A settembre inizia la scuola ma, quest’anno, il rientro sarà un po’ più complesso del solito.

Il periodo che è sempre stato il meno atteso dalla maggior parte degli studenti, oggi si carica di entusiasmo e speranza.

Sentimenti che, durante l’emergenza pandemica, non hanno potuto esprimersi e che convogliano in questa nuova parvenza di normalità.

Finalmente si potranno svolgere le lezioni in presenza e ricominciare a costruire relazioni sociali, tenendo sempre conto delle mascherine e dell’importanza del Green pass.

Vediamo cosa cambierà nelle scuole e quali modalità di frequenza vengono previste dal Miur, per le università.

Scuola e università: sicurezza sempre al 1° posto

Il primo incontro al tavolo delle decisioni in materia di rientro a scuola si è tenuto giusto ieri, giovedì 26 agosto 2021 con la partecipazione dei sindacati firmatari e del Ministero dell’Istruzione.

Tra i temi posti al centro della discussione però, non ci sono solo quelli che ancora provocano tensione nell’ambiente, ma anche:

  • disabilità
  • inclusione scolastica (studenti stranieri)
  • diritto allo studio
  • dialogo tra scuola e famiglie
  • educazione e cura per i piccoli
  • attività laboratoristi
  • refezione scolastica
  • misure di prevenzione e sicurezza
  • sostegno psicologico agli studenti 

Tutte questioni che devono essere trattate con la massima delicatezza e serietà e per le quali non basta soltanto sedersi a parlare, bensì convocare anche i tavoli regionali e istituire una linea di comunicazione e assistenza a supporto delle istituzioni scolastiche.

Nel complesso, il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi si dice molto propositivo, ricordando il lavoro di decine di migliaia di persone per contribuire alla ripartenza scolastica.

In termini monetari sono già stati sbloccati e resi disponibili 350 milioni di euro di fondi destinati all’acquisto di beni e servizi strumentali per l’avvio dell’anno scolastico in totale sicurezza.

In aggiunta, spiega orizzontescuola.it:

“ci sarà un intervento di carattere sperimentale, che consisterà nell’attribuzione di risorse per complessivi 22 milioni di euro alle scuola con più di 5 classi con parametri di affollamento superiori a quanto previsto dalla normativa vigente.”

In modo tale da evitare il formarsi delle cosiddette “classi pollaio”, ovvero aule ad alto tasso di affollamento.

Scuole e università: obbligo mascherina, per chi?

Il rientro a scuola è vicino e uno degli accessori più acquistato nei supermercati e nelle farmacie è la mascherina.

Ormai ci siamo tutti abituati, volenti o nolenti, ad averla addosso quando entriamo in spazi coperti ma per i bambini delle elementari la cosa risulta nuova.

Eppure, è il primo dei provvedimenti messi in campo dal Miur nell’ambito scolastico.

Le mascherine chirurgiche o trasparenti ( in situazioni particolari come disabili e non udenti) verranno distribuite dalla struttura commissariale alle scuole, come previsto dalle indicazioni del CTS.

Tutti gli studenti dai 6 anni in su dovranno portarla obbligatoriamente anche quando siedono al proprio banco, mentre nelle scuole materne si raccomanda la didattica a gruppi stabili e dovranno essere usate dagli insegnanti.

Spiega ilsole24ore.com:

“si può derogare a tale obbligo nelle classi composte da alunni integralmente vaccinati o guariti da Covid-19”

o qualora vi fossero banchi distanziati a dovere.

Su questo argomento hanno esercitato la propria potestà parentale i genitori delle scuole primarie e secondarie, portando l’illogicità dell’obbligo della mascherina in situazioni di adeguato distanziamento.

Del resto, la distanza di un metro non è più obbligatoria, ma solo vivamente raccomandata.

In più, lo stesso MIUR consiglia di tenere le finestre aperte per consentire la giusta areazione all’aula o, su iniziativa dei singoli istituti, optare per apparecchi filtranti.

Spiega altalex.com:

“ gli stessi sostengono che l’impugnata disposizione del DPCM sarebbe illogica, priva di motivazione, tecnicamente impassibile e, altresì, fioriera di potenziali danni alla salute psico-fisica dei bambini”

Un aspetto piuttosto importante che dev’essere considerato rispettando tutela e salute psicologica degli studenti, indipendentemente dall’emergenza sanitaria vigente.

Le alternative ci sono, basterebbe solo applicarle.

Scuola e università: studenti e docenti, cosa succede in caso di positività?

Oltre alla mascherina sono stai messi in campo altri provvedimenti per garantire sicurezza e tutela agli studenti.

Già all’entrata dell’area coperta dalla scuola, sono previsti turni di entrata e di uscita degli studenti in modo da scongiurare  il formarsi di ogni tipo di assembramento, sia nell’istituto sia nei mezzi pubblici.

Possono essere accompagnati da un solo genitore e prima di partire da casa sono tenuti a misurare la propria temperatura corporea.

Questo passaggio è di fondamentale importanza perché se anche un solo studente dovesse risultare positivo, scatterebbe immediatamente la quarantena secondo la modalità prevista dall’ASL:

  • 7 giorni per i vaccinati
  • 10 giorni per i non vaccinati

e dovrebbe sottoporsi a tampone non appena viene abilitato al rientro.

