L'Italia, un paese che spesso e volentieri mette i bastoni tra le ruote ai lavoratori. Una Nazione sempre in bilico tra passato e futuro, tra modernità e tradizione, che fa fatica ad accettare le novità e che si rivolge spesso ai ricordi di una vita fa.

Un paese con gli stipendi medi tra i più bassi di tutta l'Europa occidentale, ma con le tasse più alte di tutti. L'ingresso della moneta unica ci ha sfavorito rispetto agli altri paesi, il Governo non ha saputo vigilare e il risultato è stato quello di un raddoppio di prezzi su qualsiasi prodotto, a scapito però di una conversione netta degli stipendi.

Qualcuno aveva detto che si sarebbe guadagno il doppio e si sarebbe speso la metà. Ecco, è successo esattamente il contrario. Le aspettative dei lavoratori, con gli anni, si sono sempre più assottigliate. Si fatica a sopravvivere avendo un lavoro (e bisogna essere fortunati ad averlo!), figuriamoci a vivere da pensionati.

Non c'è più un giusto equilibrio tra costo della vita, fin troppo caro in Italia, e guadagni. Ne risente lo stile di vita, sempre più modesto, e la salute, sempre più precaria. Negli ultimi anni c'è stato un boom di pensionati trasferitisi all'estero per godersi la vita. Hanno fatto bene? Ve lo raccontiamo.

Il numero di pensionati all'estero

Per prima cosa, vediamo il numero preciso dei pensionati che, stufi di vivere in Italia e soffocati dalle tasse, hanno deciso di trasferirsi in altre Nazioni. Secondo quanto riportato dall'INPS, sono più di 400 mila gli ex lavoratori che vivono fuori confine. Non sono certo pochi, e ciò testimonia l'insofferenza dei cittadini italiani.

Si tratta di persone che hanno lavorato una vita intera, per poi neanche avere la possibilità di godersi il frutto del proprio lavoro. La pensione media qui in Italia è bassa. Molto bassa. Inutile giragi attorno, e si fa fatica a vivere dignitosamente. L'alternativa quindi, per molti, è quella di partire per sempre.

All'estero ci hanno maggiori privilegi, minori tasse, maggiore qualità di vita. Non a caso, sono tanti gli Stati che negli ultimi tempi cercano di attrarre pensionati da tutto il mondo, abbassando o azzerando tasse, invogliandoli a fare le valigie.

All'estero troviamo situazioni differenti, che comportano diversi vantaggi rispetto all'Italia. Ad esempio, In una nazione come la Bulgaria, o anche in Romania, la tassazione è soltanto del 10%, altri posti sul mediterraneo invece hanno una tassazione addirittura del 5%. Anche la bella Albania si è fatta avanti, abbassando le tasse, lì dove lo stipendio medio è di circa 500 euro.

Un bel risparmio di tasse rispetto all'Italia, che ha una tassazione tre volte più alta. E allora perché non fare le valigie e partire nei vicini paesi per vivere bene, sereni e con dignità? Da non sottovalutare i vicini paesi appartenenti alla ex Jugoslavia, Nazioni in forte crescita e modernizzazione, che dopo la guerra hanno saputo rinascere e concedere una buona qualità della vita a tutti.

Maggiore qualità della vita all'estero

Insomma, in molti paesi esteri il rapporto qualità di vita e costo della vita è eccellente, sicuramente migliore che qui da noi. Più agi comportano più serenità. Più serenità comporta maggiore dignità, e gli effetti sulla salute sono una conseguenza. Vanity Fair ci ha scritto un meraviglioso articolo a tal proposito.

Si è visto anche di come i vari paesi stiamo lottando tra loro per avvicinare i pensionati, abbassando le tasse e concedendo tante agevolazioni che Italia sembra un lontano miraggio. In Italia invece facciamo il contrario, le tasse aumentano, le pensioni diminuiscono e i cittadini sono spremuti. La vita, in questo modo, è un vero inferno, senza dignità.

