Il Turkmenistan è una repubblica presidenziale sulla carta, ma in realtà è una dittatura totalitaria monopartitica, che mesi fa ha imposto a tutti i cittadini di età superiore ai 18 anni, il vaccino anti-covid. Sono esentati solo coloro che non possono vaccinarsi per le loro condizioni mediche. 

Ma che paese è il Turkmenistan? E' un paese che ha pochissime relazioni internazionali, nel quale la maggior parte delle attività deve essere approvata dal governo. 

I media sono controllati esclusivamente dallo Stato (vi ricorda qualche altro paese?) e i cittadini hanno un accesso limitato a Internet o a fonti alternative di informazione, che vengono puntualmente censurate (anche questo vi ricorda qualche altro paese?).

Ma l'Italia è proprio a questo paese dittatoriale che guarda come esempio. Il Turkmenistan è diventato l'unico paese al mondo con l'obbligo vaccinale esteso a tutti.

Ed è proprio a questo paese, privo dei più elementari principi di democrazia, che la nostra cara Italia e il suo presidente Draghi, stanno strizzando l'occhio. Sì perché se l'Italia nel Democracy Index è considerata una democrazia imperfetta, adesso si sta tentando di fare il salto di qualità, verso un regime autoritario, come il Turkmenistan.

Draghi: "Il governo sta pensando all'obbligo vaccinale"

Dopo le affermazioni fatte durante la scorsa conferenza stampa in cui il presidente ha dichiarato che i non vaccinati "muoiono e fanno morire" e dopo la colossale bufala che il greenpass " dà la garanzia di stare in un ambiente sicuro", ieri sera il premier ha risposto con un secco "Sì" alla giornalista che gli ha domandato se il governo si stia dirigendo verso l'obbligo vaccionale.

Certo al momento sembra più che altro un bluff durante una partita a pocker, visto che l'iter per l'obbligatorietà è irto di ostacoli, soprattutto da parte di alcune forze politiche.

Quello che si sta tentando di fare è far cedere la roccaforte dei contrari al siero, facendo credere loro che ormai si stia avanzando a passo spedito verso un obbligo vaccinale che, al momento, non è possibile introdurre, pur volendo. 

Il Ministro Speranza, parlando di obbligo vaccinale, cita proprio il Turkmenistan

Durante un'intervista a Repubblica, il Ministro della Salute ha dichiarato che per rendere il vaccino obbligatorio bisogna attendere che  "Il vaccino sia dichiarato dall'Ema e dall'Aifa, farmaco ordinario e non più emergenziale, come ha fatto l'FDA americana".

Ma anche se questo accadesse a breve, quale iter si seguirebbe per imporre l'obbligo? Ricordiamo a questo proposito cosa dice l'articolo 32 della Costituzione:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana"

Per imporre un obbligo sanitario ci vorrebbe una legge, una legge ordinaria, parlamentare. Ma il Ministro Speranza ha già messo avanti le mani dicendo che l'obbligo si potrebbe imporre prima con un decreto legge del governo (l'ennesimo!) che poi dovrebbe essere tramutatao in legge ordinaria dal Parlamento entro sessanta giorni.

Poco importa se i decreti legge siano stati inseriti nella Costituzione, nell'intento dei padri costituenti, come strumento emergenziale e raro. Ormai il Governo ne sta facendo uso e abuso. 

Infine il Ministro alla domanda se ci sia o meno un altro paese al mondo che ha imposto l'obbligo, risponde candidamente: "Il Turkmenistan", come se avesse detto "la Corea del Nord". Perché non ha citato un'altra grande democrazia? Perchè di democrazie che stanno pensando di imporre un obbligo vaccinale generalizzato non ce n'è!

Obbligo vaccinale: che ne è dei limiti inerenti al rispetto della persona?

Il diritto alla salute è uno dei diritti inviolabili di cui parla l'articolo 2 della costituzione ed è anche il solo diritto che è definito fondamentale. 

Questo è un diritto soggettivo che può essere fatto valere erga omnes, ovvero nei confronti di chiunque! nei confronti dei poteri pubblici, dei privati e nei confronti di un "interesse della collettività"!

Il diritto alla salute si compone di due libertà: una negativa, di rifiutare trattamenti sanitari non voluti e una positiva, di scegliere una cura adeguata.

La libertà negativa si concretizza con un'astensione del terzo dal mettere in atto comportamenti pregiudizievoli che possano inficiare la nostra salute fisica e psichica. 

Oggigiorno sentiamo spesso questa frase detta e scritta su tutti i social e completamente decontestualizzata: "la tua libertà finisce dove inizia la mia" o ancora: "E' più importante l'interesse della collettività, rispetto all'interesse del singolo".

Qui non stiamo parlando di non passare con il semaforo rosso perché si mette a rischio la propria vita o l'altrui vita, qui si sta parlando di scegliere un trattamento sanitario preventivo da sani. Cioè si vuole obbligare una persona sana ad accettare un trattamento sanitario che altrimenti non accetterebbe. Per quale motivo? Per l'interesse della collettività, ci viene detto. Ma può l'interesse della collettività sovrastare l'interesse individuale? 

