Ormai è diventato allarme rosso lo scontro tra il governo italiano e Giovanni Tria, Ministro dell'economia e finanza. Facciamo ordine e spieghiamo nel dettaglio lo scontro che sta spaventando i mercati. Il ministro dell'Economia ha detto no al diktat di Di Maio che vuole far salire il deficit al 2,4%. Un livello insostenibile per il titolare del Tesoro, che cercherà fino alla fine di convincere i colleghi di governo a stare sotto il 2%.

Ma cos'è il DEF, questo acronimo di cui si sente parlare in continuazione in questi giorni su tutti i giornali, televisioni e internet. La sigla Def significa Documento di Economia e Finanza, non è quindi una legge ma un documento con lo scopo di indicare quale sarà l'azione del governo sul piano economico del Paese. Lo scopo principale del Def non è principalmente interno all'Italia, ma è quello di chiarire agli altri Stati dell'UE quale sarà il piano di intervento economico del governo italiano per mantenere il deficit al di sotto della soglia del 3% del Pil entro i prossimi mesi.

Perchè Di Maio vuole un DEF al 3%

La Francia in questi giorni ha reso noto che per il 2019 si aspetta un taglio delle tasse intorno a 24.8 miliardi. Macron spera di dare un impulso all'economia francese. Per finanziare la misura, il deficit pubblico del Paese dovrebbe aumentare dal 2,6% del Pil di quest'anno al 2,8% dell'anno prossimo, comunque sotto al 3%, che come spiegato prima, è il limite imposto dall'Europa. Un provvedimento che è stato immediatamente recepito dall'esecutivo italiano, nella figura del vicepremier Luigi Di Maio che tramite un tweet ha scritto: