Inutile dirlo: durante il periodo pandemico molteplici sono state le iniziative sperimentali promosse dal legislatore al fine di agevolare i lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi  emergenziale. Non solo, dunque, iniziative atte a favorire il libero professionista, l'imprenditore (vedi gli gli innumerevoli esoneri contributivi di cui è beneficiario)

L’APE sociale, disciplinata dall'art. 1, commi da 179 a 186, della L. 232/2016, è un’indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni.

Tale beneficio è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2021, la L. n.178/2020, in cui al comma 179 si disciplina che il periodo è posticipato fino al 31 dicembre 2021.

I beneficiari dell’APE sociale 2021: i requisiti soggettivi

È bene ricordare che non tutti i lavoratori possono accedere all’APE sociale, infatti tale indennità è di natura assistenziale atta ad agevolare e accompagnare alla pensione alcune categorie di lavoratori da tutelare.

I soggetti, quindi, ammessi al beneficio sono:


  • i lavoratori disoccupati: coloro che, a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito delle procedure di licenziamento per giustificato motivo economico, non hanno fruito degli assegni sociali o non hanno beneficiato, da almeno tre mesi, dell’intera indennità di disoccupazione spettante. E’ importante ricordare che lo stato di disoccupazione si configura anche nel caso di scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che il soggetto abbia avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi;
  •  lavoratori con una ridotta capacità lavorativa pari o superiore al 74%;
  •  i caregiver familiari: coloro che, in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, assistono famigliari di primo grado, parenti o affini con handicap grave o che vivono in condizioni tali per cui è necessaria un’assistenza continua. Essi devono, inoltre, essere caregiver da almeno 6 mesi;
  •  i lavoratori che svolgono attività usuranti da almeno 7 anni negli ultimi 10 anni al momento della decorrenza dell'APE sociale;
  • i lavoratori dipendenti operai dell'agricoltura e della zootecni.


E’ facile notare che l’accesso al beneficio è subordinato alla cessazione dell’attività di lavoro dipendente o autonomo.
 

Quali sono i lavori gravosi e usuranti?

Come già accennato sopra, i lavoratori che svolgono mansioni gravose possono accedere all’ Ape sociale. Ma, alla fine, quali sono le categorie di mansioni che lo Stato considera gravose? Ecco l’elenco:


  •  Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici
  •  Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
  • Conciatori di pelli e di pellicce
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Infermieri ed ostetriche ospedaliere con lavoro per turni;
  • Addetti all'assistenza di persone non autosufficienti;
  • Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido;
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici e separatori di rifiuti;
  • Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo n. 67 del 2011;
  • Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.


È richiesto inoltre il requisito anagrafico: aver compito i 63 anni di età e possedere almeno 30 anni di anzianità contributiva. Nota bene: alle lavoratrici mamme è concessa un’agevolazione del requisito contributivo; esso, infatti, è ridotto di 12 mesi a figlio.

I dipendenti pubblici possono accedere all’APE sociale?

Chi lavora nel settore del pubblico, alla cessazione dell’attività, può richiedere l’APE sociale, ma i termini per l’erogazione della prestazione iniziano dal compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.
 

Sussidio Ape Sociale nel 2021, quali aspettative e possibilità https://t.co/tmTT44nHnV #ApeSociale #PensioneAnticipata #PensioniNews pic.twitter.com/zsGzqoj8P2


— NotizieOra (@NotizieOra) August 25, 2020

APE sociale 2021: quando è esclusa e quando è compatibile?

L’erogazione dell’APE sociale 2021 è esclusa nel caso in cui:

  • non sia avvenuta la cessazione dell’attività lavorativa;
  • si percepisce un trattamento pensionistico diretto;
  • si è beneficiari di trattamenti di sostegni al reddito;
  • si percepisce l’assegno di disoccupazione (ASDI);
  •  si è raggiunto il requisito per accedere alla pensione anticipata.
Risulta, invece, compatibile con:

  •  la percezione dell'Assegno sociale;
  •  con lo svolgimento di attività lavorativa, ma solo se i relativi redditi non superano gli 8.000 euro annui come dipendente o parasubordinato e i 4.800 euro annui come lavoratore autonomo.

