Lo spread è una parola difficile che resta ancorata alla storia dell'Italia da moltissimo tempo, essendo da sempre uno dei più alti d'Europa.

In materia finanziaria, lo spread non è altro che la differenza di prezzo di due titoli, detta in modo molto rapida e semplice.

In generale quando si sente parlare di spread riferito all'Italia, stiamo praticamente definendo la "distanza" tra il prezzo dei bond governativi tedeschi a dieci anni, i più stabili della zona euro, e quelli italiani calcolati sullo stesso periodo di tempo, cioè tra Btp e Bund.

La spiegazione di Banco Bpm è molto chiara:

"Oggi, il significato comunemente associato al termine è proprio quello della differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato di due diversi Paesi; per esempio, tra il BTP italiano a 10 anni e il Bund tedesco di pari durata. Il decennale tedesco, in particolare, rappresenta il parametro di riferimento per tutte le emissioni degli altri Paesi europei, dal momento che a livello continentale la Germania è ritenuta la nazione economicamente più solida e finanziariamente più affidabile. Non a caso, il Bund è anche tipicamente considerato un bene rifugio."

Abbastanza facile no?

Una comprensione immediata tuttavia non ne semplifica le problematiche relative.

Ogni 100 punti di spread corrispondono all'aumento dell'1% del rendimento dei titoli di stato presi come riferimento in relazione a quelli tedeschi su base decennale.

Un aumento del rendimento, però, è indice di una forte incertezza e di un'economia fragile, poiché più rischiosa e in alcuni casi si può arrivare al default di un intero Paese, un pò come avvenne in Argentina nel 2001.

In Italia lo spread è stato tenuto a bada anche grazie all'operato di Mario Draghi che adesso rischia di lasciare il governo "scoperto" a causa delle elezioni che lo potrebbero addirittura designare come prossimo Presidente della Repubblica, ma questo gli analisti non se lo augurano per niente.

Già un mese fa, Il Giornale dichiarava che se lo spread era ancora sotto controllo proprio grazie al famoso banchiere:

"Ma lo spread è aumentato poco perché c'è Draghi al comando del governo. Fu lui, a suo tempo, a salvare l'euro. Ora secondo i mercati finanziari può salvare noi dalla crisi fiscale. I mercati finanziari si reggono sulla fiducia nei leader capaci di azioni come il whatever it takes, tutto quello che serve e che c'è."

Molti si domandano se sia davvero così, ma molti esperti di finanza dicono che senza di lui si rischia addirittura che lo spread superi quota 200 mentre in data 24 gennaio 2022 si attesta a +140 punti.

Addirittura su IlSole24Ore è stato sottolineato abbondandemente il suo ruolo:

"Quanto vale Mario Draghi per lo spread italiano? Gli immancabili spiriti critici fanno notare come l’attuale differenziale di rendimento dei BTp nei confronti dei Bund non sia poi sostanzialmente così differente dal livello precedente all’arrivo a Palazzo Chigi dell’ex presidente Bce. Non esiste però controprova di quale sarebbe stato il destino dei nostri titoli di Stato senza la sua presenza, e forse nessuno si augura veramente di conoscerlo."

L'Europa poi non migliora la sua politica e rischia anch'essa una dura batosta, ma andiamo con ordine.

Spread che aumenta in Europa

Le Borse europee hanno avuto davvero un lunedì nero, con un ribasso diffuso che sembra sottolineare come la politica economica della Bce stia solo perdendo tempo.

Ecco il report di Ansa.it:

"Non si placa la fortissima corrente di vendite sulle Borse europee: dopo l'avvio di Wall Street, Milano perde il 4%, seguita da Parigi in calo del 3,8%, con Francoforte in ribasso del 3,7% e Londra del 2,4%."

Ritmi ribassisti da paura che fanno tremare gli investitori, generando un'insicurezza tra i Paesi dell'Unione che non favorisce una discesa importante dello spread europeo, anzi.

Attualmente infatti la Spagna segna +72 punti, Portogallo +64 e Francia +41, rispetto ad inizio 2021 dove, per esempio la Spagna è arrivata intorno ai 65 punti e Portogallo a +40.

Insomma la situazione economica e finanziaria non sta migliorando e tra gli analisti c'è timore.

Certo, grazie alla Bce, in Europa non si rischia il default come avvenuto già in altri Stati come la già citata Argentina, ma gli aiuti che sono serviti alla Grecia nel 2015 faticherebbero ad arrivare adesso forse, considerando il periodo di crisi storica che stiamo vivendo e la quantità di Stati membri in difficoltà oggi.

In questo momento, infatti, fare una stima del futuro è complicato visto che in Europa i problemi non accennano a diminuire, come riportato da Open:

"C’è la crisi tra Russia e Ucraina che porta la guerra alle porte dell’Europa. Ci sono il caro-energia e l’inflazione in crescita. C’è il differenziale tra i bund tedeschi e i btp italiani a quota 140, quantomeno da preservare. E ci sono infine le Borse che crollano ancora una volta. Insomma, ce n’è abbastanza per avere ancora tanta voglia di Mario Draghi e della sua autorevolezza per una guida sicura dell’Italia."

In Italia lo spread fa paura

Proprio come accennato, gli occhi di tutti gli analisti italiani, ma anche stranieri, sono puntati sulle votazioni attualmente in corso in Italia.

