Iniziano le vacanze, le solite due settimane di vacanze per gli italiani, ma le notizie non mancano, alcune sono esilaranti, anche se purtroppo lo so perfettamente che in questo momento per gli italiani non c’è nulla da ridere.

Comunque difficile rimanere seri di fronte a certi articoli di giornale, come, ad esempio, quello di Repubblica, sentite questo titolo:

Il Pil record costringe a rifare i conti: l’Italia diventa la locomotiva d’Europa

Italia la locomotiva d’Europa è veramente una barzelletta, qualcuno di voi cari ascoltatori, in questi ultimi mesi è per caso diventato ricco? Io ritengo l’esatto contrario.

Le aziende tendono a licenziare, i cosiddetti tavoli aperti al Ministero dello sviluppo economico (definizione a dir poco beffarda e sarcastica) sono innumerevoli, e ritengo che tutti voi sappiate cosa significa aprire un tavolo. Si apre un tavolo presso il Ministero quando viene conclamata una crisi aziendale e l’azienda occupa un certo numero di dipendenti.

Al momento, solo per farvi capire la gravità della situazione i tavoli sono 85 di cui 54 sono tavoli aperti che riguardano vertenze ancora in discussione. 

Alcune vertenze sono stranote, come ad esempio Whirpool, Alitalia ed Ilva, ma, ripeto è solo per citare i nomi più conosciuti.

Ed avete notato tutti come il nostro Governo ha dato un assist alle aziende che vogliono licenziare, di fatto invitandole a licenziare coloro che non vogliono farsi iniettare il farmaco genico.

Naturalmente qui siamo ben oltre alla discriminazione, ciò che sta accadendo, di fatto con il benestare dei sindacati (e stendiamo un velo pietoso anche su questo), ciò che sta accadendo è qualcosa di efferato.

Qualche imprenditore, annuncia che lascerà a casa i lavoratori che non si sono fatti fare l’iniezione mefitica, annunciando tuttavia che continuerà a versare loro lo stipendio, dicendo “non per quello diventerò povero”.

Bene, mi verrebbe da dire, naturalmente innanzitutto spero sia vero, ma vorrei capire cosa accadrebbe a questo imprenditore se, a questo punto, tutti i dipendenti si dichiarassero non vaccinati per il  Covid-19. Tutti a casa con lo stipendio pagato e produzione pari a zero? Non credo che quell’azienda abbia un futuro.

Una scelta simile è stata fatta anche da un’azienda quotata in Borsa, la Brunello Cucinelli, intervistato l’imprenditore da Repubblica (e chi se no!) alla domanda, quanti dei vostri dipendenti hanno scelto spontaneamente di vaccinarsi? Ha risposto così:

Tantissimi. Su 1.200 meno dell'uno per cento non è vaccinato, e chiaramente in azienda si è venuto subito a sapere chi erano. Ora, come è logico che sia, i ragazzi che prima lavoravano allo stesso tavolo, non vogliono più stare a contatto con chi ha scelto di non vaccinarsi. In generale, comunque la risposta è stata molto positiva e ne sono orgoglioso. Anche per questo due settimane fa ho chiesto un incontro al presidente Mario Draghi, sono stato subito ricevuto e mi sono emozionato: Draghi mi ha detto 'Sono onorato che mi sia venuto a trovare', ma come immagina l'onore era tutto mio, ha avuto un garbo, un'accortezza e un'attenzione verso me la mia azienda e le nostre persone encomiabile...

E di cosa avete parlato con Draghi?"Di tante cose tra cui della campagna vaccinale. Quando abbiamo inaugurato la nostra campagna vaccinale in azienda è venuto a trovarci a Solomeo il generale Francesco Figliuolo, e insieme a lui abbiamo condiviso l'idea che se finiamo un giorno prima la campagna vaccinale, oltre a proteggere le nostre persone, usciamo un giorno prima dalla crisi".

