Da giorno 15 ottobre è scatta l’obbligo del possesso del Green Pass per tutti i lavoratori del settore pubblico e del settore privato. Già precedentemente avevamo già anticipato che l’obbligo di Green Pass poteva essere allargato non solo al personale medico e scolastico, ma anche a tutti gli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione e non solo.

Già a partire dal primo settembre le regole sul Green Pass erano cambiate. L’obbligo del possesso della certificazione verde ricadeva su tutti coloro che intendevano effettuare un viaggio all’estero e non solo. Anche il personale scolastico, docente e non, deve essere obbligato al possesso del Green Pass, pena la sospensione dal servizio per 5 giorni per ingiustificato motivo e la conseguente sospensione dello stipendio.

Adesso, a partire dal 15 ottobre scattano i nuovi obblighi. Ricordiamo che l’obbligo del possesso del Green Pass è stato prorogato fino alla fine del 2021.

Obbligo di Green Pass per il settore pubblico

Dopo tanti annunci da parte del Governo, il Green Pass a partire dal 15 ottobre diventa obbligatorio per tutti i lavoratori, sia del settore pubblico che del settore privato. Detto obbligo è stato introdotto con un decreto-legge approvato il 16 settembre dal Consiglio dei ministri. 

Ricordiamo che già dal primo settembre era stato prorogato lo stato d’emergenza e conseguentemente anche l’obbligo del possesso del Green Pass fino al 31 dicembre del 2021. A gennaio 2022, invece, potrebbero scattare ulteriori obblighi.

Ritornando all’argomento obbligo, per tutti i lavoratori pubblici e privati sarà necessario possedere il Green Pass per accedere ai locali lavorativi. Secondo quando pubblicato nel comunicato del Consiglio dei ministri, sono tenuti al possesso del Certificato verde tutto il personale delle Pubbliche Amministrazioni e non solo.

Suddetto obbligo ricade anche per tutto il personale:

  • Autorità indipendenti;
  • Consob;
  • Covip;
  • Banca d’Italia;
  • enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale;
  • titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice.


L’obbligo per il personale scolastico e della Pubblica Amministrazione

L’obbligo vale anche per tutto il personale che svolge attività di formazione o attività lavorativa all’interno delle pubbliche amministrazioni. I controlli sul possesso del Green Pass ricadranno sui datori di lavoro, i quali dovranno verificare la sussistenza dei requisiti e se ne assumeranno anche la responsabilità

Ancora non sono state definite e messe appunto tutte le modalità per la verifica dei suddetti requisiti, però sembra che saranno gli stessi datori di lavoro ad individuare il responsabile incaricato ad effettuare i controlli, oltre che individuare anche i soggetti incaricati alla contestazione di eventuali violazioni.

Come abbiamo già anticipato in questo articolo intitolato Al via obbligo green pass per ATA e docenti! Ecco le multe, le verifiche sul personale scolastico saranno effettuate dal Dirigente Scolastico attraverso una piattaforma messa a punto dal Ministero della salute, in cui verranno registrati di dati del personale, ovvero nome, cognome e codice fiscale, il possesso del Green Pass e la sua validità.

Nella piattaforma sarà segnato in verde il personale in regola e in rosso il personale non in regola con gli obblighi. Così come per il personale scolastico, anche il personale delle Pubbliche Amministrazione e il personale dipendente presso privati valgono le stesse regole.

Sospesione dal servizio senza giustificato motivo

Per tutto il personale che non sarà in possesso della certificazione verde verrà considerato assente dal servizio per ingiustificato motivo per cinque giorni. Per cui in questi cinque giorni il rapporto di lavoro sarà sospeso e conseguentemente anche la retribuzione.

La pagina del Consiglio dei ministri dice anche che superati questi cinque giorni, se il soggetto dovesse ancora mantenere la sua posizione irregolare il rapporto di lavoro verrà sospeso e

“La retribuzione non è dovuta dal primo giorno di assenza. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.”

E tutti coloro trovati senza il possesso del Green Pass sul luogo di lavoro sarà obbligato ad una sanzione pecuniaria che va dai 600 euro ai 1.500 euro, a cui si possono sommare tutti i provvedimenti disciplinari riservati.

L’obbligo del possesso di Green Pass scatterà anche per il personale universitario e per tutti gli studenti universitari. Anche in questo caso, si applicheranno le stesse regole valide per tutti i dipendenti del settore pubblico.

Vi consiglio la visione del video di Adnkronos sull'argomento:

L’obbligo del possesso di Green Pass per i lavoratori del settore privato

Ovviamente, come per il settore pubblico, l’obbligo verrà esteso a tutti i dipendenti del settore privato. Tutti i lavoratori dipendente del settore privato devono essere in possesso di Certificazione verde per entrare all’interno dei locali lavorativi.

