Le sanzioni boomerang

Lo avevamo previsto, ma era proprio una previsione scontata, era ovvio infatti che le sanzioni nei confronti della Russia si sarebbero ritorte contro di noi.

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Lo avevamo previsto, ma era proprio una previsione scontata, era ovvio infatti che le sanzioni nei confronti della Russia si sarebbero ritorte contro di noi.

I prezzi delle fonti energetiche che importavamo dalla Russia hanno avuto un boom, e non abbiamo ancora subito le conseguenze, gli effetti deleteri è probabile che li vedremo in tutta la loro gravità dal prossimo autunno.

Le nostre aziende esportatrici avevano nella Russia un mercato di primordine, i russi sono ottimi pagatori e soprattutto innamorati del “Made in Italy”.

Ma voglio soffermarmi ora su un settore che forse più di ogni altro è stato penalizzato da queste insensate sanzioni, mi riferisco al comparto turistico.

Tutti noi sappiamo che per gli operatori turistici i russi sono clienti di primordine, spendono molto, non si lamentano mai, insomma di più non gli si può chiedere.

Sono turisti di fascia alta, quindi a patire maggiormente la loro assenza sono le nostre località turistiche più rinomate, come la Costa Smeralda e la Versilia, ma a patire l’assenza dei turisti russi sono anche gli alberghi di lusso delle città d’arte.

La Sardegna paga un prezzo incredibile, in Costa Smeralda ed al Forte Village di Santa Margherita di Pula non si è visto nemmeno un russo. 

Ed il Forte Village è un resort da 1.000 a 2.000 euro e anche più al giorno, solo per capire quale siano i mancati introiti per queste strutture.

Stesso discorso per Portofino, e per Cortina.

Citiamo solo un nome per tutti: Roman Abramovich.

L’ex Presidente del Chelsea, il cui Yacht in questa stagione era sempre ormeggiato al largo di Capri quest’anno non c’è, si trova in Turchia.  

Al momento pare che ad Ischia il calo del turismo si possa calcolare fra il 50 ed il 90%.

Ed infine, come detto, quasi azzerate anche le presenze di turisti russi nelle città d’arte, il Presidente del Centro Studi Federalberghi Roma a tal proposito non ha usato mezze misure sentite cos’ha dichiarato "Il turismo russo è mancato totalmente, ed erano dei turisti ambiti perché accanto alla sistemazione alberghiera affiancavano importante spesa che alimentava il commercio della città".

Confermando così ciò che sapevamo già.

C’è però una notizia positiva che, curiosamente, viene sottolineata con enfasi addirittura dall’Ansa, ossia dalla nostra più nota agenzia di Stampa, e la notizia è … che non sono calati i turisti ucraini!

Ohibò! Ma questa è una notiziona, non sono diminuiti i turisti ucraini? Cose da non credere.

Ma naturalmente i media mainstream cosa ci raccontano? Parlano di un boom del turismo. Anche se forse non tutti la pensano allo stesso modo.

Nel 2020 il turismo in Italia si è praticamente azzerato, nel 2021 non poteva che crescere, rispetto al nulla qualunque minimo risultato è positivo.

Anche in questa prima parte del 2022, fra l’altro aiutata da un caldo torrido, era ovvio che avremmo avuto un segno più del comparto rispetto allo scorso anno, ma … leggiamo da Rimini News:

Il turismo torna a crescere ma non decolla, c'è ancora da recuperare terreno rispetto al pre-Covid

Secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio rispetto all'anno pre-covid 2019 "i numeri rimangono ancora negativi", con gli arrivi sotto del 20% e le presenze del 19%.

Insomma non possiamo parlare di un successo clamoroso, perlomeno per Rimini.

Ma riteniamo che i dati nel resto del Paese non si discostino di molto, sapere che gli arrivi e le presenze siano oggi inferiori del 20% rispetto a quelle registrate nel 2019, non ci deve far piacere.

Un’ulteriore conferma arriva da una regione a grande vocazione turistica, una regione nella quale il turismo è una voce importantissima del proprio Prodotto Interno Lordo, stiamo parlando del Veneto, che fa segnare risultati ancora peggiori.

È chiaro che rispetto al 2021 e non parliamone neppure, rispetto al 2020 i numeri sono in netto aumento, ma nei primi quattro mesi dell’anno il raffronto con il 2019, ossia nell’anno pre-Covid, è impietoso: -31,9%.

Ok i conti li faremo alla fine della stagione, ma è indubbio che il comparto turistico, seppur in ripresa, non ha smaltito il Covid, e le sanzioni alla Russia sono state il classico autogol dell’ultimo minuto, quello che non ti dà il tempo per recuperare.

Purtroppo come sappiamo, a Bruxelles si parla solo di inasprire addirittura le sanzioni, si sparano numeri a casaccio sulle perdite che avrebbe subito la Russia senza citare le perdite che invece abbiamo subito noi, perdite certamente più rilevanti.

C’è un solo politico in Europa che apertamente chiede di ritirare le sanzioni contro la Russia, sentite le sue parole:

Auspico che le sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin scompaiano per evitare all'Europa di ritrovarsi dinanzi ad un blackout, in particolare, rispetto alle importazioni di gas

Queste sanzioni non servono assolutamente a niente, se non a far soffrire i popoli europei.

Parole sante pronunciate in occasione di una conferenza stampa all'Assemblea Nazionale di Parigi,da Marine Le Pen.

Avremmo voluto sentir dire parole simili da Giorgia Meloni, ed effettivamente le aveva dette, il 7 aprile scorso, a Porta a Porta la Meloni ha detto “L’Europa pagherà caro le sanzioni contro la Russia” peccato che il 23 luglio scorso, ossia dopo le dimissioni di Draghi è l’annuncio delle prossime elezioni che si terranno il 25 settembre abbia invece dichiarato che:

un eventuale governo guidato da Fratelli d’Italia continuerebbe a sostenere l’Ucraina insieme agli altri paesi europei e occidentali.

No comment!