Next Generation UE: approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per 12 paesi dell'Unione Europea, Italia compresa. Un giorno importante ed un altro grande successo per il futuro del nostro paese e dell'Europa, secondo Gentiloni. In arrivo circa 200 miliardi di euro da investire in diversi settori che vanno dalla tecnologia, alla sostenibilità e alla digitalizzazione

Secondo il Presidente delle Regione LazioNicola Zingaretti, questo importante risultato cambierà il futuro dei giovani e delle donne che, in primis, stanno soffrendo la crisi economica e la disoccupazione. E' necessario, però, riuscire ad investire i fondi nei progetti giusti, affinchè possano rilanciare l'economia del nostro paese.

Approvazione PNRR in Italia e in altri 11 paesi dell'UE

Dopo la vittoria dell'Eurovision e la vittoria degli Azzurri, l'Italia festeggia anche questo grande traguardo, l'apporvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato dal governo Draghi. Il Presidente del Consigliio, il 13 luglio 2021 ha gioito nel comunicare, durante la seduta del Consiglio dei Ministri, il grande traguardo raggiunto dal Governo italiano insieme ad altri 11 paesi

Tra poche settimane arriveranno nelle casse dello Stato i primi 25 mliardi di euro, il 13 per cento dei 191,5 miliardi di euro. Questi serviranno a coprire i primi progetti.  

Questo traguardo è stato raggiunto dopo un anno di dibattiti quando, finalmente, l'Econfin. il Consiglio d'Economia e Finanza responsabile delle politiche economiche e fiscali, ha dato la sua approvazione al pnrr dei primi 12 paesi dell'Unione, i quali potranno accedere anche loro al Recovery Fund, e quindi, ai 191,5 miliardi di euro.

Vediamo insieme quali sono. In questa prima fase, i primi piani approvati sono quelli di Austria, Germania, Danimarca, Belgio, Francia, Italia, Grecia, Lussemburgo, Lettonia, Slovacchia, Portogallo e Spagna.

I fondi, secondo l'Ecofin, verranno investiti in diversi settori, quali la tecnologia, la sostenibilità e la digitalizzazione, in linea con la programmazione 2021-2027. Si prevede un grande slancio alla nostra economia messa in ginocchio dalla pandemia.

Tuttavia, ogni anno fino al 2026 verranno svolti dei controlli da parte della Commissione europea sulle attività finanziarie, attraverso delle indagini sul buon andamento del piano e sulla qualità. Inoltre, la continuità dei versamenti verrà garantita soltanto se il paese riuscirà a stabilizzare la propria economia. Il futuro dipende da questo: se, invece, il piano dovesse fallire allora incontreremo un'ulteriore crisi causata dai debiti.

La responsabilità dei nostri governanti, quindi, è tanta. 

Nicola Zingaretti, Presidente delle Regione Lazio, puntualizzando l'importanza del PNRR ha poi ribadito:

La chiave del successo sarà quindi distribuire al meglio gli investimenti in quei settori che potranno ridare slancio alla nostra economia e al lavoro, non con l’obiettivo di rimettere indietro le lancette, per tornare a come eravamo prima del Covid, ma costruire invece un modello di sviluppo più forte, più sostenibile e più giusto.

La Next Generation EU, co'è e cosa prevede di fare

Ma cos'è la Next Generation EU? Quali sono gli obbiettivi che si pone? Quali sono le motivazioni che hanno permesso l'approvazione di questo programma?

Questi due anni di pandemia e di Covid-19 ci hanno segnato come mai era successo prima d'ora. Il Covid ha fatto più vittime del secondo conflitto mondiale e non solo. Ha raso al suolo l'economia mondiale e ora più che mai si è reso necessario intervenire attraverso in piano economico che potesse risollevare il nostro paese, ed i paesi dell'Unione Europea, dalla crisi. 

La Next Generation EU, la Nuova Generazione, è nata proprio a questo scopo: risollevare l'economia dei Paesi dell'Unione dalla crisi dovuta alla pandemia.

Ecco un video di ISPI in cui si cerca di rispondere alle domande sulla Next Generatio EU:


La Commissione europea descrive così la Next Generation EU: un piano 

Per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus.

Non bisogna confondere però la Next Generation EU con il Recovery Fund o con il Recovery Plan. Spieghiamo bene di cosa stiamo parlando.

La Next Generation è un piano da 750 miliardi di euro ed ha come obbiettivo quello di rilanciare l'economia dei 27 Paesi dell'Unione Europea stimolando in questo modo gli investimenti privati.

Dei 750 miliardi di euro, 390 sono contributi a fondo perduto ed i rimanenti 360 miliardi di euro sono invece dei prestiti a tassi agevolati. Essendo l'Italia uno dei paesi capofila, a lei spetta la percentuale più grande, 210 miliardi che verranno versati nelle casse dello Stato fino al 2026. Abbiamo detto che, dopo l'approvazione del PNRR, l'Italia in questa prima fase e tra poche settimane riceverà ben 25 miliardi di euro.