Per quanto riguarda i controlli, questi spetteranno al datore di lavoro, quindi, vale la stessa regola prevista per il settore pubblico. In particolare, sempre da quanto pubblicato sulla pagina del Consiglio dei ministri 

“Come per il lavoro pubblico, anche per quello privato sono i datori di lavoro a dover assicurare il rispetto delle prescrizioni.”

Al momento non sono stati ancora definiti i dettagli delle modalità con cui verranno effettuati questi controlli, ma entro il 15 ottobre verranno tempestivamente comunicate

Sempre come accade per il settore pubblico, anche per il settore privato, saranno i datori di lavoro a dover individuare tutti i soggetti responsabili della verifica della sussistenza di tutti i requisiti e delle violazioni.

Le sanzioni previste

Quali sono le sanzioni applicate in questo caso? Le stesse sanzioni applicate per il settore pubblico verranno applicate anche per il settore privato. Ovvero, tutti coloro che risulteranno essere sprovvisti di Green Pass saranno dichiarati assenti dal lavoro senza giustificato motivo per cinque giorni. 

Tutti coloro che nonostante si trovino sprovvisti di Green Pass entrino all’interno dei locali lavorativi, saranno costretti al pagamento di una sanzione che va dai 600 euro fino ad arrivare ai 1.500 euro. Il rapporto di lavoro verrà sospeso e verrà sospesa anche la retribuzione a partire dal primo giorno di assenza.

Tutti i datori di lavoro delle aziende con meno di 15 dipendenti sono anche giustificati a sostituire temporaneamente il lavoratore non in possesso di Green Pass, fino a quando questo non regolarizzerà la propria posizione.

Obbligo di Green Pass e vaccinale anche presso le Rsa

Ma gli obblighi non finiscono qua. Nella bozza del decreto è stato stabilito anche l’obbligo del possesso di Green Pass e l’obbligo vaccinale per il personale delle Rsa. In particolare, secondo il Corriere della Sera:

“Dal 10 ottobre 2021, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, l’obbligo vaccinale previsto si applica altresì a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nelle strutture Rsa”

L’obbligo non sarà previsto solamene a tutti i dipendenti pubblici, privati e alle Rsa, ma si estenderà a tutti i luoghi pubblici chiusi, ovvero:

  • nei ristoranti, bar e tutti i locali adibiti alla consumazione di alimenti;
  • teatri, cinema e locali adibiti agli eventi aperti al pubblico;
  • musei e tutti gli istituti d’arte e cultura;
  • piscine, palestre, centri benessere, centri per gli allenamenti degli sport di squadra, ma solo per le attività al chiuso;
  • centri per i convegni, sagre, fiere e congressi;
  • centri sportivi, culturali;
  • centri termali, parchi acquatici e parchi di divertimento;
  • sale gioco, bingo, casinò e sale scommesse;
  • per i concorsi pubblici.

Come si ottiene il Green Pass?

Nonostante tutte le critiche ed i problemi legati al possesso o meno del Green Pass, questo è necessario per tutelare la nostra salute e quella dei nostri colleghi.

Certo è che sarebbe stata scelta più saggia l’introduzione dell’obbligo vaccinale fin dagli inizi della diffusione del vaccino, considerata la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, Corte Edu, la quale ha stabilito che l’introduzione dell’obbligo vaccinale e di tutte le misure atte a limitare la diffusione del virus non sono da considerarsi una violazione dei diritti umani.

Fin quando non verrà raggiunto almeno il 90 per cento delle vaccinazioni complete, ovvero di soggetti che hanno completato l’intero ciclo vaccinale, allora dovremmo aspettarci nuovi contagi e nuove varianti del virus. Solamente la prima dose di vaccino non è sufficiente a tutelarci dai contagi e dall’ospedalizzazione.

Ricordiamo, infatti, che secondo il parere dei medici e del comitato tecnico scientifico, il vaccino ha come obbiettivo quello di ridurre le ospedalizzazioni e soltanto in alcuni casi immunizza il soggetto. Ogni caso è a sé e deve essere valutato. Per questo è necessario affidarsi sempre al proprio medico di base.

Per ottenere il Green Pass, secondo quanto stabilito dal sito del Ministero della salute, bisogna soddisfare quattro condizioni, quali:

  • essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti;
  • essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
  • aver completato il ciclo vaccinale;
  • aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni.

Tutti i soggetti che avranno effettuato solamente la prima dose di vaccino avranno diritto solamente al Green Pass temporaneo, valido solo fino al momento della somministrazione della seconda dose.

Controlli sui tamponi calmierati 

Il Presidente del Consiglio Draghi ha stabilito anche l’obbligo per le farmacie di distribuire i test antigenici rapidi secondo i prezzi definiti dal protocollo di intesa.

Quest’ultimo è stato siglato dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e di contrasto dell’emergenza Covid 19.

I tamponi inoltre saranno resi gratuiti per tutti quei soggetti che non possono effettuare la vaccinazione per motivi di salute.