Naturalmente, come era ampiamente prevedibile, si è fomentata ulteriormente la polemica sui sondaggi dopo che la SWG, ossia la società alla quale si rivolge per i sondaggi elettorali il Tg La7 di Enrico Mentana ha diramato ieri sera dati diversi rispetto al sondaggio molto criticato della IPSOS di Pagnoncelli.

Ebbene per la SWG la Lega rimane il primo partito in Italia con il 20,9%, a seguire Fratelli d’Italia con il 20,4% ed il Partito Democratico con il 19%.

Ed ecco allora scoppiare le polemiche, polemiche che si fondano sull’ignoranza come ho già spiegato bene nel mio video di ieri. 

Ma non c’è nulla da fare, gli italiani, ed i politici in particolare, sono totalmente ignoranti in statistica. 

Ribadisco quindi ancora una volta come dobbiamo leggere quei dati.

Quando si fa un sondaggio ciò che si calcola è una stima, ciò significa che il valore che viene comunicato (supponiamo in questo caso sia il 20%), non è un valore puntuale, bensì è il valore medio di una variabile casuale che racchiude nel 95% dei casi il valore reale entro un intervallo di più o meno 2 punti e mezzo percentuali.

Quindi quando una società dice che ha stimato un certo partito al 20% ti sta dicendo che senza dubbio non sarà quello il valore reale (a meno di un caso fortuito) però nel 95% dei casi il vero valore si troverà all’interno dell’intervallo 17,5% 22,5% ossia 20% più o meno 2,5% (per la precisione dato che la numerosità campionaria di SWG è stata di 1.200 persone la cosiddetta forchetta sarebbe del 2,26%, mentre il sondaggio IPSOS è stato effettuato su 1.000 persone e la forchetta risulta cosi del 2,45%.

Potete pensare che la numerosità campionaria sia molto bassa, ed in effetti non è alta, ma tenete presente che per avere un migliaio di risposte occorre contattare molte più persone, per la precisione SWG ha dichiarato che 4.351 persone si sono rifiutate di rispondere, mentre IPSOS ancora di più, ha dichiarato che 4.852 persone si sono rifiutate di rispondere. 

Insomma avete capito, quando ci vengono comunicate variazioni di pochi decimi di punto percentuale non è detto che siano variazioni reali, ma probabilmente sono dovute al caso, solo forti variazioni sono reali, e le forti variazioni si hanno normalmente in periodi di tempo abbastanza lunghi, non certo una settimana.

Quindi cosa possiamo dire di sensato delle intenzioni di voto degli italiani?

Possiamo dire che, rispetto alle elezioni del 4 marzo del 2018, ossia rispetto alle ultime elezioni politiche, la Lega ha guadagnato circa 3 punti percentuali, ma il vero boom lo ha avuto Fratelli d’Italia che ha guadagnato da quelle elezioni circa 16 punti percentuali. Il Partito Democratico ha mantenuto all’incirca la stessa percentuale forse ha guadagnato un punto, a perdere sono stati Forza Italia e soprattutto il Movimento 5 Stelle.

Rispetto invece alle elezioni europee del 2019, è la Lega ad aver perso all’incirca 14 punti percentuali, ricordiamo infatti che alle europee la Lega ebbe un boom con il 34,3%, ha perso circa 3 punti percentuali anche il PD che aveva ottenuto il 22,7%, variazioni minime per Movimento 5 Stelle e Forza Italia e boom di Fratelli d’Italia che guadagna circa 14 punti percentuali.

Questo è ciò che si può dire, queste sono variazioni statisticamente significative, andare a discutere su variazioni di 0, da una settimana all’altra non ha senso. Spero di essere stato chiaro.

Ed ora rimango sui sondaggi per sottolineare una cosa importantissima del sondaggio condotto dalla IPSOS e che nessuno ha messo in rilievo.

Ebbene quel sondaggio della società guidata da Nando Pagnoncelli ha una caratteristica molto particolare, ossia ha stimato i valori praticamente per tutti i partiti, attenzione ve li riporto, parto dai grandi partiti:

Pd 20,8% - Fratelli d’Italia 20,5% - Lega 20,1% - Movimento 5 Stelle 14,2% - Forza Italia 9,2%

e questi li sapevate, poi passiamo ai partiti più piccoli:

Azione 2,8% - Italia Viva 1,8% - Sinistra Italiana 1,8% - Articolo Uno 1,4% - Più Europa 1,3% e Verdi 1,2%

E fin qui anche le altre società di sondaggi danno i loro risultati, ma siamo arrivati alla particolarità, IPSOS infatti stima anche le percentuali dei partiti ancora più piccoli, ecco i dati:

Cambiamo di Giovanni Toti 0,6% - Noi con l’Italia UDC 0,5% - Popolari per l’Italia 0,4% - Partito Comunista 0,4% - Sudtiroler Volkspartei 0,3% e Casapound 0,2%.

Bene, mi direte voi, sono stati più precisi hanno inserito anche i partitini piccoli dove sta la particolarità?

La particolarità sta nell’ultima riga, ossia dopo aver riportato i dati di tutti i partiti, ma proprio tutti i partiti c’è un’ultima voce che recita …

VOTEREI UN’ALTRA LISTA

E sapete a quanto viene stimata voterei un’altra lista? Al 2,5%!!!

E qual è questa altra lista? Lascio a voi la risposta, io mi limito a dire che “voterei un’altra lista” già oggi è al 2,5% ossia sarebbe il settimo partito in Italia e se poi pensiamo che il 40% degli italiani ad oggi non si esprime … capite che potrebbe aumentare ed anche di molto.

Passiamo ora ad un’altra notizia.

Bankitalia ha diramato oggi il dato sul debito pubblico ad aprile, avevate dubbi? Certamente no, si tratta naturalmente del nuovo record storico, il nostro debito pubblico è arrivato a 2.680,5 miliardi di euro.

Nel mese di aprile quindi è aumentato di 29,3 miliardi, per la precisione il debito dell’Amministrazione Centrale insomma lo Stato è aumentato di 25,9 miliardi, quello delle Amministrazioni Locali, Regioni Provincie e Comuni è aumentato di 3,5 miliardi, mentre è rimasto invariato il debito degli Enti di Previdenza.

Certo, se il nostro debito pubblico aumentasse di 30 miliardi al mese in un anno aumenterebbe di 360 miliardi, una cifra spaventosa.

Sempre alla fine di aprile la Banca d’Italia deteneva il 22,4% del debito pubblico italiano, una percentuale che ormai continua a crescere da diverso tempo.

Cari ascoltatori, mi raccomando non fate l’errore di pensare che il debito pubblico non sia un problema, purtroppo lo è. 

Certo rimane un problema gestibile finché lo si alimenta attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico che potremmo tramutare nella nostra futura moneta nazionale una volta che ci liberiamo della schiavitù dell’euro, ma ricordiamo che invece il Recovery Fund quello no, quello è debito che emettiamo in valuta estera ed è regolato da legislazione estera.

Non smetterò mai di ripeterlo, quando dovremo restituire i prestiti del Recovery Fund la situazione finanziaria del nostro Paese potrebbe deteriorarsi in maniera definitiva.