Il percorso per l’accetazione all’interno dell’Unione Europea dell’NHS Covid Pass, il certificato che attesta la completa vaccinazione o il risultato negativo del proprio test Covid in Inghilterra, è stato piuttosto sofferto. 

In una dichiarazione di agosto di quest’anno riportata dal Guardian, un rappresentante del governo britannico aveva detto:  

“Siamo sicuri che la nostra richiesta verrà elaborata presto. Mentre l’Unione Europea elabora la candidatura, gli stati membri sono sempre liberi di decidere di accettare la documentazione inglese individualmente.”  

Ma finalmente, dal 29 ottobre, l’Unione Europea ha ufficialmente cominciato a riconoscere come valido l’NHS Covid Pass, il green pass britannico.  

La storia travagliata del NHS Covid pass 

A metà del mese scorso, Bruxelles aveva dichiarato che un’accordo tecnico avrebbe permesso presto ai viaggiatori britannici di utilizzare la documentazione vaccinale rilasciata dal Regno Unito. Adesso, il passaporto vaccinale UK è accettato in più di 40 paesi diversi.  

La decisione, infatti, ha fatto sì che 27 stati membri dll’Unione Europea e 16 stati extra-UE, già legati al sistema dell’unione, accettino automaticamente visitatori dall’Inghilterra, la Scozia e il Galles che abbiano con se l’NHS Covid Pass, che contiene un QR code da scannerizzare esattamente come il green pass.  

NHS Covid pass e green pass funzioneranno allo stesso modo? 

Il pass digitale del Regno Unito verrà trattato esattamente come il certificato Covid che è stato introdotto nell’Unione dal luglio scorso. Questo significherà una svolta per molti inglesi. Infatti, tutti coloro che hanno ricevuto un completo ciclo vaccinale contro il Covid-19 in Gran Bretagna potranno avere accesso a tutte le attività europee che adesso richiedono il green pass come unico metodo di accesso in spazi al chiuso.  

L’accordo permetterà che i dati presenti nel sistema sanitario nazionale inglese all’interno dell’app apposita confluiscano anche nel sistema dell’EU Digital Covid certificate (EUDCC). In questo modo, la tecnologia permetterà che lo stato vaccinale degli utenti o il risultato dei test sia accessibile anche agli altri stati, che sia al confine o all’ingresso di un bar. 

Niente più problemi per i possessori del green pass inglese 

Invece che presentare un test antigenico o molecolare, i cittadini britannici potranno utilizzare l’NHS Covid pass per accedere a ristoranti, musei ed eventi che precedentemente non avrebbero riconosciuto il loro documento.  

Le condizioni di accesso a numerosi paesi saranno molto più agevoli non solo per i cittadini inglesi ma anche per tutti i cittadini europei che abitano però stabilmente ormai da anni nel Regno Unito.  

I vacanzieri potranno visitare paesi come l’Olanda senza dover più mostrare un test effettuato nelle 24 ore precedenti per poter entrare in varie location. I turisti inglesi infatti avevano dovuto sottoporsi a continui test per poter dimostrare di non essere infetti, nonostante avessero l’app del National Health Service che provava che erano completamente vaccinati.  

Inoltre, in Francia non dovranno più convertire il loro certificato inglese in un pass sanitaire attraverso l’app francese TousAntiCovid.  

La burocrazia dietro il riconoscimento dell’NHS Covid pass 

L’attesa per il regno Unito era stata al quanto snervante. La candidatura da parte dello stato di essere accettati nello schema di riconoscimento europeo era già stata presentata quest’estate, nel mese di luglio. Fortunatamente, negli ultimi giorni erano arrivati aggiornamenti da Bruxelles. 

Un delegato aveva fatto sapere che nonostante fossero passati ormai tre mesi, l’attesa stava per finire, senza dare una data specifica. Il delegato aveva anche dichiarato:  

 “La commissione ha riceuto la richiesta il 28 luglio. C’è stato un progresso significativo nell’ultimo periodo per riuscire ad accettare il certificato inglese dal punto di vista tecnico.” 

Il Regno Unito a sua volta sta cambiando la sua policy come parte di un accordo reciproco con l’Unione Europea. Il governo UK si impegnerà ad accettare lo status di persona vaccinata anche per coloro che hanno ricevuto dosi di diverse case farmaceutiche da quelle originariamente approvate.  

La mancanza di equivalenza tra i dati dell’app del National Health Service e quelli che circolano nel sistema dell’Unione Europea sono stati una spina nel fianco sia per i turisti britannici sia per coloro che si erano vaccinati nel Regno Unito ma che vivono all’estero. 

Il problema era diventato particolarmente acuto man mano che sempre più governi europei avevano comniciato a richiedere il green pass per poter passare da uno stato all’altro e per accedere alle strutture ricettive.  

In Svizzera, per esempio, gli espatriati avevano confessato di non riuscire più nemmeno ad entrare in strutture sportive, incluse le palestre, perchè il Covid Pass dell’NHS veniva considerato non valido. 

Paesi che accettavano il certificato NHS già da prima 

Prima del 29 ottobre, 19 paesi membri, tra cui l’Italia e la Francia, avevano deciso unilateralmente di accettare il passaporto vaccinale dell’NHS come prova della vaccinazione dei possessori. Purtroppo, anche in questi stati il riconoscimento del documento non è sempre stato automatico per coloro che desideravano entrare in ristoranti e bar.  

