Sentite i titoli apparsi oggi sulle due testate online:

La maxitruffa sul reddito di cittadinanza: quasi 20 milioni intascati per conto di 9 mila romeni “fantasma” – Corriere Milano

Reddito cittadinanza, presentavano richieste usando i dati di 9 mila cittadini romeni: sventata maxi truffa da 60 milioni – Il Fatto Quotidiano

Allora, partiamo dal primo, il Corriere

La maxitruffa sul reddito di cittadinanza: quasi 20 milioni intascati per conto di 9 mila romeni “fantasma” 

Allora il Corriere afferma che i truffatori si sono intascati 20 milioni di euro, ripeto venti milioni di euro. Ed allora facciamo due calcoli. Se mediamente il reddito di cittadinanza erogato mensilmente è di circa 500 euro ossia 6.000 euro all’anno, ciò significa, per arrivare a 20 milioni di euro, che, per un intero anno, mese dopo mese per dodici mesi senza che nessuno se ne accorgesse, si è erogato il reddito di cittadinanza a 3.333 rumeni che, di fatto non esistevano.

Oppure se volete è stato erogato per sei mesi il reddito di cittadinanza a 6.666 rumeni che non esistevano. Non so se è chiaro, 6.666 redditi di cittadinanza erogati a persone di nazionalità rumena. 

Ma passiamo ora al Fatto Quotidiano

Reddito cittadinanza, presentavano richieste usando i dati di 9 mila cittadini romeni: sventata maxi truffa da 60 milioni

Il Fatto Quotidiano non dice che i truffatori si sono intascati dei soldi, dice che la maxi truffa per 60 milioni è stata sventata. Quindi sembra proprio che almeno lo Stato, cioè tutti noi, non abbiamo regalato dei soldi ai truffatori, la truffa è espressamente detto nel titolo dell’articolo è stata sventata.

Sì nel titolo dell’articolo, la truffa è stata sventata, ma leggendo l’articolo … sentite …

Secondo chi indaga, i truffatori sono riusciti ad appropriarsi di 20 milioni di euro, ma il piano era di intascare una cifra ben più alta

Ah bene! Ho capito, dovremmo essere contenti perché lo Stato, cioè tutti noi abbiamo perso solo 20 milioni di euro, abbiamo regalato a dei truffatori solo 20 milioni di euro, se non si scopriva questa truffa avremmo perso molto di più. Ma va? E allora perché solo 60 milioni? Se la truffa fosse durata per diversi anni, oppure se anziché soltanto 9.000 fossero stati 18.000 o 27.000 rumeni la truffa sarebbe stata di importi ancora superiori al 60 milioni.

Ma insomma cerchiamo di capire come era congeniata questa truffa, sarà stata certamente molto raffinata, insomma sarà stato molto difficile scoprire i malfattori.

E’ sempre il Fatto Quotidiano che spiega le dinamiche della truffa.

State a sentire.

Il blitz delle Fiamme Gialle si inserisce in un’indagine ben più ampia che coinvolge 9mila persone. Secondo quanto risulta al Corriere della Sera (quindi il Fatto Quotidiano cita fonti del Corriere della Sera), infatti, il gruppo criminale composto da una banda di romeni, insieme ad alcuni cittadini italiani (in parte complici o semplicemente vittime di estorsioni), si recava nei centri di assistenza fiscale (Caf) abilitati alle pratiche per il sussidio (allora riassumiamo, si fa riferimento ad un gruppo criminale composto da una banda di romeni, quindi si fa riferiamo ad un gruppo ristretto di persone, direi una decina, una quindicina al massimo, assieme ad alcuni cittadini italiani, anche qui alcuni cittadini si intende un numero limitato, diciamo ancora una decina, quindi in totale facciamo 20 o 30 persone, ed in effetti un fatto sul quale tutti i giornali concordano è il numero delle persone arrestate ossia 16, insomma queste venti persone cosa fanno? Proseguiamo a leggere dall’articolo del Fatto Quotidiano): a quel punto, presentavano le richieste e i codici fiscali di 9mila cittadini romeni, la maggior parte dei quali non aveva nemmeno mai messo piede in Italia, sostenendo però che queste persone esistessero e vivessero nel Paese da almeno 10 anni.

Alt un attimo, fatemi capire, allora abbiamo detto … una ventina di persone, facciamo pure 30, andavano nei Caf a richiedere il reddito di cittadinanza per 9.000 rumeni? 9.000 diviso 30, ossia 300 richieste di Reddito di cittadinanza a testa. 

Ma poi, scusate, ma io posso andare in un Caf con il codice fiscale di un rumeno che non è presente lì e mi danno il reddito di cittadinanza? Ma chi firma quella richiesta?

Ma qui siamo alla follia più totale. A spiegarci cosa accade è sempre il Fatto Quotidiano, sentite. 

Dall’altra parte (ossia dalla parte del Caf), o il responsabile dell’ufficio faceva finta di niente, intascandosi il compenso di 10 euro riconosciuto loro dall’Inps per ogni pratica, oppure se si ribellava diventava oggetto di minacce ed estorsioni da parte dei membri della banda.

Ma in che Stato viviamo? Nel Paese delle banane? No, direi peggio. Sentite

La giudice milanese Teresa De Pascale nella sua ricostruzione ha evidenziato che “l’illecito business” architettato è “imprescindibilmente legato alla conoscenza di cavilli procedurali” da parte degli indagati. La truffa riguarda anche il reddito di emergenza.

Cavilli procedurali? Ma che stanno a dire? Uno si presenta centinaia di volte ai Caf presentando solo il codice fiscale di cittadini rumeni e noi gli eroghiamo il reddito di cittadinanza, anzi, non solo perché adesso veniamo a conoscenza che la truffa riguarda anche il reddito di emergenza!

Ma il peggio del peggio lo raggiungono i politici.

Sempre il Fatto Quotidiano, infatti ci informa che:

sei governatori della Lega, nello specifico Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Provincia autonoma di Trento), Christian Solinas (Sardegna), Donatella Tesei (Umbria) e Luca Zaia (Veneto), in una nota chiedono lo stop al rifinanziamento della misura.

E concludono la nota con queste parole:

Alla luce anche di quest’ultimo episodio non possiamo che rimarcare la nostra contrarietà nei confronti di una misura che riteniamo socialmente iniqua e strutturalmente fragile, al punto da porsi, tanto sotto il profilo filosofico che pratico, quale antitesi perfetta alle linee di sviluppo promosse attraverso il Pnrr.

A loro risponde il Ministro del lavoro Andrea Orlando del Partito Democratico, che difende a spada tratta il Reddito di Cittadinanza, ecco le sue parole:

C’è una ignobile campagna politica in atto che identifica percettori del reddito e ‘furbetti’. Chi ne ha diritto va rispettato, chi imbroglia colpisce soprattutto chi ha bisogno.

Ebbene mi direte, la normale dialettica politica, sì certo, sarebbe la normale dialettica politica se non …

se non fosse che alla Camera, ma naturalmente al Senato è accaduto una cosa analoga, alla Camera dicevo, nella seduta del 20 marzo 2019 per la conversione in legge del Decreto che riguardava il Reddito di cittadinanza tutti i 115 deputati della Lega hanno votato a favore della legge sul Reddito di cittadinanza, nessuno contrario, nessun astenuto, mentre i 105 deputati del Partito Democratico presenti in aula avevano votato tutti contro, nessuno favorevole, nessuno astenuto. Siamo alla comica finale.