Non è accettabile lavorare una vita intera e poi tirare a campare, magari anche cercando di aiutare i figli in difficoltà economica. Eh sì, perché ormai sono i genitori pensionati ad aiutare economicamente e non solo i proprio figli lavoratori. Non è più come un tempo, quando erano i giovani a dare una mano ai proprio genitori.

Un mondo che si è capovolto nel giro di pochi anni, a causa della crisi economica e sociale che ha creato un buco generazionale fatto di giovani disoccupati e precari, di stipendi da fame, di ragazzi e uomini di mezza età che, nonostante il lavoro, non riescono a vivere dignitosamente. Il fenomeno del "working poor", che abbiamo trattato in questo articolo.

Perché una buona parte dei pensionati sceglie l'estero

In Italia abbiamo circa 8 milioni di pensionati che vivono con meno di 1000 euro. 2 milioni di questi vivono addirittura con assegni con importi minori di 500 euro. Ciò significa che gran parte dei nostri pensionati vive sotto la soglia di povertà. Un vero scandalo, inaccettabile per un paese civile e moderno.

Ditemi voi come si fa a vivere in questo modo. Le esigenze die pensionati italiane sono basilari: una vita serena, una vecchiaia di riposo e senza problemi, una sopravvivenza dignitosa. Non si chiede molto, solo una tassazione decente e un costo della vita abbordabile. Senza contare una buona assistenza sanitaria, cos che Italia, fortunatamente, abbiamo.

Il costo della vita però qui è proibitivo e non ci sono agevolazioni economiche. Tra le altre richieste dei pensionati ci sono un buon clima, un buon cibo, esercizi e attività a portata di mano. Inoltre, non vanno trascurate le aspettative culturali, quindi cinema, teatri, musei e varie attrazioni, che male non fanno.

Godersi la vita in bei posti, puliti e con un bel clima. Montagna, mare, collina. Ma anche città d'arte, queste sono le esigenze dei pensionati, e non solo le loro, ma di tutti i cittadini. In Italia però ciò sembra quasi impossibile da ottenere. Se da una parte godiamo di bellezze uniche al mondo, sia naturali che storiche, dall'altra parte dobbiamo combattere con la burocrazia, gli intoppi sociali, la tassazione e gli stipendi bassi.

Studio e coraggio sono gli elementi essenziali per trasferirsi all'estero

Ormai il ceto medio italiano si è ridotto tantissimo, quelli che una volta sopravvivevano dignitosamente adesso si ritrovano sotto la soglia di povertà. Chi un tempo era un borghese medio-alto, adesso si ritrova ad appartenere al ceto medio-basso. Tutto è slittato, e il potere d'acquisto delle singole famiglie si è ridotto enormemente rispetto solo a un ventennio fa.

Non è facile prendere la decisione di partire, salutare il proprio paese e la propria famiglia. Serve gran coraggio, eppure chi lo ha fatto non si è pentito minimamente. Secondo uno studio di Fiscomania.com, la quasi totalità dei pensionati all'estero non tornerebbe mai in Italia.

Adottare una nuova cultura, capire tradizioni diverse dalle nostre, allontanarsi dalla famiglia, mangiare cibo diverso e parlare una nuova lingua, non è semplice, eppure tanti sono costretti a farlo pur di vivere bene. In 400 mila lo hanno già fatto, significa che è possibile e che la qualità della vita migliora nettamente.

Il rischio c'è sempre, ma ne vale la pena di espatriare, gettandosi alle spalle sacrifici e dolori. Meno tasse, meno tribolazioni, a favore di maggiore serenità. Se ne guadagna in salute e in felicità. Se in tanti hanno scelto così ci sarà un motivo o no? Certo, non bisogna essere avventati, bisogna informarsi e studiare bene il territorio in cui si intende trasferirsi. Bisogna essere preparati per cambiare vita.

