Anche oggi parlo delle intenzioni di voto degli italiani poiché è stato reso noto un sondaggio che You Trend ha realizzato per Sky Tg 24, il primo sondaggio dopo la rottura fra il Pd di Letta ed Azione di Calenda.

Ed il risultato del sondaggio è veramente sorprendente, probabilmente Calenda, quando ha visto i numeri deve avere avuto un piccolo mancamento.

In effetti forse molti di noi avevano sottovalutato che in precedenza i sondaggisti valutavano sempre Azione, il partito di Calenda insieme a +Europa il partito della Bonino, ed attribuivamo il risultato quasi esclusivamente ad Azione, ed invece …

You Trend prima stimava Azione e + Europa al 4,6% ora +Europa è data all’1,6%, ma Azione dal 3% è crollata al 2%, per Calenda sarebbe un vero e proprio shock.

Naturalmente il calo di Azione sarebbe dovuto al fatto che gli elettori non avrebbero gradito lo strappo nei confronti del PD, ma stiamo parlando di una fuga del 33% (dal 3 al 2%) delle intenzioni di voto non pare un po’ esagerato?

Sotto un certo punto di vista … sì, ma ragionandoci bene le implicazioni di quello strappo sono davvero serie.

Allora, Calenda era riuscito a strappare a Letta un vantaggioso accordo, il 30% dei posti ad Azione e +Europa, rispetto al 70% che sarebbero andati al PD era davvero una manna per Calenda. Il Pd è valutato intorno al 22%, significava attribuire ad Azione con +Europa un 6,6% (ossia il 30% del 22%), una percentuale obiettivamente troppo ottimistica.

Va inoltre tenuto conto che +Europa non è realistico che superi il 3%, ma l’1% sì, quindi per la legge elettorale in atto aiuterebbe la coalizione ma non porterebbe persone in Parlamento, il tutto a vantaggio appunto di PD ed Azione.

Ma c’è un aspetto che è ancora più importante, l’accordo con Letta di fatto sollevava il partito di Calenda nel dover raccogliere firme per presentarsi alle elezioni. Una fatto estremamente rilevante.

Raccogliere migliaia di firme in questo periodo sarebbe stato particolarmente gravoso per il partito di Calenda. Quindi l’aver fatto saltare quell’accordo ha posto Azione in una situazione più che imbarazzante: deve trovare un partito che sia già in Parlamento e quindi sia esentato dalla raccolte delle firme.

E non è che ci sia l’imbarazzo della scelta, tutt’altro, se escludiamo un accordo con Tabacci e Di Maio, rimane solo Italia Viva, il partito minuscolo di Matteo Renzi che tuttavia si troverebbe con il coltello dalla parte del manico.

L’accoppiata Renzi Calenda dovrebbe superare agevolmente il 3%, ma obiettivamente non avrebbe alcuna chance nei collegi uninominali.

Ed arriviamo così al sondaggio di You Trend per quanto riguarda le coalizioni, partendo dal Centrosinistra. Al momento la coalizione di Centrosinistra è formata da Partito Democratico di Letta al 22,3%, Sinistra Italiana di Fratoianni ed Europa Verde di Bonelli insieme al 3,9%, +Europa della Boninoall’1,6% ed Impegno Civico di Di Maio all’1,5%. Per un totale del 29,3%.

Il Centrodestra è invece formato da Fratelli d’Italia al 24,2%, Lega al 14%, Forza Italia al 8,9%, Noi con l’Italia, l’Italia al Centro di Toti e Lupi allo 0,8%, UDC Coraggio Italia di Cesa e Brugnaro allo 0,3% (non capisco perché il Centrodestra non faccia a meno di questi pseudo partiti che possono creare solo problemi) comunque … in totale si arriva al 48,2% insomma 20 punti di distacco.

Visto che la legge elettorale è in parte maggioritaria, in una simile situazione si può addirittura ipotizzare che il nuovo Parlamento possa essere formato per il 70% da esponenti del Centrodestra. 

Una maggioranza schiacciante che permetterebbe alla nuova maggioranza perfino di cambiare la Costituzione.

Prima di fare altre considerazioni andiamo a vedere le intenzioni di voto per i partiti che al momento non fanno parte delle due coalizioni principali.

Partiamo dal Movimento 5 Stelle di Conte che torna in doppia cifra al 10,6%, a seguire attenzione attenzione, Italexit di Paragone che You Trend stima sopra la soglia di sbarramento al 3,2%.

Rimangono sotto la soglia di sbarramento Italia Viva di Renzi al quale si è aggiunto Pizzarotti al 2,2%, Azione di Calenda come dicevamo al 2% e Unione Popolare di De Magistris allo 0,7%.

Da segnalare che gli indecisi e gli astenuti sono, come sempre, il primo partito essendo il 38,7% degli aventi diritto al voto, e quindi le cose potrebbero ancora cambiare.

Che considerazioni finali si possono fare. La prima che mi viene in mente è quella di sottolineare l’ottima strategia della campagna elettorale del Centrodestra che consiste nel … nel non fare campagna elettorale.

Ormai l’avversione del popolo per la politica ha fatto sì che le strategie elettorali vengano completamente capovolte, non vince chi parla, al contrario, vince chi sta zitto.

La Meloni, Salvini e Berlusconi, come potete notare, tengono un profilo basso, si fanno vedere il meno possibile, e lasciano che nel Centrosinistra si azzuffino, in questo modo guadagnano consensi.

L’altra considerazione è che la situazione nel Centrosinistra è davvero ingarbugliata, Renzi e Calenda insieme, infatti, dovrebbero superare agevolmente il 3% e non è detto quindi che abbiano convenienza a ritornare all’interno della coalizione di Centrosinistra, a meno che Letta per riaverli all’interno della coalizione non sia disposto a cedere molto, ma così scontenterebbe oltre agli attuali alleati, anche il suo stesso partito.

Insomma stiamo a vedere, sicuramente nei prossimi giorni avremo senza dubbio novità al momento imprevedibili.