La misura Ape Sociale ci sarà ancora nel 2023? Proroga o misura strutturale quale destino attende all’anticipo pensionistico Ape sociale. Prima del crollo del Governo Draghi le discussioni in merito a questo scivolo previdenziale erano quasi funeste. Infatti, non tutte le previsioni vertevano per un differimento, anzi si parlava più di una misura in esaurimento. Nessuna confusione tutto sembrava fortemente orientato verso la fine della misura Ape sociale. 

 La Riforma pensioni voluta da Draghi – Tridico non doveva contenere elementi flessibili anticipati, se non quelli legati alla doppia quota pensione promossa dal presidente dell’INPS. Insomma, vigeva la linea ferrea del contenimento dei conti pubblici

Ad oggi, l’immagine della riforma pensioni ha acquisito contorni diversi, le proposte sulle pensioni avanzate dai partiti sembrano incastrate in un puzzle confuso, non si intravede ancora alcun disegno definitivo. In questo contesto, è facile comprendere il destino che attende la formula previdenziale maggiormente vicina ai cittadini.

In tanti, si chiedono se in vista delle elezioni arrivino grandi provvedimenti previdenziali, in cui rientri anche la misura strutturale della misura Ape sociale. 

Innanzitutto, le prospettive migliori prevedono un rafforzamento dell’anticipo pensionistico e un ampliamento della categoria degli aventi diritto. Molto, probabilmente, la misura potrebbe essere accessibile a tutti indipendentemente dall’appartenenza della categoria di maggior tutela.

Ovviamente, si tratta di previsioni in vista delle elezioni, nessuna certezza che vengano apportate delle modifiche alla misura per ampliarne la categoria degli aventi diritto, al fine di renderla flessibile anticipata e strutturale. Insomma, questa misura dovrebbe rappresentare la voce del cambiamento previdenziale voluto dalla maggioranza dei cittadini. 

Sicuramente, si spera che la misura Ape sociale non venga cestinata come la collega Quota 100, amaramente rimpianta da milioni di persone. Un pensionamento accessibile a 62 anni di età condizionato solo da un montante contributivo di 38 anni

 Ape Sociale, ci sarà o no l’anticipo pensione nel 2023, ecco cosa potrebbe cambiare

Al momento, le discussioni politiche sono molte, tutte incentrate sulla risoluzione di diverse questioni popolari.

Non un obbiettivo politico comune, ma preciso e mirato votato alla definizione di un progetto pensionistico maggiormente flessibile che permetta alle persone di abbracciare un’uscita anticipata senza rischiare il collasso dell’assegno pensione, ovvero con l’assenza di penalizzazioni.

Oltre tutto, si prospetta la valorizzazione della pensione donna a cui andrebbe eliminato la faccia legata al metodo contributivo. 

In tutto questo, la misura Ape sociale acquisisce una valenza particolare, rappresentando l’unica possibilità di uscita a 63 anni di età contro i 67 anni di età necessari per la pensione di vecchiaia. 

Per questo motivo, sono state formulate diverse ipotesi sul futuro della misura. C’è chi prevede la proroga della misura Ape sociale, per concedere più tempo al nuovo Esecutivo di stabilire cosa togliere o inserire nella riforma pensioni.

E, ancora, che venga immediatamente resa strutturale, un provvedimento necessario richiesto più volte dalle parti sociali, per evitare l’esaurimento della misura. L’ultima ipotesi, prevede la chiusura dell’anticipo pensionistico al 31 dicembre 2022, con l’introduzione di misure suppletive. 

Se viene meno la misura Ape sociale dal 1° gennaio 2023, quindi, in assenza di provvedimento di proroga si escludono le categorie di tutela dalla possibilità di agganciarsi a uno scivolo pensione. 

A rischio lo scivolo pensione Ape sociale per le persone svantaggiate 

La misura Ape sociale si apre per le persone che rientrano nelle categorie di tutela, per questo motivo non tutti i lavoratori possono agganciarsi a questo scivolo pensionistico. 

Quali sono le categorie di persone svantaggiate che rientrano nella misura Ape sociale? Per poter aderire al piano pensionistico, è necessario risultato in stato di disoccupazione, invalidi e disabili al 74%, lavoratori usuranti e gravosi e, infine, rientrano anche i lavoratori (caregiver) impiegati nell’assistenza e cura del coniuge o familiari 1° e 2° grado.

E, ancora, esistono dei requisiti anagrafici e contributivi da rispettare, elementi indispensabili per il diritto alla pensione con Ape sociale. Intanto, occorre aver raggiunto 63 anni di età, quindi si ottiene uno scivolo molti anni prima dell’età pensionabile.

E, ancora, esiste più di un numero contributivo da rispettare, ovvero 30, 32 o 36 anni di anzianità strettamente legati alla categoria di tutela di appartenenza. Non vi sono differenze tra uomini e donne per l'accesso all'anticipo pensionistico. La corresponsione dell'assegno avviene mensilmente. 

Ricordiamo, infine, che l’ultima data utile per richiedere il rilascio del certificato del diritto alla pensione cade il 30 novembre 2022 (istanza tardiva). La misura  Ape sociale resta attiva fino al 31 dicembre 2022 (salvo modifiche).