Stanno arrivando i soldi dei 200 euro messi in campo dal Governo Draghi per arginare la pesante situazione di crisi economica alla quale stiamo assistendo

Infatti, come ben saprai, la Guerra e l’inflazione stanno gravando pesantemente sull’economia italiana e molte sono le famiglie che si trovano in una situazione di crisi economica.

Per questo il Governo ha deciso di intervenire con l’erogazione di un contributo una tantum di 200 euro.

I beneficiari sono molteplici ed alcuni hanno già ricevuto l’accesso al sussidio. In primis dobbiamo citare i pensionati, che hanno ricevuto i 200 euro già nel corso del mese di luglio, con l’erogazione della pensione. Allo stesso modo anche i percettori del Reddito di Cittadinanza hanno potuto godere della maggiorazione sulla card nel corso dello scorso mese. 

Adesso tocca ai lavoratori dipendenti perché i 200 euro vengono accreditati nella busta paga di luglio, che quindi arriva ad agosto. 

Per gli altri beneficiari, Partite IVA e disoccupati, dovremo attendere ancora un po’ di tempo, indicativamente fino al mese di ottobre. 

Ma come fanno i lavoratori a sapere se i soldi sono stati accreditati? Come si può trovare in busta paga l’incentivo di 200 euro? Andiamo a rispondere ai dubbi in questo articolo!

Incentivo 200 euro di Draghi: ti spetta oppure no? Andiamo a scoprirlo!

Prima di tutto dobbiamo segnalare il fatto che non tutti gli italiani avranno accesso all’incentivo di 200 euro. 

Abbandonando per un attimo la casistica legata alle Partite IVA, andiamo a capire perché, secondo le stime dell’istituto Nazionale di Previdenza Sociale solo la metà degli italiani avrà diritto a ricevere questi soldi. 

Ebbene, la risposta è molto semplice: esiste un requisito reddituale che non deve essere superato. 

Infatti, l’obiettivo della misura è quello di aiutare coloro che si trovano in una situazione economica difficile e, di conseguenza, è stato imposto un requisito legato al reddito. 

Solo coloro che hanno avuto un reddito inferiore ai 35.000 euro potranno avere l’accesso al bonus in questione. 

Ma come capire se l’incentivo spetta o meno? Per farlo bisogna tenere in considerazione le buste paga dei primi mesi del 2022, quindi quelle che partono da gennaio fino a giugno di quest’anno. 

E come capiamo se abbiamo diritto o meno ai 200 euro di Draghi? Molto semplicemente almeno uno degli stipendi che sono stati erogati nel corso di questi primi mesi deve essere inferiore alla soglia dei 2.692 euro. 

Eppure, se percepisci una busta paga saprai chiaramente che ci sono numerose voci. Di conseguenza, devi capire nel dettaglio quale di queste voci non deve superare la soglia che abbiamo appena visto. 

Intendiamo 2.692 euro lordi o netti? Andiamo a scoprirlo subito. 

Devi sapere che la voce che non deve superare i 2.692 euro è quella legata alla retribuzione imponibile previdenziale. 

Come trovare i 200 euro in busta paga? Ecco come trovare i soldi in busta paga

Stiamo attendendo la busta paga di agosto nella quale saranno contenuti i soldi relativi all’erogazione di 200 euro.

Ebbene, una domanda che si fanno in molti è: come farò a trovare i soldi in busta paga? Come saranno indicati?

Insomma, una paura comune è quella di non riuscire a ricevere l’erogazione di 200 euro per qualche motivo e non accorgersene. 

Dunque, con molta probabilità l’erogazione sarà indicata sotto la dicitura “voci variabili del mese”, quindi non sarà difficile trovarla. 

Oltre a questo ci teniamo a specificare che sarà semplice trovare l’importo in quanto saranno 200 euro netti. 

Attenzione però: anche se la maggiorazione in busta paga sarà di 200 euro, questi non rientreranno nell’imponibile, ossia su quella somma di denaro sulla quale dovrai pagare le tasse. 

Gli altri beneficiari riceveranno i 200 euro? Paura per le Partite IVA!

Molti beneficiari, come abbiamo visto, hanno ricevuto l’accredito di 200 euro. Eppure, resta una categoria che non solo non ha ancora ricevuto i soldi, ma ancora non sa come e quando li riceverà. 

Insomma, stiamo parlando delle Partite IVA, per le quali il Ministero dell’Economia è in ritardo di più di due mesi per il decreto attuativo. 

Quello che attualmente sappiamo è che sono stati stanziati 500 milioni di euro da dedicare ai lavoratori autonomi, ma non si conoscono le modalità di accesso alla misura e se potrebbero esserci requisiti differenti. 

Infatti, in base a delle prime stime, questi soldi non sembrerebbero essere abbastanza per le Partite IVA con un reddito inferiore a 35.000 euro. 

Dunque, in questo caso le opzioni sono due: o i requisiti richiesti alle Partite IVA saranno differenti, oppure si procederà con un click day che, come al solito, premierà i più veloci e non coloro che hanno davvero più bisogno dell’incentivo.