Torno un momento sul tema ripresa economica che ho affrontato ieri. Chi ha ascoltato il video ricorderà certamente che ho citato la CNH Industrial che come noto è una grande multinazionale che opera in diversi settori, fra i quali in particolare i veicoli industriali.

Ebbene come detto sempre ieri, CNH Industrial ha fermato gli stabilimenti europei per un certo periodo di tempo, ufficialmente per la mancanza di fornitura dei microchip, quindi non per una scarsità di domanda.

Tuttavia io avevo evidenziato che fino a poco tempo fa il settore automobilistico, ripeto il settore automobilistico, non quello dei veicoli industriali, ma … insomma … stiamo parlando di due settori che hanno molto in comune, comunque, dicevo il settore automobilistico aveva manifestato ampi segnali di crisi al punto che le maggiori case automobilistiche avevano sottolineato che qualora non fossero stati nuovamente erogati sussidi pubblici, come ad esempio incentivi alla rottamazione, la crisi si sarebbe sclerotizzata con gravi ripercussioni sull’occupazione.

Insomma, per parlarci chiaro, le case automobilistiche avevano detto papale papale che in mancanza di sussidi pubblici avrebbero dovuto ridurre drasticamente la produzione e ricorrere in maniera massiccia alla cassa integrazione se non addirittura a licenziamenti di massa.

Ebbene, perché torno subito oggi sull’argomento? Perché proprio oggi sono stati resi pubblici i dati delle immatricolazioni in tutta Europa, ed i dati sono agghiaccianti, o comunque fate voi.

 Allora mese di settembre. Raffronto mese di settembre di quest’anno, 2021 rispetto allo stesso mese di settembre dello scorso anno, quindi attenzione 2020, non il raffronto col 2019, ossia precovid, raffronto con lo stesso mese del 2020 quindi in pieno periodo Covid.

Ebbene volete subito il dato, ripeto dell’intera Europa?

-25,2% 

Chiaro? Meno 25,2%! Cioè nel mese di settembre di quest’anno sono state immatricolate il 25,2% in meno di automobili rispetto ad un anno fa. Un dato da far rabbrividire. 

Colpa dei microchip perché le case produttrici non hanno potuto costruire le auto? Oppure più banalmente le persone hanno meno soldi per comprare le auto? Oppure le persone sono preoccupate per il futuro e quindi preferiscono risparmiare rimandando la decisione di acquistare un’auto?

E’ ovvio che la prima ipotesi, quella dei microchip, non conta nulla, ad incidere su un dato così raggelante sono le altre due motivazioni. 

La gente non ha soldi per comprare un’auto nuova e se anche li ha preferisce risparmiarli prevedendo di andare incontro a tempi cupi.

Volete poi che vi dica il dato disaggregato? Allora vi cito i risultati dei principali 5 Paesi europei, vado in ordine dal “migliore”, naturalmente si fa per dire, occorrerebbe dire dal meno peggio al peggiore.

Dunque: Spagna -15,7% - Francia -20,5% - Germania -25,7% - Italia -32,7% - Regno Unito -34,4%.

Naturalmente stiamo parlando del solo mese di settembre, nei primi nove mesi dell’anno è ovvio che il 2021 è ancora in vantaggio rispetto al 2020, ma ci mancherebbe nel 2020 per mesi era tutto chiuso, quindi … ma attenzione perché se nell’ultimo trimestre dell’anno si dovesse ripetere quel che è accaduto a settembre, e ci sono tutte le premesse, è molto probabile che, per il comparto auto, il 2021 potrebbe essere anche peggiore del 2020. Ripeto, una situazione agghiacciante.

Se infine andiamo a raffrontare i primi 9 mesi del 2019 con i primi nove mesi del 2021 in Europa ovviamente troviamo una bilancio da incubo -24,4%.

E ripeto, la carenza di microchip non ha alcuna rilevanza.

Quindi la ripresa economica dov’è? Sembra si sia nascosta bene.

Naturalmente una situazione economica non florida si ripercuote sul sistema bancario, molti di voi mi invitano a parlare dei grandi gruppi bancari, soprattutto stranieri, che hanno una situazione perlomeno preoccupante visto l’esposizione in derivati.

Preparerò un video che tratti quest’argomento, è senza dubbio un tema molto serio, ciò che però voglio anticipare è che si tratta di argomento non proprio semplice da trattare, se lo si vuol trattare in maniera seria. 

L’opinione molto diffusa, ossia derivati uguale schifezza, non è corretta, ve lo dico subito. 

E’ chiaro che avere esposizioni in derivati per importi estremamente rilevanti è enormemente pericoloso, una vera e propria mina per le Banche, ma certi numeri che a volte la stampa mainstream riporta a caratteri cubitali vanno spiegati.

Insomma ne parleremo.

Al momento mi limito a fare una piccola riflessione su un problema bancario del nostro Paese, un annoso problema per il nostro Paese.

Monte dei Paschi di Siena.

Leggo su Wall Street Italia un articolo inquietante già dal titolo: Mps: per il deal con UniCredit necessario aumento capitale fino a 7 miliardi

Sapete che il termine inglese deal sta per affare, accordo, insomma il deal con Unicredit sta per … affinché Unicredit possa incorporare Montepaschi, prima la banca senese dovrebbe fare un aumento di capitale di 7 miliardi!!!

Ma chi investe, ossia chi partecipa a questo aumento di capitale? Quanto Montepaschi era una Banca ad azionariato diffuso, ossia quando erano tanti gli azionisti questi hanno partecipato agli innumerevoli aumenti di capitale che per loro si sono rivelati essenzialmente dei bagni di sangue, di fatto hanno perso tutto.

Ora che il capitale di Montepaschi è quasi per intero detenuto dallo Stato che detiene appunto più dei due terzi delle azioni, e precisamente il 68,2% della banca, cosa accadrà? Di fatto sarà principalmente lo Stato a dover sborsare gran parte di quei 7 miliardi.

E ritengo superfluo che quando dico lo Stato italiano intendo dire tutti noi.

Ebbene ieri ho parlato di Alitalia che allo Stato italiano, e quindi a tutti noi, è costata 12 miliardi di euro, e non sarà certamente finita qui, ma quanto ci è venuta a costare e ci verrà ancora a costare Monte Paschi Siena?

Banca da sempre gestita dal Partito Democratico in una maniera ben più che fallimentare?

Ricordiamo che, ad esempio, le Banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, di fatto sono state fatte fallire ed ad essere penalizzati sono stati solo gli azionisti, ovviamente nella loro gran parte cittadini veneti.

Ah, un’ultima cosa. Sempre nell’articolo che ho citato apparso su Wall Street Italia, si è sostenuto che voci di mercato erano per una accelerazione delle trattative dopo il risultato delle elezioni suppletive di Siena.

Sapete infatti che a Siena si sono rese necessarie le elezioni suppletive per il posto lasciato vacante da Pier Carlo Padoan che è stato nominato Presidente di Unicredit. Guardate che totale conflitto di interesse.

Ebbene sapete poi qual è stato l’esito delle di queste elezioni, Ha vinto Letta il Segretario del PD con il 49,9%.

Mi rivolgo a voi, cari senesi, dopo tutto quanto successo alla vostra Banca, ma non vi vergognate?