Si è fatto un gran parlare delle quote rosa, naturalmente in tanti campi, ma soprattutto in politica. 

Ebbene, pur riconoscendo che alle donne sono demandate diverse incombenze familiari, per cui, obiettivamente hanno meno tempo per occuparsi di altro, io ho sempre ritenuto che le quote rosa fossero una risposta sbagliata al problema.

Una legge che tutela coloro che sono portatori di un qualche handicap è non solo auspicabile, ma assolutamente doverosa, ma è evidente che non ci si trova in un simile contesto.

Quindi semplicemente ritengo che le persone che devono ricoprire un qualsiasi ruolo siano scelte in funzione delle loro competenze senza distinzione di sesso.

E così anche nelle competizioni elettorali devono partire dalla stessa base senza distinzione di sesso.

Le donne che oltretutto hanno raggiunto posti di responsabilità dovrebbero essere le prime testimonial di questo. 

Ossia devono fungere da esempio per tutte coloro che vogliono impegnarsi nei vari campi professionali.

Purtroppo però, spesso ciò non avviene.

Limitandoci all’ambito politico recentemente è proprio accaduto un fatto che mi ha lasciato sbigottito, chiariamo, non è che mi aspettassi molto da lei, ma neppure che si dimostrasse così sciagurata, mi riferisco alla capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi.

La Boschi, infatti, ha avuto un’uscita che, per usare un eufemismo, giudicherei … infelice.

Ebbene veniamo ai fatti. 

E’ noto che recentemente la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha subito degli attacchi che, come minimo, debbono essere censurati, come suol dirsi … senza se e senza ma.

Cosa dire infatti di Giovanni Gozzini, uno che addirittura insegna all’Università di Siena e che nei confronti di Giorgia Meloni ha usato termini non solo offensivi, ma talmente spregevoli che mi vergogno io a ricordarli.

E più recentemente quell’ignobile gesto accaduto alla Feltrinelli, ossia quello di mettere sugli scaffali a rovescio, il libro scritto dalla Meloni, che sulla copertina riporta il suo volto, e che quindi risulta a testa in giù. Un orribile riferimento, un’altra cosa che mi fa orrore al solo pensiero.

A fatti del genere occorre assolutamente dare la propria solidarietà e basta, non bisogna aggiungere altro.

Invece sentite cosa ha postato Maria Elena Boschi: 

E di cosa ti stupisci Giorgia? Lo ripeto a voce alta: non vorrò mai una premier come te, sovranista, anti europeista, contro Draghi. Bene la solidarietà femminile sul piano personale. Ma sul piano politico io sono orgogliosamente dalla parte opposta alla tua.

Partiamo ad analizzare questo post. Partendo dalla frase centrale: Bene la solidarietà femminile sul piano personale.

Ma no Sig.ra Boschi, ma detta così … quella non è solidarietà, anzi, è l’esatto opposto. 

Messa al centro del post e detta in quella maniera, è evidente che significa … dai sono costretta a dire di essere solidale con te sul piano personale. 

Ed allora che solidarietà è? Ripeto è l’opposto, infatti il post non ha nulla di solidale, è un attacco politico, oltretutto totalmente fuori luogo.

Liquidato il fatto che non è così che si dà la solidarietà ad una collega, seppur una avversaria politica, la solidarietà si dà e basta, non si aggiunge null’altro, altrimenti non è più solidarietà, andiamo ad analizzare il resto del post.

Lo ripeto a voce alta: non vorrò mai una premier come te che frase è??? Che banalità è??? E’ ovvio, la Meloni è una tua avversaria in politica, quindi è banale che tu, cara Sig.ra Boschi, non vorresti mai una premier come Giorgia Meloni.

Ma attenzione perché qui è il clou. Perché la Boschi non vorrebbe mai come Premier Giorgia Meloni, perché la considera sovranista, anti europeista, contro Draghi.

Ma fosse vero!!! Fosse vero!!!

La Boschi usa i termini sovranista, anti europeista e contro Draghi come se fossero delle offese … Maria Elena … sono degli elogi, non sono delle offese, dillo a me dimmi che sono sovranista, anti europeista e contro Draghi, non solo dirai la verità, ma mi renderai felice …

Sì!!! Sono sovranista, anti europeista e contro Draghi!!! E ne sono orgoglioso!!!

Purtroppo invece quei tre appellativi non si addicono a Giorgia Meloni, che non è sovranista, tanto meno anti europeista e neppure contro Draghi, visto che la sua opposizione a questo scriteriato Governo è davvero molto flebile.

Ma non è finita qui, perché la Boschi in una trasmissione televisiva, oltre a tacciare la Meloni di essere sovranista, pensando di dire una cosa ancora più grave ha aggiunto “che a livello europeo guida un partito che ci avrebbe negato i fondi del Recovery Fund".

Ma fosse vero!!! Lo ripeto! Fosse vero che la Meloni sia contraria a quella schifezza del Recovery Fund che sarà la nostra rovina.

Purtroppo però anche questa accusa della Boschi alla Meloni non è vera, e non perché lo dico io, ma pensate, anziché essere orgogliosamente contrari al Recovery Fund, a scanso di equivoci è addirittura intervenuto nella diatriba nientemeno che Ignazio La Russa il quale ha precisato:

"Fratelli d'Italia con la Meloni è stato tra i primi a dire sì al Recovery e anzi a proporre da subito come impiegarlo al meglio".  

Vantatevi pure cari dirigenti di Fratelli d’Italia del vostro sempre sbandierato europeismo, un masochistico europeismo.

Insomma per tornare al tema iniziale, ossia le quote rosa, ecco, l’esempio che vi ho portato mi rende ancora più convinto delle mie teorie, in Parlamento non ci devono andare persone perché avvantaggiate da una legge, ma ci devono andare persone preparate e competenti, uomini o donne non fa differenza.