Quindi dopo aver detto di aver radunato tutti i dipendenti nel parco antistante gli stabilimenti (naturalmente specificando di aver fatto osservare il distanziamento sociale), Cucinelli ha loro riportato il suo colloquio con Draghi. Domanda ancora il giornalista di Repubblica:Qual è stata la risposta dei suoi dipendenti?"Guardi in molti erano commossi, è stato un anno e mezzo complesso, il mio dovere è proteggere l'azienda e le sue persone. Non posso imporre a nessuno di fare questa scelta, ma non posso neppure mettere a rischio chi ha scelto di vaccinarsi. Ho un caro amico, che ha già fatto due volte il vaccino e da 11 giorni è a letto con la febbre a quaranta perché ha preso una variante del Covid. Questa non è un'influenza, è una cosa grave..."Quindi quell'1% che non può venire a lavorare che farà?"La mia proposta per loro è quella di stare a casa con un'aspettativa di sei mesi retribuita e poi si vedrà. Dio vede e provvede".Ma se le percentuali dei non vaccinati fossero state alte che avrebbe fatto?"Avrei fatto lo stesso. Per questo durante la pandemia abbiamo comunque pagato gli stipendi pieni e donato all'umanità la merce in eccesso che non abbiamo venduto".

Ah vedete hanno donato all’umanità, non so bene dove abiti questa umanità, comunque beata lei, beata questa umanità perché sapete che i prezzi dei capi d’abbigliamento di Brunello Cucinelli non sono proprio per tutte le tasche, un giubbottino, viene 6.500 euro, ma senza spese di spedizione, però, sì, dai, chi non spende almeno 6.500 euro per comprarsi un giubbottino.

La seconda notizia sulla quale possiamo ridere, ma anche qui non c’è purtroppo nulla da ridere è la storia degli hacker della Regione Lazio.

Non c’è  nulla da ridere perché le Istituzioni pubbliche le paghiamo noi, quindi quando sentiamo delle inefficienze, degli sprechi fatti dallo Stato, dalle Regioni, dai Comuni, possiamo anche inizialmente metterci a ridere, ma poi ricordiamoci sempre che a pagare per queste inefficienze, per questi sprechi … siamo noi.

Ebbene fin da quando è uscita la notizia degli hacker che avevano attaccato il sito della Regione Lazio mi sono messo a ridere. 

Quando poi hanno raccontato di aver ricevuto una richiesta di riscatto ed a collaborare per le indagini è arrivata anche l’FBI … non riuscivo più a trattenermi.

E non è mancato neppure chi ha detto che erano stati i russi.

Ma comunque il generale Rapetto, ha ridimensionato subito la cosa, derubricando il tutto a farsa, queste le sue parole.

Siamo in bilico tra l’abuso della credulità pubblica e il procurato allarme. Comunque la si voglia rigirare, la patetica storia degli hacker alla Regione Lazio ondeggia pericolosamente tra l’entusiastico ‘abbiano recuperato tutto’ e il rassicurante ‘dai, non è successo nulla’. Probabilmente la cabina di regia della comunicazione dell’ente pubblico ritiene di aver dinanzi una platea di rintronati o, peggio, di ‘boccaloni’ pronti a bersi le stravaganti e contraddittorie versioni dell’accaduto che si susseguono in rapida sequenza nella sbigottita incredulità di chi davvero ne sa qualcosa e nella insofferenza di chi, dotato di normale buon senso, è semplicemente stufo di vedersi rifilare un racconto differente ogni mezza giornata.

Alcuni giorni fa si è arrivati alla conclusione che il tutto sia partito dal computer di un dipendente della Regione in smart working, che deve aver navigato anche su un sito hard oppure di gioco d’azzardo, dal quale è partito il malware.

Comunque, dopo che Zingaretti aveva rassicurato tutti sul fatto che non si sarebbero ripetuti episodi del genere ecco che anche oggi il sito della Regione Lazio è andato ko.

Vabbé che volete farci, anche questa è l’Italia, purtroppo!