Da un po’ di tempo non vi parlo di Borsa, ma non è cambiato nulla, le Borse di tutto il mondo, ed in particolare quella americana e quella tedesca, continuano a salire a rotta di collo.

Oggi il Dow Jones per la prima volta nella storia ha superato quota 34.000 punti, inutile sottolineare che è un livello stratosferico, lo avevamo detto, vi ricordate, quando aveva superato quota 30.000 ed insomma, da allora, non è passato molto tempo, e l’indice americano è salito di oltre il 13%.

Che dire, una salita senza fine.

Comunque così come alcuni giorni fa vi avevo informato di una IPO, ossia di un’Offerta Pubblica Iniziale, in altre parole di un debutto in Borsa per un nuovo titolo, ed era stato un flop, ricordate Deliveroo, ebbene ieri abbiamo avuto un’altra IPO, questa volta non sulla Borsa inglese, ma su quella americana, ed è stato un successo.

Anzi molto di più! Un trionfo!!!

Coinbase nella sua prima giornata di contrattazione in Borsa dopo non essere riuscita a far prezzo per ore ha cominciato a quotare con un guadagno del 52%!!!

Chi è o cos’è Coinbase? E’ una piattaforma sulla quale vengono scambiate le cripto valute, ovviamente con un successo tale tutte le cripto valute ne hanno beneficiato, le due principali cripto valute, ossia Bitcoin ed Ethereum hanno così ritoccato i loro massimi storici.

Personalmente resto di sasso perché non riesco ad comprendere il valore che sta alla base di tutto ciò, però complimenti a chi invece ha guadagnato e molto.

Naturalmente alla base di questo successo ci sta il fatto che questa è una società che fa profitti, non come Deliveroo, tuttavia i profitti sono quasi esclusivamente derivanti dalle commissioni sugli scambi, certo finché queste cripto valute verranno scambiate Coinbase farà profitti, ma solitamente si scambia qualcosa che ha valore, siamo sicuri che le cripto valute abbiano valore?

Io continuo ad avere molti dubbi.

E passiamo da un qualcosa che forse ha un valore, o perlomeno molti pensano che abbia un valore, ad un qualcosa che di sicuro ha poco valore: i cosiddetti ristori, ossia gli aiuti del Governo per le attività che hanno subito un danno economico dalle chiusure imposte con il lockdown.

Unanimi le considerazioni espresse dai beneficiari: i soldi sono arrivati con celerità, ma sono pochi, pochissimi, per alcuni non superano il 3/4% delle perdite subite. 

Il  presidente dell’Unione nazionale giovani commercialisti, Matteo De Lise, ha dichiarato:  “L’erogazione è stata rapida ma alcuni settori, se non si riapre, con questi aiuti non possono reggere a lungo”.

Insomma l’insoddisfazione è generale, per questo il Governo sembra essersi impegnato ad integrare questi versamenti in maniera perlomeno da permettere a molte imprese di rimanere sul mercato.

La moria di attività, però, sembra inevitabile, se non si apre tutto e subito, e forse forse non sarà neppure sufficiente, le conseguenze saranno disastrose, le restrizioni sono durate troppo a lungo, e molti prevedono che la ripresa sarà lenta.

Confcommercio stima che saranno all’incirca 20.000 i negozi di moda, abbigliamento, calzature praticamente un negozio ogni cinque di quelli oggi esistenti ad essere a rischio chiusura.

E naturalmente le ripercussioni sull’occupazione saranno devastanti, se facciamo soltanto una media di 2,5 dipendenti per negozio stiamo parlando di 50.000 persone che potrebbero perdere il loro posto di lavoro.

Ci sono poi categorie che verranno falcidiate, pensate ad esempio a coloro che lavoravano nel comparto fieristico, Emanuele Silvestri di Assoallestimenti ritiene che il settore non potrà ripartire prima del prossimo autunno e, queste le sue testuali parole: “E a quel punto due terzi delle imprese non ci saranno più”.

Due terzi capite? Pensate a coloro che lavoravano in quel comparto, che hanno speso la loro vita professionale in quel settore, in un attimo, perché un anno all’interno della vita lavorativa è un attimo, in un anno si vede tutto ciò crollare come un castello di carte.

Veramente avvilente.

Insomma capite bene che non saranno gli aiuti promessi dal Governo a salvare tante persone dalla disperazione, lo dico e lo ripeterò fino alla noia, dobbiamo tornare a vivere.

Intanto non a tutti le cose, da un punto di vista economico, vanno male. Nell’Assemblea dei soci di Unicredit sono state ufficializzate le nuove cariche ai vertici della Banca. Alla Presidenza come noto Pier Carlo Padoan, mentre il nuovo Amministratore Delegato è il banchiere romano Andrea Orcel.

Ebbene ha creato un certo scompiglio la retribuzione del nuovo Amministratore delegato sette milione e mezzo di euro. Tuttavia è bene precisare come è stato attribuito questo importo, la retribuzione diciamo classica sarà di 2,5 milioni di euro alla quale è stato aggiunto un premio in azioni della Banca del valore di 5 milioni di euro.

Tornando fra gli umani, cari ascoltatori, non mi capita mai, ma in questo video voglio fare un’eccezione, vorrei leggervi un post che Ilaria Bifarini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, perché l’ho trovato davvero esemplare, splendido, sentite:

“C’è chi non può esprimere la propria opinione per non subire ritorsioni nell’ambiente di lavoro, chi per mero interesse, chi per piaggeria e chi per mera paura di non sentirsi accettato dal branco, o meglio dal gregge.

La gran parte, con un meccanismo adattativo per lo più inconscio, finisce per abbracciare completamente il discorso dominante, lo fa suo, fino a divenirne, in certi casi, un fervente fautore, capace di mentire a se stesso meglio di chiunque altro.

Personalmente ho condotto ogni scelta di vita nella direzione di essere libera dalle ingerenze esterne, da modelli illusori e perfino da quel godimento narcisistico che ci porta a scegliere le strade apparentemente più luccicanti.

In un momento drammatico come questo, in cui la dittatura è divenuta realtà, sono fiera di poter trasgredire e rivendicare la mia libertà in ogni modo, senza paura di ritorsioni e perdite di relazioni”.

Non devo aggiungere assolutamente nulla, è semplicemente perfetto così!