Scuola: disastro DAD! Ecco le nuove regole anti-Covid!

Dopo due anni di Covid sembra che l'istituzione scolastica non abbia imparato nulla. Il ministro Patrizio Bianchi, alla guida del MIUR, aveva ad ogni costo voluto la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia. Ma tra regole complesse, tracciamenti saltati, genitori in confusione e studenti in balia di scelte di terzi, il sistema scuola affanna e decide di semplificare le regole anti covid, che dovrebbero arrivare lunedì 30 gennaio.

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Dopo due anni di Covid sembra che l'istituzione scolastica non abbia imparato nulla. Eppure, se escludiamo il lockdown del 2020 che aveva obbligato la chiusura delle scuole e richiesto di implementare la didattica a distanza con grandi difficoltà per insegnanti, studenti e famiglie, il 2022 la storia si ripete, con regole che invece hanno mandato in tilt molte scuole e soprattutto migliaia di famiglie.

Il ministro Patrizio Bianchi, alla guida del MIUR, ministero dell'istruzione, università e ricerca, aveva ad ogni costo voluto la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia, non intravedendo alcun rischio, ritenendo anzi la scuola come il luogo più sicuro. E già su questo punto si possono aprire decine di discussione, in quanto tutti i protocolli messi in campo per mantenere aperte ogni attività, secondo una parafrasi delle parole del ministro dell'istruzione, sarebbero inefficaci. Protocolli per andare al cinema in sicurezza, per effettuare attività sportiva in sicurezza, per accedere ai negozi, risulterebbero di un livello di efficacia minori se l'unico posto sicuro per i ragazzi da 3 a 18 anni fosse la scuola.

Ma i dati smentiscono queste affermazioni, perchè dopo 19 giorni dalla riapertura delle scuole, e per alcune regioni dopo 22 giorni (alcune regioni hanno riaperto le scuole il 7 gennaio, altre il 10 gennaio 2022), i dati sono impietosi.

Circa il 20% dei ragazzi non è a scuola, secondo i dati dell'ultimo monitoraggio e in base a quanto lo stesso ministro Bianchi ha confermato il 28 maggio a margine della visita al Campo di Fossoli, nel Modenese, per il 'viaggio della memoria'.

Inoltre le regole di auto sorveglianza e DAD si sono dimostrate un flop a distanza di tre settimane, tanto che lunedì 31 gennaio il CdM dovrebbe approvare le nuove modalità di gestione Covid nelle scuole.

Regole Covid a scuola: quelle in vigore come funzionano

Il sistema scolastico italiano è un enorme pachiderma che si muove nella più angosciante burocrazia. E questa inevitabilmente trascina con se inefficienze, autogestioni (dal momento che i singoli dirigenti scolastici hanno autonomia decisionale essendo dei pubblici ufficiali) e rendono sempre meno qualificante l'ambiente scolastico.

Le attuali regole per la gestione Covid nelle scuole sono in vigore dal 10 gennaio e sono state modulati in base al grado della scuola.

NIDI E SCUOLE DELL'INFANZIA. Sono le scuole frequentati dai più piccoli e che fino a 5 anni non possono ricevere la vaccinazione anti-covid. Per loro, in caso di una sola positività, si sospende l'attività didattica per 10 giorni che invece diventeranno di quarantena, e per il rientro è necessario un tampone negativo, molecolare o antigenico.

ELEMENTARI. Per i bambini dai sei agli undici anni, le regole sono più flessibili ma con un obbligo di test anche in caso di una positività. Infatti con un solo caso positivo in classe, gli altri alunni devono fare un tampone il prima possibile e poi dopo cinque giorni.  Con due casi di positività invece scatta la didattica a distanza per 10 giorni. 

SCUOLE MEDIE E SUPERIORI. In queste scuole invece la didattica a distanza si attiva con tre casi di positività in classe, per dieci giorni. Con un solo caso di positività, gli altri alunni continuano a frequentare la scuola indossando però la mascherina FFP2 per 10 giorni dalla data di accertamento del caso, ed effettuando auto sorveglianza. Con due casi di positività, invece la scuola in presenza è consentita solo a chi ha effettuato il ciclo vaccinale completo da non più di 120 giorni o sia guarito dal Covid da non più di 120 giorni, o sia guarito da più di 120 giorni ma abbia fatto la dose di richiamo. Per tutti gli altri si attiva la didattica a distanza con obbligo di quarantena di 10 giorni e rientro in classe con test negativo. 

