Sono davvero tanti i pensionati italiani che negli ultimi anni si sono informati su quella che è stata chiamata Ape sociale, ovvero un'indennità dello Stato erogata da INPS che è prevista in base a determinate condizioni.

Questa iniziativa doveva terminare nel corso dello scorso anno, ma all'interno della nuova legge di bilancio 2022 la sperimentazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2022.

L'ape sociale era infatti inizialmente prevista solo fino alla fine del 2018, ma dopo numerose proroghe e rinvii si è estesa fino alla fine del 2022. 

All'interno della nuova legge di bilancio sono presenti però alcune modifiche rispetto a questa iniziativa che riguardano le persone in stato di disoccupazione e i lavoratori dipendenti che svolgono delle attività che sono classificate come gravose. 

I lavori gravosi sono quei lavori definiti come usuranti e stabiliti dalla Legge Fornero del 2011, all’interno di questi lavori troviamo le mansioni notturne o su turni, i lavori considerati a catena ed infine tutti i conducenti di veicoli pesanti o adibiti al trasporto collettivo. 

Vediamo assieme all'interno dell'articolo come funziona iniziativa ape sociale, chi coinvolge e come beneficiare di essa durante l'anno 2022.

Ape sociale: come funziona l’iniziativa?

Ape sociale non è altro che un sussidio economico che è stato introdotto attraverso la pubblicazione dell'articolo 1, all'interno della legge di bilancio del 2017, questo sussidio viene erogato fino al raggiungimento della propria pensione di vecchiaia per conto di alcune categorie di lavoratori in particolare. 

La condizione principale per poter usufruire di questo sussidio è quello di aver raggiunto almeno i 63 anni di età e aver versato tra i 30 e i 36 anni di contributi. 

Questo sussidio è previsto sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi, ad esclusione di tutti coloro che sono iscritti ad ordini o collegi; sono invece inclusi tutti coloro che sono iscritti all'assicurazione generale dei lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e alla gestione separata di INPS.

Possono quindi accedere all’Ape sociale tutti i cittadini che sono residenti in Italia e che non sono titolari di alcun trattamento pensionistico diretto, vengono tutelati anche i cittadini disoccupati, gli invalidi civili, coloro che prestano assistenza ad un familiare che possiede un grave handicap (caregivers) e a tutti i lavoratori dipendenti. 

Per calcolare a quanto ammonta il valore di quest’indennità, bisogna effettuare un semplice calcolo, in quanto l’Ape sociale è un assegno di accompagnamento che viene erogato per 12 mesi l'anno il quale importo è pari alla propria rata della pensione, che viene calcolato nel momento in cui decidiamo di iscriverci. 

Ricordiamo che l'importo massimo erogabile per l'assegno mensile fornito dall’Ape sociale può essere al massimo di 1.500 € lordi. 

Sappiamo anche che questa indennità non è compatibile rispetto a tutti coloro che hanno già un sostentamento che deriva dallo stato di disoccupazione involontaria, oppure per tutti coloro che sono già titolare di una propria pensione diretta

In ultimo sappiamo che per poter usufruire di quest’indennità bisogna aver cessato una qualsiasi tipologia di attività lavorativa sia da dipendente che da autonomo.

Rimane comunque la possibilità di percepire piccoli redditi purché si rimanga negli 8.000 euro annui per i dipendenti e nei 4.800 euro per gli autonomi.

Ape sociale: quali sono i requisiti per iscriversi

Per poter iscriversi e beneficiare di Ape sociale è necessario essere iscritti ad una delle varie gestioni INPS e in secondo luogo aver raggiunto i 63 anni di età compiuti. 

Possono farne richiesta anche altre categorie di lavoratori più particolari, in primis per coloro che hanno versato almeno 30 anni di contributi e soddisfino una delle seguenti quattro condizioni:

  • sono in uno stato di disoccupazione dovuto ad un licenziamento o a delle dimissioni per giusta causa, Sono inoltre passati tre mesi dalla fine della percezione degli ammortizzatori sociali, di conseguenza bisogna essere disoccupati da almeno due anni e tre mesi;
  • stanno assistendo da almeno sei mesi una persona con handicap grave che fa parte del proprio nucleo familiare stretto e ne è convivente;
  • hanno un’invalidità riconosciuta pari al 74% o più.

È anche consentito iscriversi ad Ape sociale per tutti i lavoratori che hanno versato già 36 anni di contributi e che stanno svolgendo da almeno 7 anni una di quelle attività definite come gravose, particolarmente faticose per la salute nel lungo termine, come per esempio i conduttori di veicoli pesanti, lavoratori nelle pulizie ma anche maestre ed estetiste.  

Nel corso dell’ultima legge di Bilancio sono aumentati i lavori definiti come gravosi, per trovare l’elenco completo delle mansioni definite come tale potete consultare qui l’elenco. 

Ape sociale: chi può beneficiare dell'agevolazione?

Come abbiamo visto anche nei precedenti paragrafi l'iniziativa di Ape sociale è rivolta a tante categorie diverse di lavoratori dipendenti e non solo, all'interno della legge di bilancio 2022 si è deciso di introdurre anche nuove categorie, l'elenco finale è il seguente:

  • persone disoccupate;
  • persone con una invalidità civile;
  • caregiver;
  • i lavoratori dipendenti.

