Uscire dall'euro

Ebbene, eccomi quindi al continuo del video di ieri, riassumo brevissimamente per coloro che non lo hanno visto.

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Ebbene, eccomi quindi al continuo del video di ieri, riassumo brevissimamente per coloro che non lo hanno visto.

 

Probabilmente tempo fa durante la trasmissione Di Martedì, in onda su La7, è stata pubblicata una infografica dal titolo “I costi dell’uscita dall’euro”, questo le cinque conseguenze riportate:

  1. Obbligo di restituzione di 430 miliardi alla BCE

  2. Fuga di investitori e capitali, rischio default Banche

  3. Maxi inflazione, crollo del potere di acquisto di salari e pensioni

  4. Mutui in euro, più cari da ripagare in lire

  5. Aumento costo materie prime, aumento bollette.

Ho risposto al punto numero 5 ed al punto numero 3 ed ora eccoci agli altri punti, partiamo dal punto numero 2, ossia Fuga di investitori e capitali, rischio default Banche

Ebbene anche questo aspetto è assolutamente inverosimile. Per quali motivi gli investitori dovrebbero fuggire all’estero, è vero il contrario.

Tutti infatti possiamo constatare che i nostri imprenditori con l’entrata nell’euro, hanno investito all’estero, la purtroppo celebre delocalizzazione è vera o un’invenzione?

Insomma che gli imprenditori, italiani ed esteri abbiano preferito investire fuori dai nostri confini per diverse motivazioni che tutti conosciamo direi che è proprio cosa nota.

E che la prima motivazione di questa scelta sia la mancanza di competitività della nostra Italia è anche più che evidente.

Il ritorno alla nostra moneta nazionale, farebbe immediatamente recuperare proprio la competitività alla nostra economia, e sarebbe quindi proprio il motivo principale per convincere gli imprenditori ad investire nel nostro Paese.

D’altronde, ed anche in questo caso vi riporto al 1992 quando uscimmo dallo SME, questo fu uno degli aspetti che abbiamo potuto verificare.

Ricordo sempre che negli anni ’90 nelle zone industriali ed artigianali sono spuntati capannoni come funghi e fuori si trovavano cartelli con la scritta “cercasi operai”.

Non poteva essere un messaggio più chiaro di un’economia in pieno sviluppo, e tutto questo era dovuto proprio alla nuova valutazione più appropriata che aveva avuto la nostra moneta nazionale.

E la conseguenza più logica di un’industria, un artigianato ed un commercio in piena salute è proprio la più che florida situazione economica nella quale si trovava il nostro sistema bancario.

Le Banche sono floride quando l’economia, come si dice in gergo, tira, avete visto crisi bancarie negli anni novanta, prima quindi che entrassimo nell’euro? Assolutamente no, le crisi bancarie in Italia le abbiamo avute dal 2014 ed essenzialmente per gli effetti deleteri dell’introduzione dell’euro.

Quindi anche il punto due lo abbiamo demolito. E passiamo al punto quattro: Mutui in euro, più cari da ripagare in lire

E qui continuo ad essere basito, ho già sottolineato che questi cinque punti non sono frutto di ignoranza, ma essenzialmente di mistificazione.

Non si riesce infatti a capire la logica che sta alla base di questa affermazione, Mutui in euro, più cari da ripagare in lire.

Scusate sapete, ma è ovvio che se passiamo ad un’altra moneta è chiaro che vengono trasformati nella nuova moneta sia gli attivi che i passivi.

Non è che i miei soldi depositati sul conto corrente da euro diventano nuove lire mentre il mio mutuo rimane in euro, come minimo questa cosa fa ridere.

Ovviamente anche il mutuo viene trasformato in nuove lire, e le rate vengono pagate in nuove lire, non rimangono in euro.

E’ avvenuto così ovviamente anche quando abbiamo adottato la moneta unica, chi aveva un mutuo in essere e quindi lo aveva in vecchie lire, ovviamente gli è stato trasformato in euro, così, semplicemente, e così, semplicemente se dovessimo tornare ad avere una moneta nazionale, che abbiamo chiamato nuova lira, anche i nostri mutui ed i nostri debiti in generale verranno trasformati in nuove lire.

Insomma anche il punto numero quattro possiamo dire di averlo distrutto.

Ed arriviamo al punto numero uno che è effettivamente esilarante: Obbligo di restituzione di 430 miliardi alla BCE

Questa è proprio bella, se noi uscissimo dall’euro dovremmo dare 430 miliardi alla Bce? E perché?

Non viene specificato.

