Polemica rovente per il sondaggio reso pubblico dalla società IPSOS di Nando Pagnoncelli. Innanzitutto ricordiamo solo che la società IPSOS non è una azienda italiana, bensì una multinazionale francese con sede a Parigi.

E’ una delle società di ricerche di mercato e di consulenza più grandi al mondo, ha quindi sedi in tantissimi Paesi del mondo e naturalmente anche in Italia.

La filiale italiana è diretta, come detto, dal noto sondaggista Nando Pagnoncelli.

Ebbene, recentemente la società ha pubblicato il risultato di un sondaggio sulla propensione al voto degli italiani, e l’esito è stato sorprendente.

Dopo diverso tempo, infatti, in vetta alla classifica non troviamo più la Lega, bensì il Partito Democratico di Enrico Letta, e, ulteriore sorpresa, la Lega non scende nemmeno al secondo posto poiché viene scavalcata anche da Fratelli d’Italia.

Subito Salvini ha alzato i toni, facendo notare che la società Ipsos “lavora per il Partito Democratico”, una affermazione che, per quanto abbiamo detto, è fondamentalmente non corretta.

Un conto è dire che il Partito Democratico quando richiede un sondaggio si rivolge alla società IPSOS, un altro è dire che l’IPSOS lavora per il PD. 

IPSOS nel mondo fattura quasi due miliardi di euro, per quanto il PD sia di sicuro un loro cliente certamente contribuirà in maniera infinitesima al fatturato dell’azienda.

Detto questo, però, non è impossibile che il sondaggio sia in un certo senso … pilotato, almeno parzialmente. Ebbene voi sapete che la statistica è il mio campo di interesse, quindi si tratta di un argomento nel quale posso parlare con cognizione di causa.

Già avevo fatto un video in tal senso, ma, come dicevano i latini … repetita iuvant.

E’ chiaro che le società di rilevazione dati, insomma quelle che fanno sondaggi, possono essere tentate di dare un piccolo aiuto alla società committente, ossia la società che gli commissiona il lavoro, insomma il loro cliente, che naturalmente è quello che paga il sondaggio.

Ciò ovviamente, non sarebbe né eticamente né professionalmente corretto, ma capiamo tutti che è comprensibile. 

Tuttavia, da questo punto di vista, la società di rilevazione dati non deve “esagerare” nel propendere per il proprio cliente, altrimenti naturalmente perderebbe in reputazione, è per una società di rilevazione dati, la reputazione non è tanto … è tutto.

Detto questo, quindi, io penso che se IPSOS viene incaricata dal Partito Democratico per condurre un sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani, magari può propendere un po’ per il cliente, potrebbe farlo molto facilmente, semplicemente sovrappesando il campione nelle regioni cosiddette rosse.

E’ chiaro che in questo modo l’esito del sondaggio va a sovrappesare il dato del PD.

Ma, ripeto, ammesso e non concesso che sia potuta accadere una cosa simile, a mio avviso vanno invece fatte alcune considerazioni.

Salvini e la Lega devono riconoscere che il Partito sta perdendo consensi da diverso tempo e questo fenomeno non si è esaurito, sta continuando. 

Nonostante Salvini stia continuando ad intestarsi quelli che ritiene i successi del Governo Draghi, ad esempio le aperture attuate in queste ultime settimane, la Lega non aumenta i consensi, anzi, continua a perderli.

A perderli a vantaggio di Fratelli d’Italia che nel precedente sondaggio aveva superato il Partito Democratico avvicinandosi alla Lega.

Ed anche quest’ultimo sondaggio della IPSOS ha avvalorato l’ascesa di Fratelli d’Italia, ma ora è necessario fare delle considerazioni tecniche.

Ebbene, Pagnoncelli ha avuto anche partita facile a rispondere agli attacchi che gli sono piovuti dalla Lega e da Salvini in particolare, il noto sondaggista italiano ha bollato i leghisti dicendo che reagiscono come “vergini offese” ed ancora ha aggiunto: "Non bisogna essere Gallup per capire che tre partiti nello spazio di 0,7% non significa nulla, perché la differenza rientra nel margine di errore statistico".  

