Vi avevo già detto che ormai non riuscivo più a guardare i canali televisivi nazionali, li trovavo di una parzialità insopportabile, quindi se accendevo la tivù era solo per guardare qualche documentario sugli animali.

Ebbene mi è capitato ieri sera, casualmente, di accendere la tivù intorno a mezzanotte sul terzo canale della Rai, mi sono spaventato! Ma davvero!

Tra gli ospiti in collegamento c’era il Dottor Pregliasco, ve lo giuro era quello meno critico nei confronti di coloro che sono contrari a questi farmaci genici denominati impropriamente vaccini.

Gli altri due ospiti in studio erano molto più astiosi nei confronti di quelli che naturalmente etichettavano come no-vax.

Uno era Federico Fubini che ovviamente conosco, di fama eh, non di persona, editorialista del Corriere della Sera, l’altra mi pare fosse una giornalista dell’AdnKronos.

Ormai si è persino superato la criminalizzazione di coloro che non vogliono farsi iniettare il siero, ormai vengono trattati peggio dei criminali mafiosi, ed è qualcosa di spaventoso.

Questo, carissimi ascoltatori, vi deve far riflettere, mi spiego.

Ovviamente qualsiasi persona alla quale è rimasta una benché minima capacità cognitiva, ha capito che, nella migliore delle ipotesi, questa dei vaccini anti Covid-19 si tratta di una sperimentazione totalmente priva di rigore scientifico proprio perché non c’è una sorveglianza attiva da parte delle case farmaceutiche che hanno brevettato questi cosiddetti vaccini, e la sorveglianza attiva è un aspetto assolutamente necessario in una sperimentazione affinché si possa parlare con un minimo rigore scientifico.

Poi posso anche capire che i giornalisti, se vogliono essere invitati dalla Rai, e dalle altre reti televisive nazionali, devono dimostrarsi favorevoli ai cosiddetti vaccini, ed anche questo, pur se obbrobrioso, arrivo persino a comprenderlo, figuratevi perciò fin dove mi spingo, ma, ed ecco il nocciolo del ragionamento che intendo fare, perché andare oltre?

In altre parole, perché non si limitano a glorificare il vaccino e basta, ossia perché si spingono fino a pronunciare parole di odio nei confronti di chi non intende farsi iniettare quei sieri?

Sembra quasi ci sia una gara, una gara vinta da chi usa nei confronti delle persone contrarie a questi pseudovaccini, le espressioni più turpi, le espressioni più abiette e volgari.

Ripeto vengono usati degli epiteti che non vengono rivolti nemmeno ai criminali.

Ed allora dobbiamo riflettere su questo fatto, perché? E’ davvero “misterioso” capire il perché.

Perché ad esempio un tipo come Fubini, che viene normalmente definito un economista non si limita ad esempio a dire che lui ha ritenuto opportuno vaccinarsi (ammesso che lo abbia fatto, ovviamente non ne sono al corrente), perché invece ritiene opportuno scagliarsi in quel modo contro gente che è assolutamente tranquilla, gente comune, gente per bene.

Insomma io vorrei capire perché, e credetemi, non è una domanda che abbia una risposta scontata.

Ma fatemi ora cambiare totalmente argomento ed occuparmi, seppur brevemente di politica internazionale.

Contrariamente al loro costume pare che ora la Cina stia cominciando a perdere la pazienza, ovviamente nei confronti degli Usa (e per fortuna che era Trump il guerrafondaio).

Comunque sentite le parole del Ministro degli esteri cinese Wang Yi: “Gli Stati Uniti rinuncino ad arroganza e pregiudizi, smettano di fare gli insegnanti e tornino a una politica verso la Cina razionale e pragmatica".

Altrimenti? Verrebbe da chiedersi, altrimenti, e queste sono ancora le parole di Wang Yi, “sarà una catastrofe”.

Naturalmente sono diverse le questioni sul tappeto, sapete che numerose navi da guerra appartenenti a Paesi Nato si sono dirette verso il Mar Cinese Orientale dove c’è l’isola di Taiwan.

Chiaramente un nervo scoperto che di tanto in tanto torna a far male.

Su Taiwan la Cina non intende minimamente sentire obiezioni, ecco ancora le parole di Wang Yi: "il fatto fondamentale è che la Cina continentale e Taiwan appartengono a un'unica Cina e il fatto che Taiwan faccia parte del territorio cinese non è cambiato e non cambierà".

Non c’è bisogno di essere esperti di geopolitica per capire che ciò che stanno facendo gli americani sia qualcosa di estremamente pericoloso per la pace nell’intero globo.

Ed allora sentite come ha concluso il Ministro degli Esteri cinese: “Qualora si aizzasse la questione della indipendenza di Taiwan, la Cina ha il diritto di prendere tutte le misure necessarie per fermarla. Consigliamo agli Stati Uniti di mantenere le promesse sulla questione di Taiwan e di agire con cautela".  

Sono parole che in diplomazia non vengono mai pronunciate, e quando si esce dall’ambito diplomatico, occorre davvero essere molto cauti.

Personalmente non avevo mai sentito un funzionario di così alto rango, potrei dire quasi il numero due di Xi Jinping, stiamo infatti parlando del Ministro degli esteri, nemmeno di un suo portavoce, parlare in maniera così diretta.

Se il Mar Cinese Orientale diventasse una polveriera, perché vedete in quel tratto di mare non c’è solo Taiwan, ma ci sono anche un certo numero di isolette sempre contese fra Giappone e Cina, quindi insomma sarebbe bene che gli Stati Uniti non gettassero un fiammifero nella polveriera.

E mi raccomando, carissimi ascoltatori, non pensiate che questi posti sono molto distanti da noi, a decine di migliaia di chilometri, certo non sono dietro l’angolo, ma andare a rompere le scatole alla Cina la trovo una pessima idea.

Come si diceva una volta: la Cina è vicina.

Insomma, per concludere, alla Casa Bianca se ne è andato il guerrafondaio, ora sono arrivati i pacifisti, quelli che sventolano le bandiere arcobaleno.