È prevista per martedì 30 marzo al Senato, la riunione d’inizio dei lavori avente ad oggetto la discussione finale della legge delega - firmata Delrio/Lepri – “per il riordino ed il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale e la dote unica”, per i servizi in quota parte finanziati con le risorse economiche al momento assorbite dalle detrazioni IRPEF per i figli a carico, si parla di più di otto miliardi di euro, e con la graduale estinzione di alcuni bonus in vigore. Lo stesso Delrio si accoda al core delle conferme.



Il testo, approvato alla Camera già nella seduta del 21 luglio 2021, sembrerebbe, dunque, essere giunto alla sua fase finale dopo la dilazione dei tempi di passaggio al Senato causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La conferma arrivata anche dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, direttamente dalla cabina di regia europea, e dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, ufficializza l’arrivo dell’assegno unico universale a luglio. Proprio quest'ultima, ha colto l'occasione per ribadire la volontà di voler investire ancora di più in altri strumenti del Family Act (bonus baby- sitter e congedi parentali) necessari per fare da scudo alla grave emergenza che, è chiaro, si prolungherà ancora.

La nuova misura entrerebbe così nel novero delle contribuzioni ed agevolazioni indirizzate alle famiglie, confermate dall’ormai ex premier Conte, nella Legge di Bilancio 2021 (approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale) che ne aveva già stanziato i fondi per l’attuazione. Al fianco dei bonus già in circolazione (bonus mamma domani, bonus nido, etc.), a partire dal 1°luglio 2021, ci sarà anche l’assegno unico per ogni figlio del nucleo familiare.

Tuttavia, si tratta di una situazione del tutto temporanea poiché l’assegno, ed è questa la vera novità racchiusa nel termine di “unico”, finirà col tempo per raggruppare in esso molti dei benefici già esistenti (bonus bebè, bonus adozioni, natalità, assegni familiari, bonus per nuclei familiari numerosi, detrazioni IRPEF relative ai figli a carico) fino a farli gradualmente confluire tutti in un unico benefit.

Ecco, quindi, un interessante rassegna che potrebbe servire ad avere un’idea chiara sulle caratteristiche su cui trova fondamento il contributo, sulle modalità di accesso, nonché sui requisiti obbligatori da possedere per usufruire dell’importo dell’assegno mensile, quasi sicuramente, ripartito sulla base dei criteri per soglie ISEE di appartenenza. 

Assegno unico familiare: di cosa si tratta

Con la Legge di Bilancio 2021, il “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia”, previsto già nella Legge di Bilancio 2020, ha subito un incremento (c.7 della Legge 78/2020) proprio allo scopo di finanziare l’introduzione dei nuovi assegni familiari da corrispondere alle famiglie con figli a carico a partire dal 1° luglio 2021

È stato il Family Act, approvato in Consiglio dei Ministri l’11 giugno 2020 (durante la legislatura dell’ormai ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte) a prevedere, tra le novità più importanti e di immediata attuazione, l’assegno unico per i figli, misura di sostegno universale, che con il tempo finirà per assorbire numerosi bonus oggi in vigore.

Ma in cosa consiste tale beneficio? L’assegno unico altro non è che una misura concepita allo scopo di alleggerire la pressione economica che troppo spesso incombe sulle famiglie rischiando di inficiare il benessere del nucleo familiare. 

Viene assegnato a partire dal settimo mese di gravidanza della mamma fino al compimento del ventunesimo anno di età del figlio, o dei figli, fiscalmente a carico e appartenenti al nucleo familiare.

Per essere precisi, e lo vedremo in seguito, per quanto concerne i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni la misura di sostegno verrà erogata sotto forma di un assegno ridotto nell’importo da corrispondere soltanto se saranno rispettati alcuni particolari requisiti.

I requisiti da soddisfare per beneficiare dell’assegno unico

Poiché, come anticipato, si è ancora in attesa del Decreto attuativo che potrebbe contenere altri aggiornamenti e approfondire nel dettaglio le modalità di calcolo dell’importo che sarà versato, i requisiti da soddisfare per ottenere il riconoscimento dell’assegno unico rimangono, ad oggi, ancorati a quelli stabiliti dalla Legge di Bilancio 2021.

Più nei dettagli, potranno ricevere il benefit i richiedenti cittadini italiani o appartenenti ad uno stato dell’Unione Europea. In quest’ultimo caso, è obbligatorio essere in possesso del permesso di soggiorno permanente o, in alternativa, del diritto di soggiorno.

È espressamente indispensabile, altresì, essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, non necessariamente in modo continuativo, o avere un contratto lavorativo a tempo indeterminato o di durata almeno di due anni.