Ed allora provo io a dare una giustificazione, ne riesco a trovare eventualmente due.

La prima riguarda i nostri titoli dello Stato che sono in mano alla Bce, la seconda riguarda i saldi del cosiddetto target due.

Partiamo dalla prima: la restituzione dell’ammontare dei titoli del nostro debito pubblico nel bilancio della Bce.

Mi chiedo: ma perché dovremmo restituirli? Li ripagheremo alla loro scadenza naturale nella nuova moneta, come ovvio.

Se la Bce, solo per fare un esempio, avesse dei BTP scadenti nel 2030, in quella data li ripagheremo nella moneta nazionale come abbiamo sempre fatto.

Non c’è una sola persona al mondo che alla scadenza di un nostro titolo dello Stato non sia stato rimborsato, e, come previsto dalla legge, dato che i debiti devono essere onorati utilizzando la moneta in quel momento in uso nel nostro Paese, li rimborseremo in nuove lire.

Naturalmente ci comporteremo nello stesso modo con tutti coloro che hanno investito in nostri titoli dello Stato.

Dalla Bce alla casalinga di Voghera, senza fare favoritismi o eccezioni.

Ma più ancora esilarante è pensare che noi, uscendo dall’euro, dovessimo restituire alla Bce i saldi del target due.

Ebbene ci sono delle persone che sono particolarmente ignoranti, ma vogliono invece farsi credere esperti, quindi parlano di questo TARGET due senza sapere neppure cosa sia.

Guardate alcuni sono talmente ignoranti che scrivono TARGET due con l’acca, ossia col gh, non sanno neppure che quella parola TARGET è il solito acronimo anglofono.

Allora spiegare il TARGET due, obiettivamente non è semplice, ma non serve, basti dire che è un regolamento dei pagamenti che la Bce ha dovuto “inventarsi” per un fatto del tutto specifico, ossia la Bce è una Banca Centrale di Banche Centrali, una cosa unica.

E questo fatto dovrebbe anche portarci alla conclusione che l’euro non è una vera e propria moneta unica, ma semplicemente un sistema di cambi fissi.

In pratica se la Bce finanzia una Banca italiana è come se emettesse un euro italiano, questo euro però non viene solo speso all’interno dell’Italia, ma può andare all’estero.

Facciamo un esempio, la Bce finanzia la Banca italiana Intesa Sanpaolo, Intesa a sua volta finanzia un suo cliente che con quei soldi acquista un autovettura.

Se quella autovettura è italiana ed il beneficiario, supponiamo sia la Fiat, ipotizziamo abbia un conto in Unicredit, quel pagamento quindi fa sì che un certo quantitativo di moneta passa da Intesa a Unicredit, ma rimane in Italia, tuttavia quel trasferimento di moneta fra Banche italiane viene regolato dalla Banca Centrale italiana ossia la Banca d’Italia.

Ebbene se invece con quella moneta avuta in prestito il cliente di Intesa acquista supponiamo una automobile tedesca e ipotizziamo che Mercedes abbia conto alla Deutsche Bank di Stoccarda la cosa si complica.

Gli euro italiani vanno in Germania.

Noi pensiamo che quell’operazione avvenga così, semplicemente, invece le registrazioni contabili sono complesse, non sono interessate solo le due Banche ordinarie, Intesa e Deutsche Bank, ma anche le due Banche Centrali ossia la Banca d’Italia e la Bundesbank, e dulcis in fundo anche la Bce.

Ebbene tutto ciò viene registrato come un passivo dell’Italia ed un attivo della Germania, ma l’automobile è stata pagata, non c’è alcun debito dell’Italia nei confronti della Germania.

Quindi dire che noi dobbiamo pagare l’ammontare del passivo di TARGET due è semplicemente una sciocchezza.

Ma d’altronde scusate, riflettete un secondo, ed applicate solo la logica, voi pensate che se noi avessimo un debito di 430 miliardi con la Germania (perché il maggior attivo di target 2 è della Germania), la Germania non ci avesse ancora detto oh … Italia … paga.

Voi pensate che se la Germania dovesse riscuotere il proprio attivo di TARGET due che è un importo stratosferico se ne stesse così tranquilla senza richiedere almeno una parte del pagamento.

Insomma quella che il passivo di TARGET due sarebbe un debito da pagare è la più grande baggianata della storia.

Ok chiudiamola qua. Ma allora, mi chiederete, non ci sono problemi per uscire dall’euro?

Certo ce ne sono, ma sono di altro tipo e di quelli ne parleremo alla prossima occasione.