Per quanto riguarda tutte le categorie di lavoratori che hanno svolto negli ultimi 7 anni un lavoro gravoso, abbiamo delle ulteriori modifiche nel corso del 2022, in quanto per alcuni di loro vi è la possibilità di accedere all'iniziativa anche con 32 anni di contributi, come per esempio per chi ha lavorato nel settore dell'edilizia. 

All’interno della categoria dei lavori gravosi troviamo anche i lavori particolarmente pensanti e gravosi che vanno a comprendere: 

  • tutti coloro che lavorano nel mondo della pesca e marittimo;
  • gli operai del settore agricolo;
  • gli operai siderurgici.

Per i cittadini che sono attualmente in stato di disoccupazione i requisiti per accedere sono, oltre ad aver compiuto 63 anni e ad aver versato trent'anni di contributi, devono anche avere avuto un contratto di lavoro della durata di almeno 18 mesi nei tre anni antecedenti alla disoccupazione. 

Il 1° gennaio 2022 è stato invece abolito quel requisito che obbligava ad aver terminato da almeno tre mesi la percezione dell'assegno di disoccupazione. 

Come abbiamo accennato poco prima, in questa stessa data è stata introdotta una ulteriore novità tutti i lavoratori che operano nel settore dell'edilizia e che abbiano un contratto collettivo nazionale che sia denominato per i dipendenti di imprese edili ed affini, come anche per i ceramisti e per coloro che sono conduttori di impianti per la formatura della ceramica. 

Per tutti questi lavoratori vi è appunto la possibilità di beneficiare di quest’ indennizzo dopo aver versato 32 anni di contributi. 

Per i cosiddetti caregiver vi è un'ulteriore novità in quanto, i benefici dell’Ape sociale possono essere goduti anche da coloro che assistono un parente di secondo grado, nella condizione in cui i genitori o il coniuge della suddetta persona abbiano più di settant'anni di età o siano anch'essi portatori di handicap o di invalidità. 

Ape sociale: come presentare la domanda

È stata la data del 18 gennaio che ha dato il via all'apertura per l'inoltro delle domande rispetto all'accesso all'indennità pensionistica di Ape sociale. 

Prima di poter compilare la domanda di Liquidazione, bisogna inoltrare una domanda di certificazione del diritto alla prestazione, dove si riportano tutti i requisiti anagrafici e contributivi relativi al soggetto assieme alla propria documentazione rispetto alla categoria lavorativa di appartenenza. 

La domanda da presentare deve comprendere: 

  • l’istanza di riconoscimento rispetto alle proprie condizioni che soddisfano quelle per accedere ad Ape sociale;
  • Un’autodichiarazione che vada ad indicare di essere in possesso dei requisiti anagrafici, contributivi e soggettivi nel momento in cui si compila la domanda, oppure anche se si rientra nei rispettivi parametri entro il 31 dicembre 2022;
  • Infine, una dichiarazione che certifichi di essere in possesso dei requisiti soggettivi, di cui all’art. 5 D.P.C.M. n. 88/2017, che dipendono solo dalla propria categoria lavorativa di appartenenza.

Dopo aver compilato questi moduli è possibile inoltrare la domanda, per farlo bisogna accedere al sito di INPS, utilizzando uno dei metodi di riconoscimento accertati che sono:

  • SPID;
  • la carta nazionale dei servizi;
  • carta d’identità elettronica. 

Sul sito dell'agenzia è stato infatti indetto un portale specifico per l'inoltro di queste domande, l'operazione è molto semplice e guidata. 

Nel caso in cui ci fossero delle problematiche è sempre possibile contattare il call center oppure presentare la propria domanda presso uno dei patronati autorizzati

Ape sociale: le novità per i datori di lavoro

L'iniziativa che coinvolge ape sociale non va a riferirsi solo ai lavoratori dipendenti ma anche a tutti i datori di lavoro, che devono fornire a loro volta delle indicazioni specifiche a tutti i loro dipendenti. 

Nel corso delle ultime settimane INPS ha emesso una comunicazione ufficiale dove fornisce tutti i modelli necessari per i datori di lavoro che vogliono individuare a quale categoria fanno parte, rispetto a quelle citate precedentemente. 

Tutti i datori di lavoro come viene specificato all'interno del messaggio devono fornire ai propri dipendenti un documento che vada ad attestare la tipologia del lavoro svolto, e se rientrano quindi in una delle categorie predisposte all'ottenimento di Ape sociale. 

Tutti gli adeguati moduli sono disponibili sul sito di INPS dal 18 gennaio 2022, stessa data nella quale sono state aperte le domande d'iscrizione, così come viene esplicitato da INPS:

Dalla medesima data sono disponibili, nella sezione “Moduli” in” Prestazioni e servizi” presente sul sito dell’Istituto, anche i modelli per l’attestazione che i datori di lavoro devono rilasciare ai lavoratori fini della richiesta dell’Ape sociale.

Ricordiamo anche che questi moduli sono disponibili per tutte le categorie di lavoratori non solo per i lavori gravosi, per la quale ricordiamo che è necessario che attività sia svolta da almeno 7 anni.