La Legge di Bilancio per il 2022 da approvare e l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Sono questi i due appuntamenti principali che ha il Parlamento nelle prossime settimane.

Entro l'anno si deve concludere la sessione di bilancio con l'approvazione delle linee guida economiche per l'anno venturo. Un anno che si caratterizzerà per un mese di gennaio che porterà anche all'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Dell'inquilino o dell'inquilina del Quirinale per i prossimi sette anni.

Vediamo in questo articolo al momento le posizioni dei papabili e tutti i nomi forti per il Quirinale. Come sempre il rito dell'elezione del presidente della Repubblica è uno di quei passaggi misteriori e spesso dall'esito imprevedibile nell'arena politica del nostro paese.

Quirinale: la non disponibilità al momento di Sergio Mattarella per una rielezione

Il settennato di Sergio Mattarella al Quirinale termina a febbraio 2022.

Quindi da gennaio iniziano le operazioni di voto che porteranno all'elezione del nuovo presidente. Parliamo di nuovo perchè occorre partire da un dato di fatto.

Al momento, nonostante l'ipotesi venga ventilata da più parti e diversi partiti la guarderebbero con favore, non sembra sia sul tavolo l'ipotesi di un nuovo mandato dell'attuale inquilino del Colle. Non è vietato dalla Costituzione ma questo è per una indisponibilità dello stesso Sergio Mattarella che non si è detto disponibile a proseguire questa esperienza.

Al momento il suo no è sia per un settennato sia per una rielezione di più breve respiro come accadde con  Giorgio Napolitano che venne rieletto e poi diede le dimissioni dopo due anni.

Molte forze politiche vedrebbero con favore un Mattarella-bis "a tempo" prima di portare al Colle Mario Draghi che nel frattempo porterebbe a termine l'incarico di Governo e di conseguenza la legislatura che ha la sua conclusione naturale programmata per il 2023.

Ma al momento si registra su questo versante la netta contrarietà di Mattarella che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche avrebbe anche già iniziato a cercare casa a Roma per quando uscirà dal Quirinale.

Quirinale: la soluzione Mario Draghi sarebbe in pole ma che ne sarebbe del Governo?

Il candidato in pole position per il Quirinale ci sarebbe.

Mario Draghi avendo un appoggio parlamentare al proprio governo molto ampio non avrebbe con ogni probabilità difficoltà ad avere i voti per essere eletto presidente della Repubblica. Ma in quel caso che ne sarebbe del Governo? I tanti dossier aperti, il PNRR, la gestione dell'emergenza legata alla pandemia?

E la sua elezione alla presidenza della Repubblica porterebbe direttamente alle elezioni come sperano alcune forze politiche (Fratelli d'Italia su tutti) e temono altre?

O ci sarebbe l'ennesimo Governo di questa legislatura con magari alla guida una figura tecnica e neutra come il ministro dell'Economia Daniele Franco, uomo di totale fiducia di Mario Draghi, con lo stesso Draghi che dal Quirinale potrebbe tenere sott'occhio tutta l'azione del Governo?

Tutti interrogativi legittimi che devono anche fare i conti con un altro aspetto. 

I parlamentari di questa legislatura, nella maggior parte dei casi, maturano i termini per la pensione a settembre 2022.

Considerata anche la riforma che dalla prossima legislatura porterà alla Camera e al Senato molti meno parlamentari per il taglio del numero di deputati e senatori, c'è da scommettere che ben pochi parlamentari saranno felici di una soluzione che porta al termine della legislatura in maniera anticipata e non alla scadenza naturale del 2023.

Tutti temi che non portano acqua al mulino di Draghi al Quirinale con rischio più alto di interruzione della legislatura visto che in caso di elezione al Quirinale Draghi dovrà per forza di cose dimettersi da Presidente del Consiglio.

Quirinale: i consensi trasversali verso Mario Draghi 

Naturalmente l'elezione del Presidente della Repubblica è anche un fatto che si inserisce nel contesto politico del momento.

Giorgia Meloni, che con il suo Fratelli d'Italia, è di fatto l'unico dei grandi partiti ad essere all'opposizione del Governo Draghi ha evidenziato che "Draghi potrebbe essere un buon presidente della Repubblica".

Naturalmente nell'interesse di Fratelli d'Italia, data in grande ascesa nei sondaggi e unica forza politica certa di aumentare il numero dei parlamentari attuali, c'è il desiderio legittimo di andare al voto il prima possibile.

Anche Matteo Salvini ha espresso parere favorevole a votare per Draghi al Quirinale.

Un'apertura a Mario Draghi presidente della Repubblica è arrivata anche dall'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle). 

Quirinale: le posizioni delle forze politiche su Draghi 

Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha scelto per il momento la strada del silenzio. Sul Quirinale Letta non intende rilasciare dichiarazioni fino a che non arrriva gennaio e il voto in Parlamento.

Al momento per Letta la priorità deve essere la Legge di Bilancio. 

Nella Lega al momento c'è un doppio binario. Salvini guida il partito e l'ala più movimentista. Vorrebbe Draghi  al Quirinale e poi tentare di andare alle elezioni con il centrodestra che al momento viene dato in vantaggio nei sondaggi.

