La nuova emissione di BTP valore

Come noto, il prossimo 26 febbraio inizierà il collocamento del nuovo BTP Valore. Innanzitutto ricordiamo di cosa si tratta, è un BTP.

Come noto, il prossimo 26 febbraio inizierà il collocamento del nuovo BTP Valore. Innanzitutto ricordiamo di cosa si tratta, è un BTP, un Buono del Tesoro Poliennale, ossia un titolo di Stato, ma un BTP … diciamo … un po’ speciale.

I BTP infatti sono dei titoli di Stato con scadenza da 3 a 50 anni. Per la verità il Tesoro ha emesso un solo BTP con durata cinquantennale, esattamente nel marzo del 2022 con scadenza 2072.

Normalmente i BTP sono emessi con scadenza decennale, ed hanno cedola semestrale.

Ebbene i BTP Valore come dicevo sono dei BTP un po’ particolari, l’aspetto che li caratterizza maggiormente è che sono riservati alla cosiddetta clientela retail, ossia non sono acquistabili dagli investitori istituzionali come ad esempio Banche, Assicurazioni, Fondi di investimento.

Diciamo che sono riservati ai piccoli risparmiatori, o, per essere precisi, quelli che vengono definiti “Risparmiatori individuali e affini”.

Inoltre i BTP Valore in alcuni casi, e proprio in questa emissione, possono avere tassi che variano all’interno della loro durata ne parlerò a breve.

Ebbene finora le emissioni di BTP Valore hanno avuto un certo successo da parte degli investitori che apprezzano il fatto di non avere scadenze particolarmente lunghe, ma soprattutto il successo dei BTP Valore è dovuto al fatto che godono in genere di tassi di interesse netti che potremmo definire generosi.

Interessi superiori alla media perché non prevedono commissioni a carico degli investitori per l’adesione al collocamento e soprattutto godono di un bonus che viene riservato a coloro che acquistano il titolo al collocamento e lo mantengono fino alla scadenza.

Come tutti i titoli di Stato poi è bene ricordare che la ritenuta fiscale sul rendimento è pari al 12,5%.

Ed allora vediamo le caratteristiche di questa emissione.

Il titolo ha una durata di sei anni, le cedole verranno pagate con cadenza trimestrale, i tassi ovviamente non si conoscono ancora ma si sa che saranno crescenti quindi verrà utilizzata quella metodologia che in campo finanziario viene denominata step-up.

Si comincia venerdì 23 febbraio quando verrà pubblicato dal MEF, ossia il Ministero dell’economia e della Finanza, un comunicato stampa che definirà le caratteristiche del titolo ed in particolare gli investitori conosceranno in quell’occasione il tasso minimo garantito.

Quindi ecco una cosa rilevante, ossia prima che inizi il collocamento si conoscerà il tasso minimo garantito, ovviamente se si parla di tasso minimo garantito significa che il tasso effettivo, che si conoscerà alla fine del periodo di collocamento, potrà essere solo uguale o superiore a quello minimo garantito.

In questo caso poi, dovremmo parlare di un primo tasso effettivo perché dopo tre anni, e per i tre anni rimanenti della vita del titolo, ne verrà applicato un secondo che tuttavia non potrà essere inferiore al primo.

Quindi i due tassi effettivi potranno essere solo uguali o superiori a quello minimo garantito.

Come vi dicevo, poi, anche in questo caso è previsto un cosiddetto Bonus per coloro che sottoscriveranno il titolo al collocamento e lo manterranno fino alla scadenza, in questo caso il bonus previsto è pari allo 0,70%.

Quanto durerà il collocamento? Come spesso accade, cinque giorni. Quindi inizierà il 26 febbraio e terminerà il primo marzo (siamo in un anno bisestile).

Naturalmente il Ministero aggiunge … salvo chiusura anticipata, ma non preoccupatevi, lo Stato ha bisogno di soldi, non ci sarà alcuna chiusura anticipata, piuttosto se saranno molte le sottoscrizioni il tasso effettivo verrà fissato molto vicino se non proprio uguale al tasso minimo garantito, ma si sento di dire che più sottoscrizioni arriveranno e più il nostro Ministero del Tesoro emetterà titoli per soddisfare gli investitori.

Magari sarà interessante sapere come verranno decisi i tassi.

Partiamo da quello minimo garantito.

Ebbene in questo caso il Ministero del Tesoro deve fare da bookmaker, insomma quelli che stabiliscono le quote delle scommesse perché, da una parte avrebbe interesse di stabilire un tasso basso appunto per “spendere di meno”, ma il rischio è che gli investitori non sottoscrivano il titolo temendo che anche il tasso effettivo, che si conoscerà al termine del collocamento, non sia conveniente.

D’altra parte ovviamente il Ministero del Tesoro non deve stabilire un tasso troppo elevato, appunto perché poi quegli interessi li deve pagare.

Il primo tasso effettivo, ossia quello che verrà applicato nei primi tre anni del titolo, sarà deciso in base al numero di sottoscrizioni pervenute, ovviamente molte sottoscrizioni più basso il tasso, e viceversa.

Più semplice per il Ministero decidere quale sarà il secondo tasso effettivo che, come ho detto, verrà applicato negli ultimi tre anni di vita del titolo.

Si sa che non potrà essere inferiore al primo tasso effettivo, quello applicato nei primi tre anni, quindi banalmente si vedrà come si saranno mossi i tassi nei primi tre anni, se i tassi nel frattempo saranno scesi, ovviamente il secondo tasso effettivo verrà mantenuto invariato rispetto al primo (perché non si può abbassare), mentre se nei primi tre anni di vita del titolo i tassi saliranno allora anche il Ministero del Tesoro, per evitare un deflusso di investitori probabilmente riterrà opportuno ritoccare all’insù il rendimento del titolo.

Ovviamente decidere ora la convenienza dell’investimento è praticamente impossibile, anche se l’esperienza ci dice che i BTP Valore sono sempre stati un investimento più consigliabile rispetto ai tradizionali BTP.

Il Tesoro è infatti portato ad rendere quei titoli più remunerativi perché potendo essere sottoscritti unicamente dai piccoli risparmiatori tendenzialmente risultano meno volatili e si sa quanto Giorgetti curi questo aspetto.

Il debito pubblico italiano è bene che resti nelle mani degli italiani.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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