Nei casi, invece, di cittadini appartenenti a paesi extra UE è obbligatoriamente richiesto il permesso di soggiorno di lungo periodo o, diversamente, di un permesso giustificato da motivi di lavoro oppure di ricerca, che sia di durata almeno annuale. Altro requisito indispensabile riguarda il pagamento dell’IRPEF che dovrà essere versata obbligatoriamente in Italia. 

A tali requisiti, a carattere prettamente personale, seguono una serie di precisazioni aggiuntive. L’assegno unico potrà essere riconosciuto a tutti i lavoratori, cittadini italiani, titolari di un reddito da lavoro dipendente a tempo sia determinato che indeterminato, con partita Iva o anche autonomi. Si tratta di una vera rivoluzione se si pensa che prima veniva elargito solo ai dipendenti.

E ancora, spetterà non soltanto alla famiglia, nella vera accezione del termine, ma sarà riconosciuto anche ai genitori single purché abbiano figli fiscalmente a carico, mentre a disciplina differente saranno sottoposti i genitori in fase di separazione o con sentenza di divorzio in corso. In questi casi, il riconoscimento del contributo sarà determinato tenendo conto della suddivisione, fra i genitori, dei criteri di responsabilità nei confronti dei figli a carico.

Per essere più chiari, qualora sussistesse la condizione di un affidamento congiunto dei figli l’importo dell’assegno subirebbe una ripartizione fra i due genitori. All’opposto, l’affidamento dei figli ad un unico genitore conferirebbe il riconoscimento dell’intero importo alla sola madre, o al solo padre, affidatario.

I probabili importi dell’assegno unico universale

L'assegno unico potrà essere corrisposto per un valore massimo di 250,00 euro mensili: tale cifra globale sarà determinata da una quota fissa (variabile da 50 a 100 euro) e una variabile che sarà differente in rapporto al reddito complessivo della famiglia, su base ISEE: oltre il valore di 60.000 euro non verrà corrisposto nessun assegno essendo l’importo totalmente azzerato.

Più nei dettagli, andrà da un importo minimo di 40,00 euro mensili su quota minima fissa ma potrà arrivare fino a 250,00 euro per coloro i quali hanno una quota ISEE al di sotto dei 13.000 euro di reddito familiare complessivo, per i figli di età compresa tra 0 a 18 anni. Tale importo subirà una maggiorazione del 20% qualora nel nucleo familiare siano presenti altri figli successivi al primo.

Un interessante opportunità, dunque, che non influisce sulle altre prestazioni sociali agevolate, trattamenti assistenziali, Reddito di cittadinanza (RdC) che potranno essere corrisposti ugualmente.

Assegno unico per minorenni e figli disabili

L’assegno unico universale rappresenta un beneficio molto atteso dalle famiglie in virtù dell’ampia platea di beneficiari che riesce a coprire. Si tratta non soltanto di figli minorenni e già venuti al mondo ma potrà essere richiesto durante il periodo di gravidanza della mamma a partire dal settimo mese.

Come in precedenza anticipato, la misura di sostegno sarà riconosciuta per ciascun figlio di età inferiore ai 18 anni a carico dei genitori ed è inoltre maggiorato per i figli successivi al secondo. Ma cosa è previsto per i figli dai diciotto ai ventuno anni?

Per loro l’assegno unico subirà delle modellazioni. In particolare, per i figli a carico maggiorenni e fino ai 21 anni di età l’importo dell’assegno unico universale sarà corrisposto in misura inferiore rispetto a quanto spettante ai minorenni, ma solo qualora sussistano determinate condizioni: si seguano percorsi formativi scolastici, universitari o professionali, tirocini e percorsi lavorativi a basso reddito, si svolga servizio civile universale o si è in stato di disoccupazione). In alternativa, si potrà optare anche per la possibilità di riconoscimento dell’importo direttamente al figlio maggiorenne, in modo da incentivarne l’autonomia.

Desta molta soddisfazione l’opportunità offerta a coloro che hanno figli con disabilità di percepire il contributo. Non solo, ai genitori di figli disabili spetterà un assegno unico incrementato nel suo importo in misura non minore del 30% e non superiore al 50%. Tale percentuale sarà stabilita in base alla tipologia di disabilità posseduta e potrà continuare ad essere corrisposto, in questo caso senza maggiorazione, anche oltre il ventunesimo anno di età.

Come si presenta istanza di richiesta assegno unico

Attualmente, essendo il provvedimento ancora in fase di ultimazione, non si hanno notizie certe sulle procedure che dovranno essere seguite per presentare domanda di richiesta del beneficio. Sicuramente, considerato che mancano solo tre mesi alla data del 1° luglio, si cercherà di definire tutto nel più breve tempo possibile una volta attenuto l’ok definitivo al provvedimento.

Quello che appare quasi certo è la presentazione del proprio modello ISEE all’INPS, necessario per l’individuazione delle soglie di reddito che permetteranno di stabilire l’importo economico dell’assegno unico da versare mensilmente.