Pur mancando un chiarimento ufficiale specifico non sembra sia vietato svolgere entrambe le tipologie di attività, purché si rientri in ciascun limite reddituale.
 
Lo spiega decisamente bene Insindacabili: il canale youtube interamente dedicato a diritto del lavoro.




Come richiedere l’APE sociale e qual è l’importo?

L’Inps, con il messaggio 163 del 17 gennaio 2020 e con la circolare n. 35 del 12 marzo 2020 aveva fornito istruzioni sulla modalità e sui termini di presentazione della domanda per l’accesso all’anticipo pensionistico. Le modalità sono rimaste le stesse anche per il 2021. Infatti, i soggetti interessati potranno presentare, tramite il servizio telematico, domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale entro i termini di scadenza del:
  • 31 marzo 2021;
  • 15 luglio 2021 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2020.

Entro quali termini l’Istituto deve presentare l’esito dell’istruttoria?

I termini entro i quali l’Istituto deve comunicare ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica sono i seguenti:

  • 30 giugno 2021, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo 2021;
  • 15 ottobre 2021, per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2021;
  • 31 dicembre 2020, per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre il 15 luglio 2021, ma entro il 30 novembre del medesimo anno.

Solo dopo avere ottenuto la certificazione del diritto si potrà presentare la domanda vera e propria di accesso al beneficio. L’ente previdenziale fornirà l’esito della risposta:

  • accoglimento della domanda con l’indicazione della prima decorrenza utile;
  • rigetto della domanda, nel momento in cui non sussistano i requisiti e quindi le condizioni per accedere al beneficio

Si ricorda che Il trattamento di APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

L’APE sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia, o fino al conseguimento di un trattamento

L’indennità

  • ha un importo pari alla rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione;
  •  ha un importo massimo mensile di 1.500 euro.

APE sociale 2021: le scadenze

Per poter accedere al beneficio è necessario presentare due istanze con tempi differenti. La prima, come sopra accennato, serve a ottenere il riconoscimento della titolarità del diritto all’APE sociale e ha scadenza 15 luglio 2021. Vi è anche la possibilità di presentare la domanda entro il 30 novembre, con la premessa che, in questo caso, l’accoglimento dell’istanza sarà subordinata e vincolata alla presenza o meno delle risorse sufficiente.

Nel caso in cui la domanda di riconoscimento del diritto venisse accolta, il beneficiario deve inoltrare l’istanza di liquidazione. Per quest’ultima non esiste una scadenza: l’indennità sarà erogata a partire dal mese successivo della domanda di liquidazione.

Quando cessa l’erogazione del beneficio?

Secondo quanto illustrato dal messaggio INPS n. 100 del 16 giugno 2016, l’indennità cessa il primo giorno del mese successivo al compimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico.

Nel caso in cui, in seguito ad accertamenti, il beneficio dell’APE sociale risulta essere stato indebitamente erogato per carenza dei requisiti richiesti, ovvero, in corso di godimento del relativo trattamento, intervengono le cause di decadenza, e le sedi territoriali provvederanno a procedere all’annullamento o alla revoca dell’indennità di APE sociale. Nell’ipotesi in cui manchino i requisiti richiesti al momento di presentazione della domanda, la prestazione va annullata dalla decorrenza.

Nei casi di superamento, nell’anno, dei limiti di reddito previsti dalla legge, la prestazione non è più dovuta.

Se invece, il soggetto diventa titolare di un trattamento pensionistico diretto; l’indennità è revocata dalla data di decorrenza della pensione.

Si ricorda che è sempre possibile, da parte degli interessati, procedere contro le comunicazioni dell’INPS, contenenti l’esito dell’istanza, o contro i provvedimenti di annullamento, diniego o revoca del beneficio mediante un riesame alla sede dell’INPS che li ha emessi entro e non oltre i 30 giorni dalla notifica e ricezione del provvedimento.