Anche nel video odierno parlerò di due argomenti non correlati fra di loro, ma che ritengo entrambi di estrema importanza e quindi meritano di essere trattati entrambi.

La prima è una notizia direi … incredibile, ce la fornisce Repubblica, anzi per la precisione l’inserto “Salute” del giornale diretto da Maurizio Molinari e di proprietà della Exor, cioè della holding della famiglia Agnelli/Elkann.

Io, guardate che non ho esagerato nel dire che si tratta di una notizia clamorosa, perché stravolge tutte le certezze che finora avevamo un po’ tutti, insomma.

Repubblica, già nel titolo dell’articolo non usa mezze misure, non usa il condizionale, né forme dubitative, ecco il titolo dell’articolo: 

Covid: trovata la causa delle trombosi con i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson

Ma come?!? Davvero i vaccini Astrazeneca e J&J possono provocare delle trombosi? Ma no dai! Non posso crederci.

I casi di trombosi verificatesi dopo l’assunzione del vaccino non erano mai stati messi in relazione alla somministrazione dello stesso, dai! Ce lo hanno detto in tutti i modi che non c’era alcuna relazione tra la morte di alcune persone causate da trombosi e la somministrazione del vaccino.

Nessuna relazione!

E avevano fatto indagini accurate per giungere a quella conclusione, in pochissimi giorni, anzi a volte in qualche ora si è giunti ad un risultato certo: nessuna relazione fra la morte delle persone e la somministrazione del vaccino.

Ed infatti non sono stati sospesi i vaccini Astrazeneca e J&J, proprio perché ritenuti assolutamente innocui.

Non può essere che questi vaccini abbiano causato trombosi, naturalmente in persone perfettamente sane, e ora? Cosa ci scrive Repubblica? 

Trovata la causa delle trombosi con i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson

Così. Titola così! Di fatto così Repubblica dà per scontato che i vaccini Astrazeneca e J&J fossero causa di trombosi, ma … ma non ci posso credere!

Però, vedete, il titolo dell’articolo è un titolo positivo, ossia Trovata la causa delle trombosi con i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson

Insomma … no … non proprio. Riflettiamoci un attimo, Repubblica non ci sta dando una notizia positiva, ci sta dando una notizia estremamente negativa, naturalmente mascherata da notizia positiva.

Questo articolo infatti avrebbe senso se in precedenza, se nei giorni scorsi, se nelle settimane scorse, nei mesi scorsi, insomma da quando vengono somministrati questi che posso chiamare pseudo-vaccini. Se Repubblica avesse appunto pubblicato articoli nei quali si diceva chiaramente che questi pseudo-vaccini erano la causa di trombosi.

Certo, se avessimo letto sul giornale della famiglia Agnelli/Elkann che gli pseudo-vaccini Astrazeneca e J&J erano la causa di trombosi, oggi avrebbe un senso pubblicare un articolo dal titolo Trovata la causa delle trombosi con i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson

Ma così! Leggere solo oggi che è stata trovata la causa delle trombosi … non mi sembra proprio molto rassicurante.

Perché?

Ma semplicemente perché leggendo l’articolo, tra l’altro molto specialistico per la verità, ciò che è chiaro è che c’è in essere uno studio, in atto appunto, per trovare la causa delle trombosi con i vaccini Astrazeneca e J&J.

Ma prima che questo studio arrivi a conclusione, che venga accettato da tutta la comunità scientifica, e soprattutto prima che le due grandi case farmaceutiche, appunto, apportino quelle modifiche ai propri vaccini, affinché, naturalmente, si eviti questo effetto collaterale fatale, chissà quanto tempo passerà.

E nel frattempo?

Andiamo avanti a somministrare questi pseudo-vaccini a milioni di persone?

Davvero, è molto inquietante!

Ed allora passiamo ad una notizia senza dubbio più rassicurante.

Certamente tutti voi vi chiedavate che fine avesse fatto Livia Turco, la deputata del Partito Democratico, l’ex Ministro della Salute del Governo Prodi e l’ex Ministro della Solidarietà Sociale in altri tre governi, appunto Prodi, D’Alema e Amato.

Ebbene, non aveva abbandonato del tutto la politica, ed anche se non la sentivamo più nei telegiornali e nei vari programmi di informazione, ebbene da dieci anni infatti è impegnata in un’opera più che meritoria, è infatti Presidente della Fondazione Nilde Jotti, donne, cultura  e società.

Quindi non aveva abbandonato del tutto la politica, ma, proprio per quest’opera assolutamente meritoria nel 2017 ha ricevuto un’importante onorificenza, la leggo perché voglio essere preciso:

Dama di Gran Croce dell’ordine al merito della Repubblica Italiana

Onorificenza proposta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, quindi, nel 2017, ritengo da Paolo Gentiloni.

Ebbene, Livia Turco, oggi, compare sulle prime pagine di tutti i giornali per aver promosso veramente un’iniziativa senza dubbio lodevole, meritoria: l’istituzione della quota immigrati.

Di cosa si tratta?

Beh, semplicemente sulla falsariga delle quote rosa, la proposta della Turco è che … ma, forse è meglio che riporti con precisione appunto le sue testuali parole:

“E’ tempo di prevedere una quota di almeno il 10% per gli immigrati negli organismi di partito, sindacati, associazioni e imprese”  

Eh sì, gli immigrati regolari in Italia sono ben 5 milioni della popolazione e non sono rappresentati adeguatamente, dai!

Qualcuno con un’espressione che definirei veramente border-line, le ha chiamate “quote nere”. Però, vedete, anche se in maniera assolutamente provocatoria, è stata la stessa Turco ad usare un’espressione molto discutibile, arrivando infatti a parlare di “razza”.

Sentite cosa ha detto la Turco:

Ci sono delle buone pratiche, però non sono entrate nel dibattito pubblico, non sono conosciute. Partiamo da queste buone pratiche per costruire la società della convivenza, vogliamo essere un Paese in cui la politica continua ad essere “di razza bianca”? In cui il nostro partito è “di razza bianca”? In cui le istituzioni sono “di razza bianca”?

Razza bianca?!? 

Ripeto, capisco la provocazione, ma qui … Sig.ra Turco sta esagerando, quindi … Sig.ta Turco … si contenga!