A distanza di quasi due anni dall’inizio della pandemia, ci stiamo accorgendo che tale infezione non ha danneggiato esclusivamente la nostra salute fisica, ma bensì anche quella mentale. Lo stress, le angosce sono state l'apice di un grande malessere fisico e psicologico, non semplice da gestire a causa delle misure di prevenzione poste a Febbraio 2020 (lockdown): chiusura obbligatoria delle scuole, centri sportivi, attività produttive e commerciali.  

Sicuramente la situazione è stata improvvisa, inaspettata, e inevitabilmente non semplice da gestire a causa degli stili di vita differenti di cui eravamo abituati. Tutto questo è iniziato da un' incessante e drammatica informazione trasmessa dai media che ha causato un panico generale portando ad aumentare timore, paure e angosce. Sono molte le persone che si sono indebolite psicologicamente: statisticamente molti soggetti hanno riscontrato gravi e difficili problemi, mentre in altri soggetti le condizioni psichiche sono state relativamente gestibili.

Le categorie che si sono rivelate maggiormente vulnerabili sono:

  • gli operatori sanitari
  • i pazienti affetti da covid-19
  • gli anziani, in primo luogo coloro che da prima rivestivano patologie croniche
  • la categoria femminili
  • le persone neurolabili o affette da disturbi psichiatrici 

 

Come abbiamo detto in precedenza, tali condizioni sono state vissute e tutt'ora vengono vissute, in realtà comuni, ma anche differenti e in modalità soggettiva tra ogni persona, a seconda del precedente stato psichico, dal carattere e dallo stile di vita che ognuno di noi assume.

Tra le principali patologie, l'SSN (che si occupa i analizzare i dati statistici nel settore farmaceutico) ha classificato le relative condizioni psichiche, indicando principalmente:il Diabete, affezioni del sistema cardio - circolatorio e ipertensione, dislipidemie, demenze, psicosi, Ansia e depressione, Epilessia, Parkinson, Patologie respiratorie, Osteoporosi, Patologie della tiroide. 

La relativa stima che indica tali patologie sono le seguenti:

  • depressione (50-64%; grave nel 9% dei casi)
  • ansia (55%; grave nel 15% dei casi)
  • sintomi psicosomatici (70%; grave nel 21% dei casi)
  • insonnia (68%)
  • pensieri suicidi (25%)

Aifa, in base ai dati statistici, afferma che gli antipertensivi e ipolipemizzanti sono sviluppati nelle aree più svantaggiate mentre i farmaci antidepressivi dati riportano statistiche differenti:

" ...il consumo dei farmaci antidepressivi, al contrario, è maggiore nelle aree del Nord e minore al Sud; per i farmaci antidemenza, il tasso di consumo è più alto nelle province del Centro Italia. I dati dimostrano che la depressione è il disturbo mentale più diffuso e che colpisce maggiormente le donne, la demenza è in continua crescita e le malattie tiroidee della tiroide sono fra i disturbi più frequenti."

Quali sono state le cure da parte dei pazienti? 

  I consigli da parte di medici ed esperti condivisi sulle piattaforme social sono stati quelli di ritagliarsi del tempo dedicandoci agli hobby di nostro interesse, che possono essere una buona lettura o esercizio sportivo svolto a casa, rimanere attivi nelle ore della giornata, per non portare la mente a un senso d'isolamento e solitudine.

Tali consigli però non sono stati sufficienti per molte persone che hanno subito un impatto forte con le restrizioni da pandemia e tutt'ora molte problematiche vengono vissute ancora in modalità critica. Di conseguenza molti soggetti si sono affidati a farmaci per colmare quel senso depressivo e d'ansia.

Infatti, dopo aver analizzato le diverse condizioni psichiche possibili causate dal Covid, il paziente o il soggetto posto a una condizione di forte stress, da due anni a questa parte si è sottoposto a un trattamento di farmaci. 

Tuttavia dai primi mesi del 2020 l'Agenzia italiana del farmaco ha riportato un incrementi del 12% nell' acquisto di farmaci ansiolitici.

Quali sono i farmaci che hanno avuto un forte incremento a causa della pandemia? 

L'Agenzia Italiana del Farmaco, ovvero  AIFA, ha l'obiettivo di rendere noto la quantità di farmaci utilizzati, e nell'ultimo periodo sono stati presi in considerazione i dati riguardante i farmaci maggiormente acquistati e contrastati per la situazione Covid-19 sia in ambito ospedaliere che territoriale.

I farmaci utilizzati con più diffusione in situazione Covid-19 sono i seguenti:

  •  Tocilizumab (usato per il trattamento dell’artrite reumatoide). Tale farmaco ha avuto un incentivo d'acquisto di utilizzo in Emilia Romagna, Lombardia e Toscana
  •  Azitromicina, antibiotico consumato principalmente in Emilia Romagna
  • Ossigeno, in quanto in suo impiego è passato da 51,58 scatole per 10mila abitanti da dicembre 2019 a 94,99 scatole da marzo 2020. All' incirca nel periodo pre e post - Covid erano di 53,46 contro 72,16. Relativamente agli anestetici generali  la  media per 10mila abitanti si è trasferita per una media di  0,82 confezioni (pre - Covid) a una media (post Covid) di 1,77.
  •  Anche l’utilizzo di acido ascorbico (vitamina C) e il glutatione hanno subito un aumento relativamente maggiore con l'inizio della pandemia.

