Dopo il susseguirsi di previsioni al rialzo partite dal Governo, fino ad arrivare a BCE, OCSE, FMI, CSC, arrivano i dati ufficiali ISTAT sul PIL dell'Italia: +0,4% nel terzo trimestre.

Le attese erano per un +0,5%. La somma dei tre trimestri è pari a +1,2%, poco ma è importante.

Il target +1,5% è raggiungibile.

Ma è sufficiente?

Dipende qual è l'obiettivo. Se l'esigenza è quella di sopravvivere sarebbe sufficiente, allo stato attuale c'è anche la necessità di compensare un elevato livello di debito pubblico e supplire al futuro tapering BCE.

Pertanto, tale situazione è ampiamente insostenibile, perchè il debito, soprattutto a causa degli interessi sul debito, vanifica i risultati del PIL.

Pertanto, la situazione è palesemente minata dalle fondamenta ed alla minima sensazione di crisi potrebbe ripetersi lo scenario del 2011.

Le riforme del mercato del lavoro, le politiche di austerity, i PIR ed i piccoli tentativi di rilancio del Paese hanno dato i loro frutti, ma non è sufficiente. Siamo a metà strada, occorre dare un impulso pari o superiore a quello attuale per poter fugare i rischi.

La Commissione Europea ha iniziato a sollevare il warning, la sola presenza di elezioni in Italia ha convinto della necessità di rinviare la discussione alla primavera, ma l'attenzione è tutta concentrata su queste due parole: PIL e debito pubblico italiani.

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