Una breve parentesi, George Gallup è stato il primo e comunque senza dubbio il più noto sondaggista del secolo scorso, chiusa la parentesi. 

Tuttavia Pagnoncelli ha ragione nel segnalare che tre partiti nello spazio di sette decimi di punto percentuale rientrano nel margine di errore statistico. Forse è bene specificare questo concetto, anche se si tratta di un concetto banale.

Se viene fatto un sondaggio è perché non si possono avere tutti i dati completi, ovviamente tutti i dati completi si avranno solo quando si faranno le elezioni. Solo in quel momento si avrà il risultato “vero” quello di tutti gli italiani.

Un sondaggio si fa attraverso un campione, ossia un numero limitato di persone che vengono scelte come rappresentanti dell’intera popolazione. Ma ovviamente il risultato ottenuto è soltanto un risultato statistico, e quindi soggetto ad un errore.

Questo errore statistico viene scelto a priori e si può esprimere in percentuale, chiaramente più il campione è piccolo e più l’errore statistico è elevato e viceversa.

Normalmente questo errore viene valutato intorno al 5%. In altre parole io, società di rilevazione dati, fornisco un risultato, ma quel risultato può variare, casualmente di un 5%. Se quindi la mia previsione differirà dal dato reale al massimo di un 5% la mia previsione si rivelerà esatta perché all’interno dell’errore statistico, se invece supererà l’errore statistico fissato a priori la mia previsione si potrà dire errata.

Attenzione al 5%, perché si intende il 5% come campo di variazione del dato. 

Occorrerebbe a questo punto utilizzare delle formule matematiche, anzi statistiche, che naturalmente vi risparmio e vi chiedo di fidarvi di me.

Se un partito viene stimato al 20% e la numerosità campionaria si aggira intorno alle mille unità, l’errore del 5% in più o in meno significa che il dato può variare da un  -2,45 ad un +2,45% quindi da un 17,55% ad un 22,45%.

Ovviamente se la numerosità campionaria fosse superiore, ammettiamo 2.000 unità la forchetta si restringerebbe ad un 1,73% in più o in meno, ossia andrebbe da 18,27% ad un 21,73%.

Ma comunque vedete che i risultati comunicati da Pagnoncelli ossia PD al 20,8%, Fratelli d’Italia al 20,5% e Lega al 20,1%, fra PD e Lega ossia fra il primo ed il terzo, c’è una distanza di solo 0,7% quindi rientra senza dubbio nei limiti dell’errore statistico. 

Ciò significa che se anche fosse l’inverso, ossia prima la Lega e poi il PD, il sondaggio della IPSOS non potrebbe dirsi errato, visto che appunto la differenza rientrerebbe nella possibilità di un errore statistico.

Detto ciò, spero di esser stato chiaro, capisco che comunque la classifica primo secondo terzo, ancorché con distanze minime, ha un impatto mediatico. In altre parole dire PD primo partito in Italia, fa un certo effetto.

Però, e qui mi permetto un’altra mia considerazione, io non sarei sorpreso perché il PD è un partito che guadagna consensi se è al Governo, perché è il classico Partito governista, ossia che sa sfruttare le leve del comando in termini elettoralistici.

In una situazione come quella che stiamo vivendo, ossia una situazione nella quale alla popolazione si incute timore, è chiaro che i cittadini cercano rifugio in quei partiti appunto governativi, che vengono ritenuti più protettivi.

Infine va sottolineato un altro aspetto importantissimo.

Se si ragiona solo in termini percentuali, ed i sondaggisti ragionano solo in quei termini, magari si corre il rischio di non far comprendere le motivazioni del sorpasso di un partito a scapito di un altro.

Infatti il sorpasso di un partito nei confronti di un altro può derivare non solo perché il primo partito guadagna voti, ma perché il secondo partito li perde in favore dell’astensione, ed è molto probabile che stia succedendo proprio questo fenomeno.

L’appiattirsi da parte della Lega su posizioni care a Giorgetti, fa perdere al partito una miriade di voti, si può anche spiegare così il calo della Lega, ossia non stiamo assistendo ad un aumento dei consensi in favore del PD, ma ad un calo dei consensi verso la Lega.