La Corte Costituzionale con la storica sentenza n. 88 del 1979  ha affermato che l’articolo 32 tutela la salute “non solo come interesse della collettività ma anche SOPRATTUTTO come diritto dell’individuo che si configura come diritto primario ed assoluto, pienamente operante anche nei rapporti tra privati … da ricomprendere tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione”.

Il diritto dell'individuo è dunque primario ed assoluto, anche sopra quello della collettività.

Obbligo vaccinale: come si concretizza il diritto alla salute?

Il diritto alla salute, come abbiamo detto prima, si concretizza anche in libertà positive come il diritto ad essere curato scegliendo la prestazione medica pià adatta, la struttura, scegliendo il medico stesso, il luogo.

Il diritto ad avere un consenso informato (con rare eccezioni, tra le quali le vaccinazioni obbligatorie) inteso come diritto a ricevere tutte le informazioni in merito alla terapia alla quale va a sottoporsi, e agli eventuali rischi che corre. 

Abbiamo detto che nel caso delle vaccinazioni obbligatorie non c'è alcun consenso informato, perché? Perché in questo caso è lo Stato che si assume la responsabilità di imporre un vaccino e si assume la responsabilità delle conseguenze. 

Obbligo vaccinale: lo Stato è tenuto all'indennizzo per danni irreversibili

La sentenza 118/2020 della Corte Costituzionale  stabilisce che nel caso di danni irreversibili causati da vaccini obbligatori ( ma anche fortemente raccomandati ) lo Stato è responsabile ed è tenuto al risarcimento del danno e all'indennizzo.

Nella sentenza la Corte Costituzionale è chiarissima: sia nelle vaccinazioni fortemente raccomandate, che in quelle obbligatorie, lo scopo perseguito è sempre quello di ottenere un beneficio collettivo, oltre che individuale. Visto che l'interesse che si vuole proteggere è quello della collettività, non vi è dunque ragione di ritenere che  gli effetti avversi e irreversibili di tali pratiche non siano traslate a carico della collettività in entrambi i casi (sia vaccini obbligatori che raccomandati).

Ed è una fake news anche la notizia secondo la quale vaccinandoci proteggiamo la popolazione fragile, per giunta, già vaccinata. La popolazione fragile resta a rischio perché il vaccino non immunizza e non impedisce la circolazione virale.

Tutte le controindicazioni alla obbligatorietà del vaccino anti-Covid

Nelle dittature l'interesse della società prevale sempre sulla volontà del singolo, nelle democrazie, invece, dovrebbe essere esattamente il contrario. A meno che l'interesse collettivo non sia di enorme importanza come accadde con l'eradicazione del vaiolo. Ma il vaiolo aveva una mortalità del 30% non del 2,4% come il Covid!

Nel necessario equilibrio che deve esserci tra le libertà del singolo e le libertà della collettività, la limitazione della libertà individuale in un paese che si ritiene democratico, deve essere sempre l'extrema ratio, perché ci sono molte controindicazioni a porre un obbligo di tal sorta.

Vediamo quali sono queste controindicazioni riportate da Il Fatto Quotidiano:

1. Gli obblighi sono diseducativi. Non ti lasciano la libertà di scelta, di informarti e di scegliere, ti obbligano e basta. Società davvero democratiche come la Svizzera, non prevedono quasi mai l'obbligo. Molte decisioni vengono intraprese dopo che il popolo è stato informato a dovere e dopo un voto popolare. 

Questo vale ancora di più nelle questioni sanitarie. L'obbligo vaccinale non farà altro che far aumentare i sospetti.

2. Gli obblighi alimenteranno a dismisura le tesi contrarie. L'obbligo non farà che dare man forte a coloro che sono contrari al vaccino e aumenterà il sospetto che ci sia qualcosa sotto.

3. L’obbligo è sempre indigesto, dal punto di vista psicologico. Non è mai ben accetto.

4. E ora forse l'aspetto più grave.

Imporre un obbligo costituirà un precedente. In futuro anche altri governi e altre maggioranze potranno sentirsi in diritto di introdurre obblighi anche diversi da questo. Per esempio la castrazione chimica più volte auspicata da Matteo Salvini per gli stupratori. 

Un precedente ha un valore legale potentissimo. Se la Corte Costituzionale dichiara legittimo questo obbligo vaccionale, non potrà dichiarare illegittimo un altro obbligo imposto in futuro

5. L’obbligo vaccinale non è facilmente praticabile nella realtà e i dati dimostrano che, nonostante l'obbligo di alcuni vaccini, non c'è stato un aumento di immunizzazione.

Nonostante in italia, infatti, ci siano già 10 vaccinazioni obbligatorie ( a differenza di paesi come Germania me Spagna) l'immunizzazione non è affatto superiore. Per esempio per quanto riguarda il morbillo, in Germania dove il vaccino non è obbligatorio, l'immunizzazione è maggiore che in Italia. 

Ecco perché proprio la Merkel ha più volte ribadito che, per quanto favorevole al vaccino, non imporrà mai un obbligo vaccinale.

Perché mai in Italia dovrebbe valere un altro principio? Semplice! Perché in Italia non si prende ad esempio la Germania o un'altra democrazia palesemente più democratica della nostra, ma si prende ad esempio un regile totalitario e autoritario come il Turkmenistan. E' a quel livello che ci vuole portare Presidente Draghi?