Aumentano sempre di più le persone che chiedono la verità. La verità sulla gestione della pandemia, la verità sulla validità dei test molecolari, la verità sulle terapie di cura adottate (o meglio "non adottate"; cure che negli altri paesi hanno permesso di avere molti meno morti) e la verità sui vaccini.

Le persone che si fanno domande non sono solo comuni cittadini che di scienza e medicina non capiscono nulla. Le persone che si fanno domande non sono gli "ignoranti" e i profani. No.

Sono tantissimi i medici, gli scienziati, i biologi, gli immunologi che, nel mondo, chiedono a gran voce risposte su questa cura sperimentale (chiamato erroneamente vaccino).

Cento di loro, esperti  e studiosi del coronavirus: epidemiologi, esperti di malattie infettive, microbiologi, chimici e biologi,  che fanno parte dell'Associazione "Doctors for Covid ethics", Dottori per l'etica Covid, hanno scritto per la seconda volta all'Ema, Agenzia per il farmaco Europea. 

La lettera è stata indirizzata direttamente alla direttrice dell'Agenzia, Emer Cooke, ma anche ad Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europaea e al presidente del Consiglio europeo Charles Michel

La prima lettera indirizzata all'Ema: "Approvare questi vaccini era necessario?"

Per quanto, come dichiarano gli esperti di Docors for Covid Ethics nella prima lettera, gli eventi avversi post vaccino di cui si abbia notizia, potrebbero essere delle coincidenze, c'è la seria preoccupazione che ci sia stato e continui ad esserci un esame inadeguato delle possibili cause di malattia o morte in queste circostanze, soprattutto vista l'assenza di autopsie.

Nella prima lettera i medici ci hanno tenuto a sottolineare che quando questo farmaco sperimentale è stato approvato, la maggior parte dei paesi non erano più sotto l'imminente minaccia di essere sopraffatti dalla pandemia.

Questo perché la maggior parte del mondo era già stata infettata e il peggio della pandemia si era già attenuato. Gli esperti, dunque, chiedono all'Ema prove e a sostegno di questa approvazione per l'uso di una terapia sperimentale negli esseri umani da parte dell'EMA, avvenuto solo perché in atto avrebbe dovuto esserci un'emergenza. Ma c'era effettivamente un'emergenza pandemica quando è stata data l'approvazione?

Gli esperti in 7 punti pongono i loro quesiti scientifici e infine concludono dicendo: "Vi sono serie preoccupazioni che l'approvazione dei vaccini COVID-19 da parte dell'EMA sia stata prematura e avventata e che la somministrazione dei vaccini costituisse e costituisca ancora una "sperimentazione umana", che è stata ed è ancora in violazione del Codice di Norimberga.

Le preoccupazioni sui vaccini espresse nella seconda lettera indirizzata all'Ema

Nella seconda missiva, l'Ema sbaglierebbe a considerare la trombosi del seno venoso cerebrale (CV ST) un evento molto raro. Piuttosto il contrario.

I sintomi cardinali del CVST, secondo gli esperti, sono tra i sintomi più diffusi. Eccoli elencati: "Mal di testa lancinante, nausea e vomito, coscienza alterata, linguaggio alterato, visione alterata, problemi di udito, paralisi di vario grado in varie sedi e perdita del controllo motorio".

Non solo, i medici accusano anche l'Agenzia di occultare il numero reale dei decessi derivati dal vaccino. Quelli pubblicamente ammessi sarebbero solo una minima parte dei decessi reali dovuti a questi vaccini.  

Alla fine, riferendosi alla risposta dell'Ema del 23 marzo, ritenuta poco convincente, gli esperti sganciano l'accusa forse più pesante.

Considerando il fatto che la risposta viene giudicata non convinente, inaccettabile e soprattutto basata non su dati scientifici, gli esperti scrivono di avere l'impressione "sgradita" che l'Ema stia facendo gli interessi delle stesse aziende farmaceutiche che è suo dovere valutare.

L'Ema respinge le accuse: c'è trasparenza sui vaccini per il Covid

L'Ema non ci sta e respinge ogni accusa di occultamento e compiacenza assicurando di fornire la massima trasparenza sulle sue attività e sui trattamenti per il Covid, anche oltre quello che è stato fatto per altri medicinali. Purtroppo, però, gli esperti non si sono detti soddisfatti.

Senza addentrarci troppo negli aspetti tecnici,che potete trovare qui, la risposta finale dell’Ema non poteva che essere la seguente: "I vaccini sono sicuri".

Nel frattempo si torna a parlare del Ministro Speranza che avrebbe ostacolato in ogni modo le cure domiciliari Covid, che in altri paesi hanno salvato tante vite.

Come mai il Ministro Speranza non ha mai accettato le cure contro il Covid?

Nel frattempo, con la libertà a gocce che viene concessa, la vita sta riprendendo nel nostro paese. Ci sembra di essere tornati all'anno scorso. Anche quest'anno, in questo periodo, esattamente come l'anno scorso, i casi sono diminuiti e i decessi covid sono crollati.

Con la differenza che l'anno scorso non c'erano vaccinati. Quest'anno si dà il merito ai vaccini,  anche se in realtà chi si "assembra" alla sera non sono pensionati over 70, vaccinati all'80%, ma giovani  under 50, e la loro percentuale si attesta ancora al 30/40%.  