Anche se lo stesso Salvini poi si è detto convinto che anche con Draghi al Colle non ci sarebbero le elezioni ma un altro governo per arrivare al termine della legislatura.

Giorgetti, attuale ministro dello Sviluppo Economico ha dichiarato che Draghi "potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale".

Per Giorgetti e l'ala della Lega che fa riferimento a lui al momento prioritario è salvaguardare il Governo e garantire la sopravvivenza della legislatura. 

Il Movimento 5 Stelle non sbarra la strada a Draghi al Quirinale ma ne evidenzia il ruolo importante che ricopre a Palazzo Chigi "per la crescita del Paese". Queste sono le parole principalmente di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri. 

Quirinale: se salta Draghi il nome forte potrebbe essere Giuliano Amato

Detto dei pro e dei contro rispetto all'elezione di Mario Draghi a presidente della Repubblica, ci sono sicuramente altri nomi forti che svettano. Uno su tutti.

In un caso si tratta di un evergreen, un uomo il cui nome si è fatto per diverse elezioni alla presidenza della Repubblica recenti. Si tratta di Giuliano Amato. A sostenere questo è un retroscena del quotidiano La Stampa.

Un nome che era in lizza anche quando si arrivò poi all'elezione di Sergio Mattarella. Il nome di Amato circola nel mondo politico. 

Ora lo voterebbero in tanti in Parlamento proprio principalmente per la ragione enunciata in precedenza: la sua ascesa al Colle con Draghi che rimarrrebbe a Palazzo Chigi sarebbe garanzia di non conclusione traumatica della legislatura che continuerebbe senza scossoni fino alla scadenza naturale del 2023. 

Amato, grande appassionato di tennis, ha 83 anni, ha un curriculum che da più parti viene ritenuto degno di potere salire al Colle.

E' stato due volte Presidente del Consiglio. Ha avuto ruoli nela Prima Repubblica e nella Seconda Repubblica. Profilo europeista.

In un recente incontro tra ministri Luigi Di Maio e Giancarlo Giorgetti avrebbero convenuto che Draghi a Palazzo Chigi e Giuliano Amato al Colle sarebbe lo schema che garantirebbe la stabilità politica nell'assetto attuale fino al 2023. Per di più in una situazione di voto segreto e parlamentari senza controllo.  

Quirinale, la candidatura del centro destra di Silvio Berlusconi 

Il centrodestra ha anche un proprio candidato. Per Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega il candidato naturale da proporre per il Colle rimane Silvio Berlusconi. Berlusconi stesso però con ogni probabilità, discorso delle ambizioni personali a parte, non avrebbe problemi a votare Amato.

La candidatura di un profilo come quello di Berlusconi non avrebbe chance nelle prime tre votazioni quando servono i 2/3 dei consensi ma sarebbe una carta da mettere in gioco alla quarta votazione nel caso quando basta la maggioranza semplice per venire eletti. 

Naturalmente l'ipotesi Berlusconi sarebbe molto particolare per una figura che ha molto diviso il paese dalla sua discesa in campo nel 1994.

Il centrodestra da solo non avrebbe i voti ma tra i tanti deputati e senatori che sono usciti dai gruppi parlamentari originari che cosa potrà succedere?

Non è poi un mistero che tra i papabili ci sia Pier Ferdinando Casini.

Politico di lungo corso, sembrerebbe essere il candidato prediletto di Matteo Renzi che con i suoi parlamentari di Italia Viva può fare la differenza spostando quei voti a sinistra oppure a destra. Sul profilo di Casini potrebbero convergere voti da sinistra e da destra. 

Quirinale: le ipotesi di una donna alla presidenza della Repubblica

Quasi ad ogni elezione del presidente della Repubblica viene avanzata da più parti l'ipotesi che si possa trattare della prima volta dell'elezione di una donna al Quirinale.

Al momento alcune delle ipotesi portano a Marta Cartabia attuale ministro della Giustizia del Governo Draghi. Alcuni hanno anche ipotizzato Rosy Bindi, ex ministro della Salute e candidatura possibile da sinistra anche se meno votabile dai partiti di centrodestra. Altri hanno parlato di Emma Bonino o Anna Finocchiaro.

Un altro nome in lizza potrebbe essere quello della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che ora è la seconda carica dello Stato.

Elezione Presidente della Repubblica: le date del passaggio

Il percorso che porta all'elezione del nuovo presidente della Repubblica avrà inizo martedì 4 gennaio.

Vediamo le procedure: per eleggere il presidente della Repubblica occorre che nelle prime tre votazioni ci sia la maggioranza dei due terzi dei voti (673 voti necessari). Alla quarta chiamata basta la maggioranza assoluta (505 voti). 

Il presidente della Repubblica viene eletto in seduta comune dal Parlamento con l'aggiunta di tre delegati per ogni regione decisi dal consiglio regionale con rappresentanza delle minoranze.

La Valle d'Aosta ha solo un delegato. L'elezione viene fatta a scrutinio segreto, il presidente resta in carica 7 anni. La persona eletta deve avere compiuto 50 anni.