Come ipotizzato da molti, con la fine dell'estate si riapre lo scenario delle zone colorate nelle diverse regioni. Abbiamo infatti passato una stagione intera all'insegna della zona bianca, senza limiti agli spostamenti (con esibizione di green pass) e liberi di viaggiare tra regioni nel territorio nazionale e tra paesi in tutto il mondo. Ora però in Italia si rischia di nuovo la chiusura in zona gialla per alcune regioni a partire dal 23 agosto. Vediamo quali e perché.

Allarme zona gialla: situazione ad oggi in Italia

In Italia, dall'inizio della pandemia ad oggi, si sono accertati circa 4 milioni e mezzo di casi con ben 128.634 morti totali. Numeri sicuramente degni di nota nonostante siano in conformità con i numeri di molti degli stati membri europei e in generale con i numeri globali. La situazione, sebbene il forte allarmismo iniziale, tipica reazione di fronte ad un nemico sconosciuto, è comunque rimasta sostanzialmente sotto controllo in quanto spesso il Coronavirus non crea sempre situazioni gravi e al limite, ma sviluppa sintomi sostanzialmente di lieve entità e guarisce senza la necessità di cure particolari o specifiche. 

"Nonostante ciò i governi di tutto il mondo hanno deciso di attuare delle speciali norme di contenimento del virus, forme cautelari per la tutela della popolazione globale in attesa di capire come poter passare al contrattacco". 

Una delle misure più utilizzate è stata proprio quella delle restrizioni fisiche: tentare di limitare gli spostamenti fisici delle persone ha infatti aiutato notevolmente nell'allentare la morsa del virus che si diffonde proprio tramite il contatto umano. 

Allarme zona gialla: conseguenze della pandemia

Una delle prime conseguenze è stata sicuramente quella della popolazione mondiale di vedersi notevolmente ristrette le libertà personali. Noi che nel ventunesimo secolo siamo abituati ad organizzare le nostre vite all'insegna della libertà, il Covid-19 ci ha insegnato come sarebbe vivere senza questa. Un altra conseguenza è stata poi quella emotiva:

i distanziamenti e le restrizioni ci hanno impedito di passare del tempo assieme ai nostri amici e alla nostra famiglia, costringendoci (per cosi dire) ad un periodo di vita all'insegna della solitudine. 

Come ben sappiamo le restrizioni sono sempre state commisurate ai numeri dei contagi, dei morti e dei guariti. A questi successivamente si sono aggiunti i numeri dei vaccinati che davano la possibilità di allentare la presa e ammorbidire le regole. 

Allarme zona gialla: combatterla con i vaccini 

Il vaccino ha infatti dato nuovo respiro permettendoci di immunizzarci e riprendere in mano la nostra vita. Ad oggi, il dato sulla copertura vaccinale è fondamentale per capire il livello di pericolo nel quale ci troviamo. In Italia sono già state somministrate 74.804.729 dosi. Il sito delle Nazioni Unite - Centro Regionale di Informazione cosi discorre sull'importanza della vaccinazione:

"I vaccini anti-COVID-19 si sono dimostrati sicuri, efficaci e salvavita. Come tutti i vaccini però, non assicurano una protezione totale a tutte le persone vaccinate, e non siamo ancora a conoscenza di quanto efficaci siano nell’impedire la trasmissione del virus fra le persone. Proprio per questo motivo, oltre alla scelta di vaccinarsi, dobbiamo continuare ad adottare altre misure per combattere la pandemia."

Allarme zona gialla: il 23 agosto si cambia? 

Per far si che una regione cambi colore e quindi passi da un regime in zona bianca a uno in zona gialla è necessario il verificarsi di tre parametri

  • le regioni devono avere un'incidenza settimanale, indicata dal prossimo monitoraggio, superiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti; 
  • avere un'occupazione del 10% dei posti letto in terapia intensiva; 
  • avere un'occupazione del 15% dei posti letto nelle aree mediche.

Attualmente la regione che maggiormente si trova in bilico è la Sicilia. Questo video di FanPage ci spiega brevemente cosa sta accadendo in Italia nella settimana successiva a ferragosto. 

Allarme zona gialla: la Sicilia, situazione dalla pandemia ad oggi

Ad oggi i casi registrati in totale in Sicilia sono di 260.000. Solo ieri invece sono stati registrati +1.377 contagi e +16 morti che vanno ad aggiungersi a 6.189 deceduti da inizio pandemi ad oggi.

Questi dati fan si che aumenti notevolmente il tasso di positività e rendono quindi problematica la situazione. Sia l'incidenza settimanale che la percentuale di occupazione dei posti letto ospedalieri ( sia in terapia intensiva che non) stanno aumentando e quasi superando la soglia consentita per restare in zona bianca. Si resta comunque al limite, un limite che sta diventando sempre più difficile definire a causa di un recente fenomeno, una sorta di escamotage che la regione Sicilia (come altre) starebbero adottando per restare a tutti i costi in zona bianca:

aumentando i numeri dei posti letto in terapia intensiva infatti, la soglia percentuale di occupazione per entrare in zona gialla cresce, lasciando quindi la Sicilia in zona bianca anche se con distacchi minimi e risicati.