Nuove regole a scuola per i casi Covid: cosa cambia

La giungla di regole e regolette, ma soprattutto la difficoltà di tracciamento da parte delle ASL territoriali, e i ritardi di comunicazione della positività da parte delle famiglie stanno mettendo in ginocchio il sistema scolastico. Se nè è reso conto il governo che corre ai ripari. E così ecco le nuove regole che con molta probabilità saranno approvate dal consiglio dei ministri lunedì 30 gennaio.

La novità più rilevante è quella della trasformazione della quarantena in auto sorveglianza con la possibilità di ritorno in classe con un test negativo senza la necessità di ricevere il certificato medico. Questa varrebbe solo per le scuole medie e superiori dove si presume che la vaccinazione possa favorire una semplificazione delle regole.

Altra novità sarebbe l'abolizione del tampone per gli studenti vaccinati (con ciclo completo) che sono contatti con un positivo, con il solo obbligo di indossare la mascherina FFP2 per dieci giorni.

La semplificazione si rende necessaria perchè ci si è resi conto che le attuali regole sono di difficile applicazione con un enorme impatto sull'organizzazione scolastica. Ma secondo le parole del ministro Patrizio Bianchi invece la motivazione è un'altra

Noi dobbiamo, così come avevamo promesso, seguire l'andamento della pandemia semplificando man mano che andiamo avanti. Lo facciamo con delle norme e quindi lo faremo nel consiglio dei ministri di inizio settimana.

A giorni sono attese le circolari attuative.

Scuola, Covid e DAD: cosa si deve fare

Molte famiglie si staranno interrogando cosa potrebbe succedere da lunedì 31 gennaio, sul fronte della gestione delle positività nelle scuole.

Il caos dilaga come lo avevano già preannunciato prima della riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia sia il presidente dell'associazione presidi che diversi governatori delle regioni. Eppure il ministro dell'istruzione non ha sentito ragioni ed ha scommesso sulla capacita della scuola di reggere l'onda d'urto.

Scommessa vinta o persa? Secondo le diverse testimonianze di famiglie in difficoltà con le regole confuse imposte dal ministero si potrebbe dire che c'è stata una sconfitta. 

Emblematico il caso scoppiato in una scuola primaria di Rimini, come riporta il giornale Newsrimini, dove il caos tra tamponi e quarantene ha fatto infuriare diverse mamme.

Ma la situazione non è certo migliore in altre località d'Italia. Anche nel Lazio ad esempio il presidente dell'associazione nazionale presidi per il Lazio Cristina Costarelli esprime la sua perplessità:

Siamo preoccupati dai dati. Lunedì prossimo nel Lazio avremo circa 17.500 studenti assenti perché positivi al covid. Il trend di contagi che abbiamo riscontrato è tale che entro pochi giorni dal rientro metà delle classi saranno in quarantena. 

Cosa deve fare allora il genitore? Al momento nulla se non seguire le istruzioni fornite dal proprio istituto scolastico sperando che siano sempre attuali, complete e corrette e farsi consigliare dal proprio medio e pediatra per la gestione dei tamponi, anche se ogni regione ha adottato dei percorsi differenti. 

Scuola e casi Covid: cosa succede

Il premier Mario Draghi, al suo insediamento da presidente del consiglio dei ministri, aveva detto che una delle priorità del governo era quello di consentire agli studenti di poter frequentare la scuola. Ma tra una priorità ed una volontà a tutti i costi c'è molta differenza. E la sfida del ministro Patrizio Bianchi sembra che sia stata proprio quella di una scuola aperta a tutti i costi, anche se al monitoraggio del 26 gennaio, il 20% degli studenti italiani è a casa con una DAD che comunque stenta a decollare. 

Forse quel 20% di studenti non ha diritto ad una formazione ed istruzione come gli altri 80%? E quali implicazioni ci sono in caso di classi spaccate tra studenti in presenza e studenti in quarantena, quando ci sono due positività?

Al 20 gennaio secondo il monitoraggio del MIUR, con un grado di copertura dell’82% su 374.740 classi,  il 93,4% delle classi erano in presenza. Su un totale di 7.362.181, gli alunni in presenza erano l’88,4%

Dopo una settimana, al 28 gennaio 2022, i dati peggiorano con una riduzione di 8 punti di classi in presenza.

Quindi la sfida non è proprio vinta. E sicuramente la semplificazione delle regole, tra tamponi, quarantene e DAD dovrebbe rendere più agevole la continuità scolastica e dovrebbe ridurre anche l'impatto sulle famiglie che restano e resteranno sempre l'istituzione fondante dell'Italia, senza le quali tutto crolla, e che molte volte viene dimenticata da chi ci amministra.