Dalla prima, alla quarta ondata, attesa a breve, il governo dell'emergenza è pronto a stringere il cappio attorno al collo dei cittadini, con la scusa, anche quest'anno di "salvare il Natale".

Ma il Natale è davvero in pericolo? Una leggera risalita nei contagi c'è, ma è possibile che dipenda solo da quel 15% di non vaccinati? No, dipende anche dai vaccinati e dal fatto che la protezione (se così si può davvero chiamare) del vaccino contro il Covid dura dai 4 ai 6 mesi, dopo di che la soglia di sicurezza si abbassa e non di poco. 

Il Governo, insomma, adagiatosi ormai comodamente nello stato di emergenza ad oltranza e nei pieni poteri che quest'ultima gli concede, presenta lo spauracchio di misure restrittive, non sia mai gli italiani dovessero dimenticarsene, anche solo per un attimo

E con la scusa della "sicurezza", della "salute pubblica", del "bene comune", del "senso civico" e chi più ne ha più ne metta, in un moto di amore verso il popolo, come mai nessun governo prima, il Governo Draghi già pensa a come modificare (in modo più stringente, è ovvio) le misure già stabilite approvate dal decreto e approvate dal senato.

Il Green Pass? Troppo semplice averlo in Italia, il Governo pensa di renderlo un po' più difficoltoso

Tra terza dose (e già si parla di quarta) e quarta ondata, il Governo su due cose pare avere le idee chiare: green pass e vaccinazione a tappeto (terza dose compresa), per salvare il Natale.

Questo spot mi sa tanto di vintage, non si diceva forse anche l'anno scorso? Salviamo il Natale, salviamo la Pasqua, salviamo l'Estate... una cosa è certa, nel frattempo, in cui tutti siamo concentrati su Covid, quarta ondata, terza dose e green pass, però, le bollette aumentano, la benzina e il metano pure, l'inflazione anche dei beni di prima necessità tocca picchi altissimi, c'è il rischio concreto del ritorno alla legge Fornero e dietro l'angolo lo spettro di una patrimoniale. 

Ma gli italiani vengono bombardati dalle solite notizie, perché se occupati a pensare a Covid, vaccini e lasciapassare, probabilmente non si accorgeranno di come questo governo tutto stia facendo, tranne il bene del popolo.

Nuovo Mantra del Governo: terza dose, terza dose, terza dose

Ormai si parla più di dosi nei tg mainstrem che in una conversazione tra eroinomani. Davvero non vedete la presa per i fondelli a cui veniamo sottoposti costantemente da quasi due anni? Prima bastava una dose per avere più dell'80% di copertura e per ottenere anche il green pass.

Poi due dosi per avere più del 90% di copertura e un green pass della durata di un anno! Ora che i contagi stanno aumentando (e come mi chiedevo all'inizio, possibile che sia tutta colpa di quel 15% di italiani che non si è vaccinato) si comincia ad ammettere che le prime due dosi, signori miei, dopo 4/6 mesi non fanno più granché effetto. 

E quindi bisogna accelerare con le terze dosi. Non importa che il virus sia mutato miliardi di volte già, e che i sieri che stanno inoculando sono ancora quelli iniziali studiati sul coronavirus di Wuahn (per intenderci) e che ormai non esiste più.

Non importa nemmeno che la scadenza dei vaccini sia stata spostata in avanti di tre mesi. E non importa men che meno a nessuno che mentre l'Occidente, Italia in primis, procede spedita verso le terze dosi a tutti e le prime ai bambini dai 5 agli 11 anni (in attesa di inoculare anche i neonati dai sei mesi in su), i paesi poveri e che questi vaccini non possono pagarli, come l'Africa, non abbiano fatto nemmeno la prima dose. 

Il Green Pass va rivisto dopo le nuove evidenze scientifiche

Questa affermazione fa già ridere così. Ma di quali evidenze scientifiche si sta parlando? Visto che è dall'inizio della pandemia che si naviga a vista e si procede solo per tentativi. E' vero che in scienza e medicina i tentativi si devono fare, ma sulla pelle delle persone è un'altra storia. 

Il Governo, che tanto ci ama e ci tiene a noi, aveva previsto (per incoraggiare tutti a vaccinarsi) che il Green Pass per i vaccinati durasse un anno, addirittura il doppio di chi è guarito dal Covid e che secondo molti studi è immune a vita dalla malattia. 