Le mete scelte dai pensionati italiani

Appurato che la maggior parte dei pensionati si trasferisce per problemi economici, vediamo in base ai dati forniti dall'INPS le mete più gettonate. Soprattutto si resta in Europa, quindi vicino all'Italia, con mete come Grecia, Malta, Spagna, Croazia e Romania, ma anche Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovenia. La Nazione regina dei pensionati però resta il Portogallo, dove le pensioni sono percepite al netto, senza tassazione, e il costo della vita non è caro.

In Portogallo, che è un posto meraviglioso e dal clima simile a quello italiano, gli affitti sono di circa 300 euro per case sul mare. I costi sono minori di quelli italiani e le pensioni sono al netto. Che volete di più? In Bulgaria, invece, le case nei centri storici sono in affitto a meno di 400 euro, e anche qui la tassazione è bassa, al 10%, menteda noi il costo della vita è altissimo, come specifica il sito web Forex Trading Italia. Anche Malta è una delle mete preferite dagli italiani, piccola e a misura d'uomo.

Ovviamente, come già accennato, la programmazione è tutto. Non bisogna trasferirsi alla cieca, bisogna informarsi bene, soprattutto per le agevolazioni sanitarie, che sono sempre il tasto dolente dei paesi all'estero. Anche i farmaci possono essere diversi, magari quelli che prendete qui, da altre parti non sono accettati, perciò qualche piccola ricerca prima di fare le valigie è d'obbligo.

Prepararsi al trasferimento all'estero una volta pensionati

Trasferirsi definitivamente non è facile, non è come andare in vacanza. Bisogna raccogliere informazioni relative al paese all'estero in cui si intende trasferirsi. Bisogna accettare di cambiare ritmi di vita, piatti, lingua, cultura. Un insieme di fattori che non va assolutamente sottovalutato, specialmente in tarda età, dopo aver raggiunto l'agognata pensione.

Internet in questo ci aiuta, come scrive il portale lenius.it in merito ai pensionati all'estero, qui si possono reperire tutte le prima informazioni e fare ricerche. Magari sarebbe meglio farsi prima una piccola vacanza per osservare da vicino il territorio. La realtà è sempre differente rispetto a quello che una persona si immagina di trovare. Quanto valgono le tasse? Quanto costa il gas? L'assicurazione dell'auto? La spesa al supermercato? Sono tutte domande che uno deve porsi prima di prendere la decisione.

Godersi la pensione anche in Italia

L'estero resta un sogno di molti, ma non tutti hanno il coraggio di fare le valigie e partire verso luoghi ignoti. In Italia è possibile godersi comunque la pensione? Certamente. Non è essenziale trasferirsi fuori, anche da noi abbiamo luoghi che forniscono un rapporto guadagno-stile di vita quantomeno decente.

Huffington Post ha stilato una classifica dei migliori posti in Italia dove trascorrere la pensione. Ad esempio, la Regione Abruzzo è saltata in testa alla classifica. Le bellezze abruzzesi e i costi bassi sono ottimi per un pensionato. Il clima, inoltre, è perfetto, incastrato tra mare e montagna, e con tanti paesi storici da visitare.

I migliori posti della classifica si riferiscono a città medie, quindi lontane dalle metropoli, che offrono una buona qualità della vita ma senza rinunciare alla modernità e alla vitalità. I ritmi frenetici e i costi proibitivi di città come Roma o Milano sono sconsigliati, e hanno ripercussioni sulla salute mentale e fisica dei pensionati.

Altra Regione perfetta per accogliere pensionati è l'Umbria, bellissima, ricca di tradizioni e di cultura, dal costo di vita decente. Senza contare il sud Italia, per chi ama il clima mite e il mare, che ha costi di vita più bassi rispetto al centro e al nord. Sono eccellenti anche i borghi delle alpi, che offrono una qualità della vita molto alta e tanto relax.

L'Italia perciò, anche in questo caso, non andrebbe sottovalutata, ma ci sono ancora troppe cose che non funzionano, e il tempo vola via in fretta!