Svizzera, Ucraina, Turchia e Macedonia del Nord erano riuscite a garantire il riconoscimento al documento inglese nel giro di cinque o otto settimane dalla richiesta da parte del Regno Unito. 

Per quanto riguarda l’UE, però le trattative erano state aperte già a giugno e la richiesta formale presentata in luglio. Ciò che ha probabilmente rallentato i lavori sono state le informazioni aggiuntive richieste dagli ufficiali della Comissione Europea in agosto.   

In aggiunta, a partire dal 2 agosto, tutti i visitatori dall’UE in entrata nel Regno Unito che avessero prova di una doppia dose di un vaccino approvato dalla European Medicines Agency (EMA) non hanno obbligo di rimanere in quarantena dopo l’arrivo. 

Aggiornamenti del green pass inglese 

La BBC informa che i residenti dell’Isola di Man che hanno intenzione di visitare l’Unione Europea nel prossimo periodo dovranno però aggiornare la copia digitale del loro NHS Covid pass o potrebbero incorrere in alcuni rallentamenti e ritardi nel loro viaggio.  

Lawrie Hooper, politico mannese e leader del Liberal Vannin Party, ha detto che i QR generati prima dell’1 novembre dovranno essere aggiornati come conseguenza dell’avvenimento. Quelli che invece posseggono una copia cartacea non avranno bisogno dirichiederne una nuova.  

Un’altra rappresentente del governo ha dichiarato: 

“Coloro che desiderano viaggiare all’estero senza inghippi dovrebbero scaricare una nuova versione del PDF del pass per generare un codice aggiornato, mentre quelli che sono stati generati prima del passaggio non funzioneranno più.” 

Questo cambiamento andrà a risolvere anche il problema per cui pochi stati erano riusciti effettivamente a scannerizzare la versione digitale del certificato che è disponibile sull’Isola di Man già da agosto. Il passaggio permetterà un utilizzo simile del codice anche in paesi come la Norvegia, Israele e l’Islanda che sono legati al sistema di certificazioni dell’Unione Europea.  

Controversie in Francia a pochi giorni dall’annuncio dell’UE 

Il Console francese a Londra ha dichiarato, a pochi giorni di distanza dall’annuncio che l’Unione Europea avrebbe accettato il green pass inglese, che i viaggiatori non vaccinati provenienti dal Regno Unito e diretti in Francia dovranno dall’1 novembre sottoporsi ad un test anti-Covid all’arrivo.  

Il Council France Londres ha poi specificato su Twitter: 

“Da oggi, 1 novembre, coloro che viaggeranno dal Regno Unito per la Francia tramite Eurostar e che non sono vaccinati completamente dovranno fare un test Covi-19 all’arrivo a Gare du Nord. Chiunque abbia risultato positivo dovrà rimanere in isolamento per dieci giorni.”  

Secondo SchengenVisaInfo.com, tutti i viaggiatori che non siano vaccinati o che non abbiano mai contratto il virus devono presentare un test molecolare effettuato massimo 72 ore prima dell’arrivo o un test antigenico delle 48 ore precedenti l’arrivo.  

Tuttavia, l’utilità di un test  prima della partenza sembra essere irrisoria, dato che il test all’arrivo dovrà essere effettuato comunque.   

In aggiunta, dal 15 ottobre, il governo francese ha smesso di fornire test antigenici e molecolari gratuiti se non fatti per ragioni mediche e non sono più coperti dall’assicurazione sanitaria, dato che il governo sta cercando di convincere i cittadini a vaccinarsi.    

Solo coloro che sono stati in contatto con un soggetto infetto, temono di essere infetti per via di sintomi influenzali o vogliono testarsi per altre ragioni mediche potranno avere accesso a test antigenici e molecolari senza doverli pagare

Bambini e passeggeri che abbiano delle prescrizioni sono anche eligibili per ricevere un test gratuito. Altrimenti i test costerebbero 25 euro nel caso dell’antigenico e 45 euro il molecolare.  

Niente più lista rossa per il Regno Unito 

I confini per l’Inghilterra si aprono ulteriormente con l’ultimo annuncio dei ministri. Tutte le destinazioni che venivano ancora categorizzate nella “lista rossa” del Regno Unito verranno tolte dalla lista e i vaccini di decine di altre nazioni verranno riconosciuti.   

La mossa significherà una notevole agevolazione per coloro che hanno viaggiato fino ad ora verso il paese. I passeggeri non dovranno più rimanere in quarantena in hotel per un costo di più di 2000 sterline per 11 notti. 

Il sistema della lista rossa non verrà del tutto abbandonato però. Le nazioni potranno esservi aggiunte nuovamente nel caso delle varianti preoccupanti dovessero emergere. Il Ministro della Salute, Sajid Javid ha reso chiaro che “è ancora vitale proteggere i confini” e che un piccolo numero di stanze di hotel adibite alla quarantena rimarranno in standby.   

Gli ultimi paesi ad essere rimossi sono stati Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Repubblica Dominicana, Haiti e il Venezuela.