 L’idrossiclorochina è stato utilizzato maggiormente in tutte le regioni, ma principalmente nelle regioni della Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Veneto, e il Piemonte.

Di seguito viene riportata la spiegazione dell'elevata percentuale di utilizzo di farmaci a causa del Covid-19:



L' Agenzia del Farmaco AIFA, citato precedentemente, ha analizzato secondo i dati raccolti,  un ampliamento di guadagno sopratutto a marzo, quando le persone hanno acquistato maggiormente per poter avere una scorta di medicinali in previsione del periodo di lockdown.

Tale vendita si è focalizzato sopratutto per gli anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, oltre che agli antipsicotici (5,50 scatole per 10mila abitanti (pre - Covid), contro le 5,70 (post Covid). A differenza degli antidepressivi si è registrato un aumento di ordini a marzo (16,92 confezioni per 10mila abitanti  da febbraio, mentre a marzo si è constato un indice di 18,78 ).

Di seguito viene posto un video introduttivo che riporta i dati statistici sui disturbi psichici correlati dal Covid-19, Laura Pirotta, 23 Giugno 2018.

Non solo un incremento nei farmaci, ma anche negli integratori alimentari 

Per la sollecitazione di uno stato di salute più rassicurante, il paziente affetto di un malessere proveniente da forte stress, ha scelto di affidarsi al comparto degli integratori. Rispetto ai dati farmaceutici, gli integratori  hanno individuato un incremento del 0,8% soprattutto nel primi mesi di lockdown.

Principalmente ci si è rivolti all'acquisto di vitamine e minerali per la difesa del proprio sistema immunitario. Pertanto c'è stata una forte crescita di vitamine con un rialzo del 47% e per gli integratori al 68%; L'insonnia, provocata da una forte condizione di stress, viene colmata con sonniferi e calmanti, con dati in aumento del 22,7% da Febbraio 2020.

Il settore farmaceutico in un contesto mondiale

Il settore farmaceutico è uno dei comparti industriali a livello mondiale più sviluppato, con un ricavo di 510,2 miliardi di dollari e più di 1 milione di addetti. Gli USA hanno il primato di rivestire la leadership mondiale, con un mercato di 236,4 miliardi di dollari, il 46% del totale, mentre l’Unione Europea, con 139,7 miliardi, ne identifica il 27%, seguita dal Giappone con l’11%, pari a 57,6 miliardi di dollari.

L’Italia è il sesto mercato mondiale e il quarto in Europa. L'emporio detenuto da imprese a capitale nazionale è il 30,1%, mentre  il restante 69,9% viene rilevato per le imprese multinazionali (principalmente negli  di USA, e successivamente in Svizzera e Regno Unito).

In Italia il mercato mediamente acquisisce un fatturato di prodotti farmaceutici pari 19,62 miliardi di euro classificati in:

  • il 20,7% per sostanze di base
  •  il 79,3% per specialità medicinali

Di conseguenza, tali vendite nei punti farmaceutici si dividono in tre sezioni fondamentali:

  • Ospedaliere (che ne raccoglie 3,55 miliardi, con un riguardo rispettivamente del 18,1% e del 22,8%)
  • Veterinarie (0,37 miliardi, con un dominio rispettivamente del 1,9% e del 2,4%)
  • Per quanto riguarda la vendita in farmacia, in Italia dal 2006 è l'aumento è superiore del 50%

Dati attuali del farmaceutico

Attualmente ci troviamo a fronteggiare una situazione pandemica in continua crescita anche ambito del  mercato. Per consultare ed essere sempre aggiornati sull' andamento di tale è possibile visionare il sistema “Monitoring the Impact of COVID-19 on the Pharmaceutical Market – EU5” esteso e aggiornato ogni qual volta da IQVIA (che è la più grande multinazionale farmaceutica) attiva nei servizi; L'obiettivo di IQVIA è appunto quello di esporre l’andamento della pandemia, e dai suoi dati si è rilevato un incremento maggiore di vendite rispetto all'anno scorso. 

  Pharmacy Scanner riporta i dati anche di IQVIA, ovvero ha lo stesso obiettivo: quello di  mostrare l'andamento del mercato farmaceutico.  I dati che sono resi disponibili mostrano che, appena la pandemia ha preso il sopravvento, l'emporio della farmacia ha raggiunto 10,7 miliardi di Euro, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche in questo caso il contesto etico, che ha prodotto un indice indicativamente pari a 6,2 miliardi di Euro ha riscontrato un maggior calo (-5%) a differenza di quelli classificati dall’area Consumer Health (-2%), dove il valore generato è stato pari a 4,5 miliardi.

A tal proposito bisogna tenere in considerazione che tutti questi dati negli anni possono portare un aumento d'acquisto di farmaci, pertanto ci sarà un evoluzioni di vendite.  Sicuramente questo porterà a un impegno sia in ambito di servizi ai pazienti e alle strutture del servizio sanitario.