un tempo, entro cui saremmo usciti dalla pandemia, e lo diede con una tale sicurezza, da farsi prendere in parola: il Ministro parlava del perché saremmo usciti dalla pandemia in "sette settimane".

Il quotidiano Il Tempo ha scritto un articolo interessantissimo su questo libro, a quanto pare alcuni dei giornalisti de Il Tempo ha letto il libro e vi ha ritrovato all'interno caratteristiche non proprio positive: una superbia che non ci si aspettava assolutamente da una persona che appare sempre defilata e talmente umile da sembrare un frate.

Secondo Il Tempo, il Ministro ha scritto un libro sulla pandemia con un linguaggio politichese troppo enfatizzato e che non trova una corrispondenza con la realtà. Nel libro si racconterebbe una storia troppo annacquata rispetto alla realtà e alle responsabilità di governo. Forse sarebbe meglio che ne scrivesse un altro quando finirà tutto, se mai dovesse davvero finire tutto, un giorno.

Roberto Speranza in molte parti del suo libro, insiste tantissimo sulla trasparenza. Ma di quale trasparenza parla il Ministro?

Il Ministro Roberto Speranza e i suoi problemi con la "trasparenza"

La trasparenza non ha fatto parte né del Governo Conte 1, Conte 2 e né di questo Governo dei Migliori, Governo Draghi. Speranza fa parte di un governo che ha inondato il popolo di numeri e dati e che invece poi, da dietro, nascondeva o verbali del CtS, che trasparenza è mai questa?

Speranza è il Ministro della Salute che non ha dato spiegazioni sul mancato adeguamento del piano pandemico! E' trasparenza questa? Speranza è il Ministro che ha affrontato tutte le ondate con un'improvvisazione innegabile, senza competenze, senza preparazione, senza umiltà. Il Ministro parla di trasparenza, ma come sempre tra il dire e il fare c'è di mezzo un mare, a volte un mare di liquami. Il governo infatti non ha mai dato il via libera alla lettura di quei documenti. E’ stata la fondazione Einaudi a vincere davanti al Tar e ad avere finalmente il diritto di consultarli. E' trasparenza questa? 

Il Ministro Speranza e i problemi con la magistratura

E poi, ad un certo punto di questa ignobile storia, ovviamente, è partita la magistratura: ed ecco che si trova sotto indagine a Bergamo il direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, per aver insabbiato un rapporto negativo sulla gestione Speranza della pandemia; non solo, è inquisito per peculato Domenico Arcuri nel quadro dell’indagine della Procura di Roma sul mega casino della mascherine; e persino il nome di Massimo D’Alema torna sui giornali in relazione alla vendita di ventilatori da parte della Cina.

E il nostro caro Ministro Speranza cosa ne pensa? «Il piano pandemico antinfluenzale del 2006 non è stato aggiornato per 180 mesi in cui si sono alternati sette governi. Quello che non è stato fatto in anni è stato fatto in pochi mesi nel corso del mio mandato», riporta il Giornale.

A smentire Speranza è proprio Ranieri Guerra che ricorda che «Nel 2016 il Piano riletto era stato giudicato ancora adeguato», inoltre, in barba alla trasparenza, come abbiamo detto prima, i verbali sono stati consultabili solo dopo la decisione di Tar e Consiglio di Stato.

Come ha osservato Augusto Minzolini sul Giornale sembra di essere sulla soglia di una Norimberga e a me verrebbe da dire: "Volesse il cielo!".

Il Ministro Speranza e l'inchiesta di Report

Intanto è andata in onda la terza puntata di Report sulla pandemia. Sigfrido Ranucci, uno degli ultimi veri giornalisti rimasti, torna sull’argomento Covid e vaccini, prima che gli chiudano definitivamente la trasmissione perché questo non adeguamento al pensiero unico è "inaccettabile". L'inchiesta di Ranucci parte di nuovo da Ranieri Guerra, allora direttore vicario dell’Oms e poi dimessosi dopo l’inchiesta a suo carico.

Tuttavia la gestione del piano pandemico spettava al ministero, che l'ha gestita con i piedi, per usare un educato eufemismo.

Report denuncia anche un inquietante patto destra-sinistra, utilizzato per limitare addirittura le indagini della Commissione parlamentare sulla gestione della pandemia e sul piano pandemico non aggiornato dal lontanissimo 2006.

Il ricercatore dell’Oms Francesco Zambon, famoso per aver detto la verità scomoda ed essere stato costretto a lasciare l'Oms, definì, in un documento del 13 maggio 2020, la gestione pandemica in Italia “caotica e improvvisata”, tutto questo mentre il Premier Conte andava in Tv a dire che tutta l'Europa stava prendendo l'italia come esempio proprio per la gestione della pandemia. Ci rendiamo conto come viene preso per i fondelli il popolo?

Il piano pandemico doveva essere aggiornato proprio da Guerra tra il 2014 e il 2017, quando era direttore generale del dipartimento della Prevenzione al ministero della Sanità, ma poi è uscita fuori una scomoda mail in cui il direttore chiede di aggiornare solo la data, dal 2006 al 2016.

E insomma quello che emerge da Report fa malissimo al cuore, perché si tratta di vite umane che molto probabilmente potevano essere salvate, magari anche solo se si fosse chiusa prima la Lombardia. 

Ci sarà mai qualcuno che pagherà davvero per i 130 mila morti che abbiamo avuto in Italia?