Per questo, nonostante la chiara delibera europea 2361/2021 dica a chiare lettere che il vaccino non è obbligatorio, che non può essere oggetto di obbligo e di discriminazione e chiede agli stati di assicurarsi che questa comunicazione venga fatta ai cittadini, in Italia si fa tutto il contrario.

Si parla di vaccinazione per tutti entro settembre, si impone l'obbligo ad alcune categorie di lavoro, si licenzia, si sospende, si taglia lo stipendio, si impone un green pass prima ancora che lo faccia l'Europa, ecc...

Restano nel cuore e sulla coscienza di qualcuno sicuramente, i 126 mila morti italiani, una mortalità che non ha paragoni al mondo. 

Al Ministro Speranza non piace sentirlo, ma la mortalità Covid nel mondo è stata da 10 a 100 volte inferiore alla nostra. In Asia-Pacifico la mortalità è stata tra 1 e 27 morti per milione di abitante, mentre in Italia è di oltre 2mila morti Covid per milione di abitanti. 

I 126mila morti Covid in Italia sono avvenuti su circa 4 milioni di contagi, quindi più di  2 morti ogni 100 contagiati. Questa percentuale è la più alta del mondo assieme a quello di New York, Regno Unito, Repubblica Ceca e qualche altro Paese dell'Est Europa. 

Perché in Italia il Covid ha avuto un indice di mortalità più alto rispetto ad altri paesi?

Il Covid in Italia è stato più mortale? No, affatto.

Secondo tantissimi medici la spiegazione è semplice e atroce allo stesso tempo e infatti questo argomento è censurabile e censurato da molti: in Italia i malati non sono stati curati precocemente a casa e le autorità (ministero della Salute e AIFA) hanno bloccato e scoraggiato le tre o quattro terapie che in altri Paesi stavano avendo e hanno avuto un enorme successo e che migliaia di medici italiani hanno proposto e hanno praticato e continuano a praticare, salvando migliaia di vite.

Quali sono alcune delle cure contro il Covid proibite in Italia?

Un caso eclatante è il divieto di usare idrossiclorochina (+ azitromicina) in vigore da giugno.

Mentre l'istituto di Malattie Infettive di Marsiglia  ha di recente pubblicato lo studio più ampio fatto finora, su 10.400 pazienti, di cui oltre 8mila trattati precocemente con idrossiclorochina +.azitromicina, ha riscontrato una mortalità per covid dello 0,06% tra gli 8.315 pazienti, il che vuole dire 6 decessi ogni 10mila contagiati. In Italia, traslando la nostra percentuale del 2,2%, abbiamo avuto circa 220 morti ogni 10 mila contagiati. 

Questo ampio studio condotto dal dottor Didier Raoult, e altri 30 specialisti, è il più ampio sulle cure per il Covid mai fatto e ha dimostrato in maniera eclatante che la cura per il Covid esiste e può ridurre la mortalità di 6 decessi su 10000 pazienti. E infatti, nell'ospedale di Marsiglia la mortalità Covid si è attestata proprio in questo ordine percentuale.

Stando a quanto si legge sul sito dell'Aifa e del ministero della Salute, l'idrossiclorochina presenta troppi "rischi", ma non si cita nessuno studio a sostegno di questa affermazione.

Ed ora l'affermazione che fa pià male: se dovessimo applicare questa percentuale dello 0,06% all'italia, sui 4 milioni di contagiati, avremmo potuto avere 2.400 morti, piuttosto che 126 mila.

Come possiamo non chiederci come questo sia stato possibile? Perché il ministro Speranza ha boicottato le cure? Perché si è attaccato al suo protocollo mortifero? Perché non ha ascoltato i due mila medici che da un anno e mezzo salvano vite attraverso questa cura? Perché ancora oggi tenta di impedirlo? Quali interessi protegge?

Mario Draghi: le varianti possono rendere inutili i vaccini

Nella giornata del Global Solution Summit Mario Draghi è tornato a sottolineare i rischi della pandemia e ha parlato principalmente di mutazioni Covid-19.che potrebbero rendere inutile anche la migliore campagna di vaccinazione. 

Paolo Becchi editorialista di Libero, giustamente si chiede: "Non capisco bene, stanno facendo una vaccinazione di massa, obbligando persino alcune categorie a fare il vaccino, ma tutto potrebbe rivelarsi inutile? Mi sfugge qualcosa...".

E successivamente aggiunge: "Non abbiamo certezze sulle origini del virus, meno ancora sui vaccini, ma stiamo aggrappati a mascherine e coprifuochi e abbiamo persino introdotto una legge che obbliga il personale sanitario a vaccinarsi. È l’incubo di Foucault", citando il suo libro.

In conclusione: farsi domande non è complottismo, cercare le risposte e pretenderle da chi dovrebbe pensare al nostro bene, non è complottismo. Tentare di squarciare la cortina di dubbi, perplessità, risposte non date, spiegazioni nebulose, è un dovere, non è complottismo.

Vogliamo una scienza a favore dell'uomo, non del profitto. Vogliamo governi fondati su una democrazia vera e non una dittatura dissimulata, dove il bene dei cittadini sia il primo obbiettivo.

Avere risposte, capire il perché di alcune scelte e di alcune omissioni che hanno portato migliaia di morti e infine capire se una terapia sperimentale per la quale firmiamo un consenso non molto informato, sia sicura e necessaria, è un nostro diritto.