Per aumentare tale soglia infatti pare basti aggiungere ad un comune posto letto un ventilatore senza necessariamente assicurarsi che ad esso sia connessa la disponibilità di personale sanitario specializzato per le evenienze legate ai ricoveri Covid-19 ( anestesisti, rianimatori, ecc.). 

Allarme zona gialla: Sicilia oggi

A capire se la Sicilia andrà quindi in zona gialla o no sarà l'Istituto Superiore della Sanità che entro oggi darà notizia sulle nuove disposizioni per la regione, intanto l'assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza dichiara:

 "non si deve tenere conto della classificazione. Quello che deve preoccuparci è la diffusione del contagio in una fase nella quale c'è una grandissima mobilità, ma soprattutto un calo di attenzione che deve essere molto stigmatizzato".

Il riferimento è anche ai turisti, molto presenti in questo periodo nella regione (oltre due milioni) ma che a suo parere non sarebbero i responsabili della diffusione. Restiamo dunque in attesa delle nuove decisoni e disposizioni che riguardano la Sicilia

Allarme zona gialla: Sardegna 

Un altra regione che come la Sicilia si è sempre trovata a camminare lungo il limite della zona bianca è la Sardegna. Probabilmente le regioni vivono situazioni simili anche perché durante la stagione estiva pullulano di turisti e vacanzieri e sappiamo che il nemico numero uno del Covid-19 sono appunto i contatti tra persone. È che non si può solo ragionare in percentuali: calcolando per numero di abitanti,

la Sardegna rischia di finire in zona gialla con solo una ventina di posti letto occupati in terapia intensiva

perché, a livello percentuale invece il dato è salito. Dall'inizio della pandemia ad oggi i casi di Covid-19 in Sardegna sono di circa 68.391, solo ieri ne sono stati registrati 451 in più con nuovi 4 morti che si sommano ai 1.550 totali. Come per la Sicilia, anche in Sardegna la retrocessione alla zona gialla scatterebbe eventualmente il 23 agosto, quindi restiamo in attesa delle novità per gli aggiornamenti. 

Allarme zona gialla: altre regioni a rischio

Un'altra regione che corre lo stesso rischio delle sue sorelle del sud è la Calabria. Con i suoi 74.507 casi totali, solo nella giornata di ieri vede un aumento di altri 228 casi di positività, la regione ha raggiunto la soglie del 15% per i letti nei reparti Covid-19 ordinari (14,91% per la precisione) in aumento rispetto a ieri. 

"La Calabria questa settimana può comunque respirare perché il tasso di occupazione delle terapie intensive cala addirittura di un punto rispetto a ieri e si fissa sul 5,92"

e quindi probabilmente resterà in zona bianca senza troppi problemi. 

Un caso specifico è invece quello delle provincie di Trento e Bolzano. Al 18 agosto infatti si registra il 44esimo giorno consecutivo senza morti masi riscontra comunque un aumento dei contagi: Sono due più di ieri i pazienti in ospedale (25), mentre l'incidenza dei positivi ai test (56) sale all'1.9%. Sono questi i dati principale che fanno scattare l'allarme: c'è comunque la possibilità anche per le province del nord Italia di passare dalla zona bianca a quella gialla a causa questo balzo improvviso di contagi. 

Allarme zona gialla: l'importanza dei vaccini 

Tutte le regioni di cui abbiamo parlato fin ora, ad eccezione della Sardegna sono regioni con bassi tassi di popolazione vaccinata. Gli studi recenti stanno ormai dimostrando sempre di più quanto una doppia dose vaccinale possa veramente fare la differenza nella lotta alla diffusione dei contagi e quindi di conseguenza allo scongiuro delle ricadute nelle zone colorate. 

"L’efficacia dei vaccini osservata nei test clinici si applica a risultati specifici dei test. L’efficacia viene misurata osservando quanto i vaccini funzionano nel proteggere intere comunità. Serve tempo prima che la protezione raggiunga il livello massimo, qualche settimana dopo la seconda dose ma il vaccino può comunque aiutare tante persone a non ammalarsi anche se non a tutte. Questo ovviamente può davvero cambiare le cose. 

 Sicilia, Calabria e le provincie di Trento e Bolzano hanno tutte indici di vaccinazione molto bassi. 

In totale in Italia sono stati somministrate:

  • Prime Dosi somministrate 74,8 Mln con somministrazioni odierne +234.000
  • Con vaccinazione completa 35 milioni ( solo oggi 113.000) 
  • % popolazione con vaccinazione completa: 57,9%

Ci sono comunque aggiornamenti in arrivo anche riguardo questi dati: aggiornamento sulle somministrazioni di vaccini, che stamattina hanno raggiunto quota 642.386 dosi, compresi 279.771 richiami nelle provincie di Trento e Bolzano;  per la Sardegna sono state somministrate 2.035.511 dosi di vaccino corrispondenti al 91,9% della popolazione; la Sicilia per ora conta 5.484.192 vaccinati con una percentuale di 89,8% mentre la Calabria ne conta 2.199.673.