Tutto questo, nonostante già si sapesse che dopo sei mesi, alcuni studi dicono anche dopo 4 mesi, gli anticorpi prodotti dal siero scendono di gran lunga e la protezione di conseguenza diminuisce.

Allora perché concedere un green pass lungo un anno, se dopo sei mesi è certo che gli anticorpi calino tanto da rimettere in pericolo le stesse persone che si sono sottoposte al vaccino?

Ed ecco che il  governo sarebbe pronto a fare un passo indietro e riportare la validità del green pass dei vaccinati da un anno a nove mesi. 

Il problema, però, resta. Perché è dopo sei mesi che gli anticorpi calano sensibilmente. Ed è qui che la questione diventa amministrativa. Secondo Speranza non si può portare il Green pass a sei mesi per i vaccinati, perché vorrebbe dire creare dei vuoti temporali senza green pass. E quindi? Parliamo di salute o di amministrazione? 

E adesso arriviamo al nodo cruciale dei cambiamenti che il Governo vuole apportare, che riguarda i tamponi.

Green Pass e tamponi: saranno eliminati o sarà ridotta la durata di validità?

Come disse qualche giorno fa il consulente del Governo, dottor Walter Ricciardi, l'anello debole della questione Green Pass è il tampone: bisognerebbe eliminarlo, secondo il dottore. 

Fino a poco tempo fa erano un mezzo diagnostico affidabile, quando era necessario far aumentare il numero dei contagi, per far salire la curva, nonostante i dubbi su questo tipo di test siano sempre stati noti. Siccome, però, secondo il Governo, eliminarli non pare proprio possibile, si vuole giocare sul tempo: riportando il periodo di validità del tampone molecolare da 72 ore a 48 ore, e gli antigenici rapidi, da 48 ore a 24. 

Se si andasse verso questa decisione e la si portasse ad applicazione, impatterebbe in maniera grave sui cittadini che liberamente hanno scelto di non sottoporsi ad un vaccino ancora a tutti gli effetti FACOLTATIVO. 

Un passo in avanti verso il ricatto, un passo in avanti per ricattare chi ha scelto di non sottoporsi a questo vaccino.  E i lavoratori che non vogliono vaccinarsi? Dovrebbero fare un tampone al giorno e spendere 15 euro al giorno, ovvero più di 350 euro al mese.

Il Green Pass esclude definitivamente la possibilità di chiusure?

Il governo quest’anno esclude le chiusure per questo inverno e per questo Natale. Ma il sistema delle chiusure a colori resta uno strumento che potrà essere sempre utilizzato dal Governo, visto che siamo ancora e perennemente in "emergenza". 

L'obbiettivo è allargare la terza dose a tutti entro fine anno e al massimo entro l'inizio del 2022, compresi gli over 12. Per non parlare della campagna vaccinale riguardante i bambini dai 5 agli 11 anni, che dovrebbe iniziare entro Natale. 

Il Governo si aspetta un Natale sereno, sempre con green pass, mascherine e distanziamento (anche se dai video delle feste già in corso in tutta italia nei locali, non c'è alcuna mascherina né alcun tipo di distanziamento).

Il Green pass ottenuto attraverso il tampone, in particolare quello antigenico rapido, non è affidabile quanto la vaccinazione.

Ci rendiamo conto? Per quanto ci sia la probabilità di falsi negativi e positivi, come fa ad essere uno strumento più debole del vaccino, visto che i vaccinati, che non si tamponano, possono contagiarsi e andare in giro senza saperlo, a contagiare chiunque? Ma che ragionamento logico è questo? 

E oltre a Walter Ricciardi, ora ci si mette anche  Donato Greco, epidemiologo membro del Comitato tecnico scientifico. In un’intervista al Corriere della Sera, l’epidemiologo spiega che “vaccino e tampone non sono paragonabili quanto ad affidabilità” e “arriverà il momento in cui dovremo porci il problema”. E secondo Greco, in futuro, con il raggiungimento di quota 90% dei vaccinati, il tampone antigenico rapido per ottenere il green pass, dovrebbe essere eliminato.

Il dottor Greco resta comunque tranquillo in vista del Natale: “Mi aspetto feste serene, mantenendo le limitazioni attualmente in vigore, osservando l’obbligo di mascherine e il distanziamento”. Anche se è “possibile” che “alcune regioni passino in giallo già prima di fine dicembre”.