Questi sono gli italiani...oggi

C’è un report annuale che … non dico attendo con impazienza, ma comunque osservo con interesse, il rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

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C’è un report annuale che … non dico attendo con impazienza, ma comunque osservo con interesse, il rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

Il Censis è sempre molto gentile nei miei confronti, ogni anno mi invita per la presentazione del rapporto annuale sulla situazione generale del Paese, io declino sempre l’invito, ma prometto che, se l’anno prossimo avranno ancora la cortesia di invitarmi farò di tutto per partecipare.

Quest’anno siamo arrivati alla 56-esima edizione. Titolo “La società italiana al 2022”, si tratta di 68 pagine piene non solo di considerazioni, ma soprattutto di tabelle, tavole e figure che raccontano l’Italia e gli Italiani.

Tre pagine invece per le considerazioni generali, le uniche che leggono i giornalisti, anzi, probabilmente di queste tre pagine leggono solo i capitoli.

Potrei fare più di un video perché, ripeto, si tratta di 68 pagine molto fitte di dati interessantissimi, parto da alcuni dati che ritengo molto importanti e che riguardano le attese degli italiani specialmente in campo economico.

La quasi totalità degli italiani (il 92,7%) è convinta che l’accelerata dell’inflazione durerà a lungo e che bisogna pensare subito a come difendersi.

Il 76,4% è convinto che non potrà contare su aumenti significativi delle entrate familiari nel prossimo anno, il 69,3% teme che nei prossimi mesi il proprio tenore di vita si abbasserà (e la percentuale sale al 79,3% tra le persone che già detengono redditi bassi), il 64,4% sta ricorrendo ai risparmi per fronteggiare l’inflazione.

Insomma, niente male come partenza che ne dite?

E’ stato poi chiesto agli italiani cosa ritengono sia insopportabile, queste le risposte:

Gli italiani ritengono particolarmente insopportabili, nell’attuale situazione, i seguenti fenomeni: l’87,8% l’eccessivo gap esistente tra le retribuzioni dei dipendenti e quelle dei manager; l’86,6% i bonus milionari di buonuscita per i manager, pagati per andarsene piuttosto che per lavorare; l’84,1% le tasse troppo ridotte pagate dai giganti del web; l’81,5% i facili, immeritati guadagni di influencer, personaggi senza un comprovato talento e competenze certe; l’80,8% le remunerazioni milionarie di azionisti e manager; il 79,7% l’incremento boom dei patrimoni dei super-ricchi; il 78,7% gli eccessi e gli sprechi per le feste delle celebrities; il 73,5% l’uso di jet privati da parte di ricchi paperoni; il 71,0% lo sfrecciare di auto potenti e Suv dai consumi incontrollati; il 70,5% la presenza di piscine e giardini da innaffiare nelle grandi ville private; il 69,4% l’esibizione sui social network di vacanze e viaggi di gran lusso; il 69,3% l’ostentazione di spese stratosferiche per ristoranti, hotel, locali notturni.

Vi ritrovate?

Tuttavia, nonostante questa insofferenza nei confronti di ciò che potremmo certamente denominare iniquità gli italiani non solo non scendono in piazza, non ci sono mobilitazioni, scioperi o dimostrazioni, anzi avviene il contrario, vi leggo a proposito un passo del report:

Piuttosto emerge il massificarsi di una ritrazione silenziosa dalla partecipazione ad ambiti costitutivi del vivere civile. Un esempio paradigmatico è il grado di partecipazione al momento supremo della vita democratica, cioè il voto elettorale. Alle ultime elezioni politiche del 25 settembre 2022 il primo partito è stato di gran lunga quello dei non votanti, composto da astenuti, schede bianche e nulle, che ha segnato un record nella storia repubblicana: quasi 18 milioni di persone, pari al 39% degli aventi diritto. In 12 province i non votanti hanno superato il 50%. Tra le elezioni politiche del 2006 e quelle del 2022 i non votanti sono più che raddoppiati (+102,6%), e tra il 2018 e il 2022 sono aumentati del 31,2% (quasi 4,3 milioni in più).

Non entro nei dettagli riguardanti l’insicurezza percepita dagli italiani, mi limito solo a dire che:

Il 66,5% degli italiani, ossia due italiani su tre si sente insicuro pensando al futuro proprio e della propria famiglia, si tratta di un aumento del 10% rispetto a tre anni fa.

Vi leggo ora un passaggio che personalmente ritengo molto importante, sentite:

Più che una Italia sull’orlo di una crisi di nervi, segnata da diffuse espressioni di rabbia e da gravi tensioni sociali, per ora prevale una vaga mestizia, nella consapevolezza della finitezza soggettiva e dell’impotenza di fronte a quel che sta accadendo.

Lo trovo veramente calzante, soprattutto quando si sottolinea questo senso di “impotenza di fronte a quel che sta accadendo”.

Concludo questo video, ma come detto tornerò a parlare di questo rapporto del Censis che trovo molto importante, comunque concludo questo video con le risposte che hanno dato gli italiani alla domanda “per quale motivo non sareste disposti a fare sacrifici”:

l’83,2% ha risposto per mettere in pratica le indicazioni di influencer, celebrities o altre figure di riferimento; l’81,5% per vestirsi secondo i canoni della moda; il 70,5% per acquistare prodotti di consumo di prestigio, come auto o moto di marca, abiti firmati, telefoni cellulari all’ultima moda, vini pregiati; il 63,5% per sembrare più giovani; il 58,7% per essere o sentirsi più belli. Inoltre, al 36,4% degli italiani non interessa più sacrificarsi per fare carriera nel lavoro e per guadagnare di più.

Ed allora se vogliamo concludere utilizzando una sola parola per definire oggi il carattere degli italiani, conclude il Censis, quella parola è: malinconia.