Moody's, quasi una promozione per l'Italia

Naturalmente il Governo festeggia per il giudizio arrivato da Moody’s, l’opposizione ignora la notizia e parla di un successone per lo sciopero.

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Naturalmente il Governo festeggia per il giudizio arrivato da Moody’s, l’opposizione ignora la notizia e parla di un successone per lo sciopero.

Io avevo, ampiamente previsto l’esito, ma era molto facile. Ebbene, a mio avviso non solo era facile prevedere che Moody’s, cioè la principale agenzia di Rating, avrebbe mantenuto invariato il giudizio, che, ricordiamo è Baa3, ossia il gradino sopra il cosiddetto junk, cioè “spazzatura”, ma, a mio avviso, diciamo, come anticipavo io ritengo che questa fosse una decisione del tutto scontata.

Le altre due principali agenzie di rating, ossia S&P’s e Fitch già ora attribuiscono al debito italiano un rating superiore rispetto a quello di Moody’s, e lo avevano già mantenuto invariato nelle scorse settimane.

Quindi, se Moody’s ci avesse declassato … beh, sarebbe stato veramente clamoroso, sarebbe andata in totale controtendenza rispetto alle altre agenzie di Rating, e ritengo non ce ne sarebbe stato il motivo.

E allora, ribadisco che quella di Moody’s era una decisione scontata.

Certo, era un giudizio che arrivava di venerdì 17, quindi, insomma, qualche superstizioso poteva temere il peggio, comunque, è andato tutto bene.

Anzi, secondo alcuni è andata addirittura meglio del previsto, perché? Beh, come noto i giudizi delle società di rating li potremmo ritenere dei voti, anche se non sono espressi solo numericamente, ma in maniera alfanumerica.

Comunque, a questo giudizio viene associato il cosiddetto outlook, ossia una previsione, o meglio, una prospettiva, sarebbe il termine più corretto. Insomma l’outlook cosa ci dice? Ci dice se il giudizio, ossia il rating in futuro sia più probabile che tenda a migliorare, oppure che tenda a peggiorare.

Allora, gli outlook sono quattro, e precisamente: positivo, in via di sviluppo, stabile e negativo.

Ebbene, precedentemente, fino a ieri, all’Italia, al rating Baa3, come avevamo già anticipato, era associato l’outlook negativo.

Ebbene, ora Moody’s ha migliorato l’outlook portandolo a stabile, in questo senso ho titolato “quasi una promozione” ossia, non è stato migliorato il rating che rimane, ripeto, di un solo gradino al di sopra del “non investment grade”, tuttavia, è migliorato l’outlook. Di fatto ha un po’ allontanato il rischio di un declassamento, perlomeno nel medio termine.

E vediamo come ora Moody’s ha motivato questo giudizio. Ci sarebbero tre fattori che hanno convinto Moody’s a migliorare l’outlook, ossia: l’attuazione del PNRR, e qua personalmente sapete che non sarei assolutamente d’accordo, il miglioramento del settore bancario, e invece su questo concorderei maggiormente, e la riduzione del rischio di un nuovo shock per quanto riguarda le forniture energetiche, e anche in questo caso … insomma … personalmente preferirei essere un po’ più prudente.

Comunque, per quanto riguarda il nostro debito, Moody’s non prevede sensibili miglioramenti, tuttavia, non vede neppure decisi peggioramenti, il rapporto debito/Pil dovrebbe stabilizzarsi su questo livello ancora per alcuni anni, si ipotizza così fino alla fine del decennio.

Certo, come noto il nostro debito pubblico è arrivato a un livello decisamente preoccupante, ed è aumentato di sei punti percentuali rispetto a quello che registravamo prima della pseudo-pandemia, e naturalmente dobbiamo anche ricordare che di questo, di questo aumento di sei punti percentuali del nostro debito pubblico dobbiamo ringraziare, naturalmente sono ironico, i Governi Conte 2 e Draghi.

Interessanti, ecco, questo sì, le previsioni sul costo del nostro debito pubblico, ossia gli interessi che ci toccherà pagare, non solo per l’aumento del debito, ma anche e soprattutto per l’aumento dei tassi di interesse.

Al di là dell’importo degli interessi che dovremo pagare, un importo che come noto aumenterà, insomma è destinato ad aumentare, sarà importante vedere quanta parte delle nostre entrate dovrà essere destinata appunto al pagamento degli interessi sul debito.

Ebbene, oggi gli interessi sul debito pubblico assorbono l’8,1% delle nostre entrate, si stima che arriveranno al 9,7% nel 2027.

Chiaro quindi? Delle nostre entrate, non del Pil naturalmente.

Insomma, purtroppo questo dato ci fa tornare a percentuali che registravamo circa dieci anni fa, nel 2013, subito dopo la crisi dei debiti sovrani.

Ma torniamo, anche per concludere alle notizie positive, o meglio, a quello che Moody’s ritiene siano positive, l’agenzia di rating americana, infatti, ritiene che la solidità del nostro sistema bancario sia decisamente migliorata.

E’ notevolmente migliorata la qualità dei prestiti e si sono quindi rafforzate le riserve di capitale delle Banche, risultano in calo i cosiddetti NPL, ossia l’ammontare dei prestiti non performanti, e si è ridotto in maniera significativa questa percentuale, fino a raggiungere nell’anno in corso il 2,4% dei prestiti totali.

Quindi il 2,4% di tutti i prestiti erogati dal sistema bancario finiscono purtroppo in quella categoria.

Però è un dato positivo, non è un dato negativo, il 2,4% è più o meno la media degli altri Paesi europei.

Quindi da questo punto non siamo i peggiori.

Purtroppo però, naturalmente c’è sempre il rovescio della medaglia, perché nei prossimi anni l’aumento dell’inflazione ed il peggioramento delle condizioni economiche fanno dire a Moody’s che probabilmente ci sarà un aumento dei nuovi NPL, un aumento però che Moody’s, comunque, ritiene che possa risultare moderato.

Vabbé, come dicevo il nostro Governo ha festeggiato per il mantenimento del rating e soprattutto il miglioramento dell’outlook.

Il Ministro Giorgetti ha dichiarato: “Accolgo con molta soddisfazione la pronuncia di questa sera, è una conferma che, seppur tra tante difficoltà, stiamo operando bene per il futuro dell’Italia. Quindi, alla luce del giudizio espresso da Moody’s e dalle altre agenzie di rating, ci auguriamo che le prudenti, responsabili e serie politiche di bilancio del Governo, pur nlle legittime critiche di un sistema democratico, siano confermate anche dal Parlamento”.

Bene! Quindi il nostro Governo festeggia per aver mantenuto il rating sul gradino più basso dell’Investment Grade.

Ma Moody’s, ieri, probabilmente era di manica larga, perché … pensate infatti al Portogallo che era già un gradino al di sopra dell’Italia, ossia era Baa2, ebbene, Moody’s, al Portogallo, non ha migliorato soltanto l’outlook come è accaduto per l’Italia, ha migliorato proprio il rating, e attenzione! Non lo ha migliorato di un gradino, ma addirittura di due livelli, ora ai titoli del debito pubblico portoghese Moody’s ha assegnato il rating A3, quindi tre gradini al di sopra dell’Italia.

Insomma, rimaniamo comunque la Cenerentola.