Non è stato facile arrivare a questo. Si parla, infatti, di una vera rivoluzione ed un lavoro di diplomazia che non ha precendenti e questo perchè tutti i Paesi dell'Unione Europea hanno deciso di fare debito comune. 

Questo è stato reso possibile grazie all'immissione di titoli sui mercati da parte della Commissione Europea che ha presentato come garanzia degli stessi il bilancio comunitario. Insomma, un vero lavoro di squadra!

Ovviamente, però, questi fondi devono servire per finanziare i settori scelti dalla Commissione Europea:

  • Digitalizzazione;
  • Riconversione energetica;
  • Inclusione sociale, con una attenzione particolare verso le nuove generazioni.

Il Recovery Plan in Italia

In Italia, quindi, è stato approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza contenuto nel cosiddetto Recovery Plan. Il Governo, affinchè l'Ecofin approvasse il PNRR, ha presentato un pacchetto nazionale di riforme che verranno finanziate dai fondi della Next Generation EU. La figura rassicurante del Presidente del Consiglio Draghi ha dato un spinta in più all'approvazione del piano.

I fondi, come stabilito dal Governo, verranno ripartiti nel seguente modo:

  • Rivoluzione verde e Transizione ecologica: 67,5 miliardi di euro;
  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: 45,1 miliardi di euro;
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile: 32 miliardi di euro;
  • Istruzione e Ricerca: 26,1 miliardi di euro;
  • Parità di genere, coesione sociale e territoriale: 21,3 miliardi di euro;
  • Salute: 18 miliardi.

Inoltre, è sarà possibile finanziare tanti altre riforme i cui ambiti principali sono la giustizia, la Pubblica Amministrazione, concorrenza e la semplificazione normalìtiva.

In Italia, quindi, 210 miliardi di euro andranno a coprire tutte le principali riforme stabilite dal Governo, vediamo quali.

Le principali riforme del Recovery Plan

Le riforme proposte dal Governo saranno mirate e studiate per risolvere tutti i diversi gap, sia teconologici ed economici, nel nostro paese. Ma vediamo insieme quali saranno.

Le riforme individuate nel piano sono essenzialmente 5:

  • la riforma della medicina territoriale, il cui obbiettivo è quello di realizzare la continuità delle cure, migliorare l'accessibilità alle prestazioni anche in quei territori montani o con caratteristiche di zona disagiata;
  • riforma delle politiche attive del lavoro, mira a ridare slancio al mercano del lavoro;
  • riforma della formazione obbligatoria per la scuola, mira a costruire un sistema di formazione di qualità per il personale scolastico in linea con gli standard europei;
  • riforma del sistema della proprietà industriale;
  • riforma dell Pubblica Amministrazione, che al suo interno comprende altre 3 aree: trasfomazione, accesso e competenze.

Saranno queste, quindi, le principali riforme che verranno finaziate dai fondi della Next Generation EU.

Con 210 miliardi di euro, la fiducia dei mercati ed un occhio al Sud

Attraverso l'approvazioe del PNRR si prospetta una crescita del PIL e maggiori investimenti privati che andranno a stimolare positivamente il mercato del lavoro.

Si prevede, infatti, che nel 2026 il PIL in Italia sarà maggiore di 3,6 punti percentuale rispetto all'attuale situazione, mentre per quanto riguarda l'occupazione, essa crescerà di 3,2 punti percentuale nel triennio 2024-2026.

Secondo questo grafico le spese previste per i progetti riusciranno ad essere coperte dal fondo: a fine dicembre 2021 dovrebbero essere già stati spesi 15,7 miliardi di euro.

Questa fase è, quindi, la più importante e la più delicata per la buona attuazione del piano. Ricordiamo che se così non fosse si rischierebbe di perdere i finanziamenti, e non possiamo permettercelo. Ma, in fondo, con al Governo il Presidente del Consiglio Draghi possiamo prevedere la buona riuscita del programma.

Le riforme per il Sud saranno la vera sfida per il Governo: d'altronde la questione meridionale non si è ancora conclusa, il divario economico tra Nord e Sud, traducibile in mancanza di servizi al cittadino, è ancora molto ampio. Dagli anni 70' ad oggi infatti il PIL pro capite è rimasto 55-60 per cento al Sud rispetto al Centro Nord Italia. Questo dimostra che fin'ora le politiche al Sud hanno fallito. E' necessario che, affinchè si parli di crescita, tutto il paese deve poter crescere uniformemente allo stesso modo, poichè se così non fosse si rischierebbe di perdere i fondi della Next Generation UE. 

Al Sud sono perciò destinati il 40 per cento dei fondi del PNRR a cui si aggiungono i fondi della Next Generation ed il Fondo di sviluppo e coesione.

Secondo il Ministro Gentiloni un paese economicamente spaccato non riesce a stare al passo ad una Europa in continuo sviluppo. Queste le parole del ministro ne ilsole24ore:

Quella europea è una unità che ha dimostrato di non aver paura delle diversità e che, dalle diversità e dal pluralismo, trae nuova energia. Questo periodo che segue alla pandemia ci sta dimostrando che dalla diversità nei momenti di maggiore difficoltà collettiva possono emergere nuove spinte alla integrazione.