Questo vale anche per i docenti e i membri del personale scolastico e se il focolaio perdura, si procederà a chiudere la scuola.

Il video di Fanpage.it spiega come funzionerà la quarantena:

Scuola e università: il green pass è obbligatorio!

Sono soltanto i primi due provvedimenti e già potrebbe sembravi troppo, ma quando si parla della salute dei propri figli, in realtà non c’è n’è mai abbastanza.

Un altro argomento che viene spesso riportato dalle testate giornalistiche è quello del Green pass ( leggi il mio articolo).

Ne abbiamo sentite di cotte di crude ma a quanto pare, ormai dobbiamo farci l’abitudine e come noi, anche il personale della scuola.

Spiega tg24sky.it:

“Il certificato verde è obbligatorio per il personale scolastico e per tutti coloro che entrano nelle scuole. Chi non è vaccinato o non è guarito dal covid o non ha l’esenzione dal vaccino deve sottoporsi a tampone a sue spese ogni 48 ore.”

Il Ministero dell’Istruzione ne conferma la presenza e oltre a questa, predispone una piattaforma in grado di incrociare codici fiscali e dati di vaccinazione del personale.

La situazione viene poi restituita alle scuola in maniera più semplice, secondo un provvedimento formale che il Gdpr ha già chiesto di adottare.

I docenti e i membri del personale scolastico senza Green pass, dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021 non potranno accedere in alcun modo alle scuole

Rischiano la sospensione (qualora non provvedano ad averlo entro 4 giorni) e non ricevono lo stipendio.

Il personale che possiede il certificato di esenzione può evitare di sottoporsi a tampone per accedere agli spazi scolastici ma viene esclusa ogni possibilità di autocertificazione da parte dei lavoratori.

Il medico competente sarà responsabile della sorveglianza sanitaria e provvederà lo screening per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori, soprattutto quelli più fragili.

Si è sentito parlare anche della possibilità di “consegnare” ai presidi ( o ai loro delegati) il controllo della certificazione ma a quanto sembra è solo un’ipotesi.

Sia il Gdpr che il Miur sono ancora alla ricerca di una soluzione più agevole.

Chi non dovesse rispettare tutti i provvedimenti visti finora sarà soggetto a sanzioni, veri e propri atti legati all’inadempimento di previsioni di legge e non banali procedure disciplinari.

La cosa si fa seria, non si scherza più.

Scuola e università: quali differenze ci sono e come cambiano le regole?

Finora abbiamo visto tutte le regole applicabili al rientro a scuola, ma cosa cambia per le università?

Innanzitutto, trattandosi di istituti frequentati da ragazzi e ragazzi ormai adulti, vige l’obbligo del green pass sia per studenti che per i docenti e il personale a meno che, non si presenti certificazione medica che attesti l’esenzione dal vaccino.

L'articolo di Giulia Governa per trend-online approfondisce l'argomento indicando tutto ciò che bisogna sapere sul Green pass a scuola.

Le lezioni riprenderanno in modalità mista, ovvero 50% in presenza e 50% in modalità telematica (almeno per il primo semestre) nelle aule virtuali sull’app Teams o nell’app di Ateneo al quale si appartiene.

Nel caso in cui ci si presenti fisicamente a lezione, si deve utilizzare l’app Presente per verificare la disponibilità di posti e ricevere le comunicazioni da parte dei docenti, e indossare sempre la mascherina.

Stesse modalità anche per esami scritti e orali che, in caso di sostenimento a distanza vedranno l’utilizzo di Zoom.

Gli esami finali per conseguire la laurea verranno svolti in presenza secondo il regolamento di Ateneo e secondo quanto previsto dalle norme in materia di prevenzione e sicurezza.

L'ingresso al pubblico sarà consentito in maniera limitata e, se lo si preferisce, sarà possibile conseguire la laurea telematicamente, come è stato fatto nel 2020 e per i primi mesi del 2021.

Scuola e universià: un rientro che ci preoccupa

Abbiamo passato un lungo periodo distanti da tutto quello che ci faceva sentire più vicini alla nostra normalità.

Abbiamo indossato mascherine di diversi tipi, atteso buone notizie alla tv, igenizzato le mani a tal punto da farci venire l'eritema e pregato per qualcuno che amavamo e che ora non c'è più.

Eppure, a distanza di un anno siamo ancora qui, sopravvissuti ad un emergenza pandemica che molto probabilemente verrà riportata nei testi scolastici delle prossime generazioni. 

Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per lavorare, tutelare la nostra famiglia ed ora che la scuola e le università ricominciano temiamo che situazioni gravi possano ripresentarsi.

Secondo le fonti reperite sul web e le ultime news alla televisione, sembrerebbe tutto piuttosto controllato e studiato al millimetro al fine di garantire maggiore tutela e sicurezza agli studenti. 

Speriamo vivamente che sia così, che i fondi erogati dallo Stato possano agevolare il sostenimento di questa situazione temporanea e che si possa ricominciare a vivere serenamente. 

Non solo per noi, ma per i nostri figli.