In origine, la moneta cartacea non era considerata denaro ma solo un sostituto del denaro, ovvero l'oro. Le banconote cartacee erano coperte da oro depositato presso le banche. I titolari di queste banconote potevano convertirle in metallo giallo ogni volta che lo desideravano. Poiché le persone ritenevano più conveniente utilizzare le banconote cartacee per lo scambio di beni e servizi, queste venivano considerate tanto buone quanto il denaro reale sottostante. L'introduzione di suddette banconote ha aperto la porta a pratiche fraudolente: le banche sarebbero state tentate di aumentare i loro profitti prestando banconote scoperte.

In un'economia di libero mercato una banca che emette banconote cartacee in eccesso rispetto alla quantità di oro in suo possesso, scoprirà rapidamente che il valore di scambio delle sue banconote in relazione ad altre diminuirà. Questo calo del valore di scambio spingerà le persone a convertire in oro le banconote di quella banca in loro possesso, al fine di proteggere il proprio potere d'acquisto. La banca in questione non avrà abbastanza oro per onorare tutte le banconote cartacee emesse, e pertanto dovrà dichiarare bancarotta. La minaccia di fallimento, quindi, serve a dissuadere le banche dall'emettere banconote cartacee scoperte. Si può quindi concludere che in un'economia di libero mercato la moneta cartacea non può assumere una "vita" propria e diventare indipendente dal denaro reale sottostante.

All'interno di un'economia di mercato ostacolata, caratterizzata dall'interferenza dello stato, la moneta cartacea può avere speranza di sopravvivere. Lo stato può abolire con un decreto la convertibilità in oro delle banconote cartacee, evitando così che le banche falliscano. Tuttavia l'abolizione della convertibilità non cancella il potere d'acquisto di ieri delle banconote cartacee. Il collegamento passato con l'oro funge da punto di riferimento iniziale attraverso il quale gli attori di mercato possono continuare a gestire i propri affari. Sulla base delle informazioni passate, possono formulare nel presente la loro domanda di certificati cartacei. Tuttavia, una volta che le banche non sono più obbligate a rimborsare in oro le banconote cartacee, ciò apre la possibilità ad enormi profitti: un incentivo ad una sfrenata espansione dell'offerta di banconote cartacee. Ci si allontana, quindi, sempre di più da quel punto di riferimento iniziale e si viaggia in una terra indefinita e ricca di crescenti incertezze. La soppressione della volontà dei mercati, a lungo andare, provoca conseguenze indesiderate dai pianificatori monetari centrali.