L'Europa tifa per Draghi al governo, ma non siamo certi di come finirà, tutto può accadere.

Sulla Repubblica intanto serpeggia la paura comune:

"Mentre parte la procedura per l'elezione del Presidente della Repubblica, l'economia dà segnali di rallentamento dopo il forte recupero dei mesi scorsi. I rincari rischiano di pesare sui consumi, mentre si apre il fronte di contratti e salari. E i mercati stanno alla finestra: tifano per la stabilità, altrimenti lo spread potrà salire fino a 200 punti."

Attualmente lo spread in Italia è uno dei maggiori in Europa e, anche se il primato spetta alla Grecia, noi non siamo da meno. Al momento attuale il debito pubblico pesa parecchio sull'Italia e l'inflazione galoppante causata dall'aumento dei prezzi relative alle materie prime non facilita le cose.

Questo fa del nostro Paese un rischio in continuo aumento e lo spread è ormai alle porte dei 150 punti, con i timori degli analisti sempre più vicini con un aumento ulteriore che potrebbe portare il divario davvero sui 200 punti.

Molti attribuiscono a Draghi il successo dell'Italia e la decrescita del divario con i bond tedeschi, ma Huffpost scrive:

"E’ sicuro che l’autorevolezza del Presidente del Consiglio abbia calmierato l’aumento dello spread, difficile prevedere cosa succederebbe senza un Presidente autorevole o con un Draghi azzoppato, ma i mercati pensano ancora che il debito pubblico italiano sia un problema..."

Una situazione che non dipende solo dall'attuale presidente italiano quindi, ma da altri fattori che tengono il Bel Paese in una morsa difficile da allentare.

Perché l'aumento dello spread è un problema grave?

La moltitudine di scenari che ci possiamo aspettare potrebbero avere ripercussioni sul nostro Paese anche per molto tempo.

Uno dei primi che elencherei sono gli aumenti del debito pubblico che, all'aumentare dello spread, sarebbero dovuto all'emissione di titoli di stato con tassi d'interesse più alti che per finanziarlo finirebbero così per accrescerlo.

Un altro problema che si potrebbe facilmente verificare è l'inasprimento della politica bancaria e in particolare quello dei finanziamenti.

L'indebolimento dei titoli di stato, su cui le banche investono, potrebbe portare a un aumento dei costi di gestione per i clienti della banca e perfino alla difficoltà di accedere ai finanziamenti che, in un periodo incerto e complicato per l'istituto, sarebbero concessi con crescente rigidità.

Il rischio infatti non piace agli istituti creditizi e in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo sarebbe difficile credere che la gente possa non fare caso alla mancata possibilità di accedere alla liquidità che in condizioni normali sarebbe possibile ottenere.

Per questo l'aumento dello spread è da scongiurare assolutamente: normalmente sarebbe già un problema, figuriamoci nella situazione vigente oggi.

Le possibili soluzioni

Al momento attuale in Italia lo spread rischia di aumentare parecchio a causa delle elezioni in corso e molti sono preoccupati in merito alla questione.

Le elezioni del Presidente della Repubblica sono sotto il mirino di speculatori e politici, in attesa di capire cosa potersi aspettare.

La più semplice tra le variabili positive, sarebbe quella di lasciare Draghi al governo. Perché?

Semplicemente per la stabilità che ha garantito secondo gli analisti nel 2021, senza la quale si sarebbe forse visto questo pericolo con largo anticipo.

Una poi delle decisioni che potrebbe aiutare l'Europa a risalire in sella è sicuramente quella di un possibile aumento dei tassi d'interesse che porterebbe a un riequilibrio della situazione, con un possibile controllo sull'inflazione, una sicurezza crescente e un ritorno della serenità degli investitori.

Tuttavia siamo ben lontani da questo risvolto, come scrive Investire Oggi:

"La BCE ha sin qui escluso un rialzo dei tassi per quest’anno, ma è un dato di fatto che l’inflazione nell’Eurozona sia salita al 5%, 2,5 volte il target."

Ovviamente è la politica europea che lascia un pò l'amaro in bocca e l'Italia aspetta notizie internazionali importanti o una ripresa economica più sostenuta per una ripresa bullish dei mercati e un possibile attenuamento della crescita spread.

Gli scenari che preoccupano: non solo lo spread

Stiamo attendendo le prossime notizie che arriveranno a seguito della riunione della Bce il 3 febbraio, ma i tempi corrono e la politica deve essere subito rivista.

Ciò che gli esperti di finanza vogliono scongiurare assolutamente è l'improbabile esclusione di Draghi dal governo, l'unico che sia riuscito a rimettere "in riga" l'Italia e che ha diffuso fiducia tra gli investitori, tenendo a bada lo spread, per quanto possibile.

Si attende anche di vedere come proseguirà la possibile invasione della Russia in Ucraina che porterebbe uno scompenso geopolitico capace di intaccare l'economia globale non poco, fattore di cui risentirebbe sicuramente lo spread come sta già facendo.

Insomma un panorama ostico che aspettiamo di poter valutare meglio, ma tutti problemi che speriamo possano dissiparsi velocemente.

L'economia è a rischio, le Borse stanno risentendo del disequilibrio e lo spread sta aumentando lentamente.

Cosa ci aspetta lo sapremo presto, ma queste sono le questioni sotto i riflettori degli analisti per cui urge una risposta.